Noi, gli imbecilli.

d84bd5268d48ebd77c455f198570d7e8.jpegDiario 239 – 241

Siamo noi sbagliati. Intendo io ed i miei amici imbecilli. In meno di 5 mesi, secondo un sondaggio IPR Marketing per Repubblica, il governo Berlusconi ha aumentato la propria popolarità. Il premier netturbino è passato da una fiducia riconosciutagli a luglio dal 55% degli intervistati, a quella del 60% di metà settembre. Il governo nella sua fulgida interezza è passato dal 52 al 54% dei giudizi positivi. Ministri in netta ascesa sono la Maria Stella Gelmini che sta smantellando la scuola pubblica, passata dal 35% al 39%, e la ministra delle pari opportunità (di chi?) che dopo il decreto anti-concorrenza (copyright Anninotchka)  è passata dal 38% al 42%. Certo, le due ministre sono ancora in coda nella classifica dei gradimenti espressi dagli intervistati sui ministri, tutti intorno al 50%, chi più chi meno, da Maroni e Frattini al 60% a Ronchi e Calderoli al 42% (e se non sapete di cosa sono ministri, beh, credeteci sulla parola, lo sono). Tradotto, una persona su due ritiene che il governo ed i suoi ministri meritino “molta o abbastanza fiducia”. Evidentemente la falsa pulizia di Napoli, con sversamento dei rifiuti nel resto della Campania, è solo un’invenzione di qualche blogger a cui crediamo solo io ed i miei amici. Così come lo dev’essere l’aumento degli sprechi da parte dei soliti noti della casta (ma ora che non se ne parla più, mi viene il dubbio che sia mai esistita, ‘sta casta) con ripristino di alcuni benefit e l’assunzione di amici e parenti in enormi e indaffarati uffici stampa. Non parliamo poi della falsa sicurezza garantita da quattro o cinque militari per strada e il contemporaneo taglio ai fondi per le forze dell’ordine, tutto chiaramente inventato dai sindacati (quei comunisti!) dei poliziotti, altri nullafacenti come tutti gli altri statali. Il quasi fallimento dell’Alitalia (per colpa dei soliti sindacati, ovviamente) dopo che erano state promesse soluzioni avveniristiche, è un altro bel successo. Chi si ricorda poi le altre promesse di campagna elettorale? Via le tasse? Non ancora, se c’è la crisi mondialgalattica, non è mica colpa di 3monti. E poi l’Ici l’hanno tolta o no? Sì, ma i tagli necessari a coprirla, qualcuno sa dove sono stati fatti? No, e poi l’importante è stato, per chi una casa ancora ce l’ha, ritrovarsi con 2-300 euro in più in tasca a giugno, se poi a dicembre saranno 8-900 in meno per l’aumento delle rette degli asili nido o il taglio di qualche servizio per anziani con conseguente assunzione di una brava donna a ore (adesso, badante), che importa? Siamo noi, io ed i miei amici, che non capiamo i vantaggi di tornare al maestro unico. Così come siamo sempre noi che non capiamo come si possano velocizzare i processi dividendo le carriere dei magistrati e creando un secondo CSM… boh!?! E vogliamo parlare del decreto Brunettadeiricchiepoveri? La panacea di tutti i problemi della pubblica amministrazione? No, non ne parliamo, perché io ed i miei amici non lo capiamo e quindi non siamo degni neanche di parlarne. Bene, detto questo, non mi resta che chiedere scusa per la mia ignoranza, per il mio non capire quanto stia migliorando questa bella Italia e non voglia allinearmi al pensiero unico. Vorrei congedarmi. Potessi lo farei letteralmente, purtroppo anch’io ho da campa’ e per ora mi limiterò a restare in quel 44% che ha “poca o nessuna fiducia”, sperando, prima o poi, di cambiare idea… o paese, se il paese non cambierà idea.