Un anno fa ho salvato il mondo!

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Oggi Barack Obama giura. Domani il mio diario sul blog finisce un anno (bisestile).  C’è un collegamento tra i due eventi? Ovviamente, no, però mi piace pensarlo. In fondo non è che l’applicazione pratica del Butterfly effect: il battito d’ali della farfalla in Brasile, che causa l’uragano in Texas (magari in casa di G.W. Bush). Non è poi così difficile da vedere: Luk4 inizia a scrivere bischerate in Italia sperando di smuovere qualche coscienza e dopo un anno esatto a Washington D.C. giura il primo presidente “abbronzato” (copyright S.B.) della storia, nonchè speranza per la nuova umanità. E’ troppo? Non mi pare. Con il mio voto non sono riuscito neanche a cambiare la maggioranza nell’assemblea di condominio (figurarsi nel parlamento del nostro paese dei balocchi), ma col blog ho invece impresso un cambiamento negli eventi planetari. Grande! Dall’effetto farfalla all’effetto meteorite. Gli opposti che si toccano, il minimo che sovrasta il massimo. “Yes, they can, but thanks to me!” Adesso non mi resta che aspettare i ringraziamenti del 44° presidente degli Stati Uniti d’America. Che dite, mi vado a fare una lampada o è meglio che prenda una camomilla?

 

I saved the world today
Everybodys happy now
The bad things gone away
And everybodys happy now
The good things here to stay
Please let it stay

Il re dei buffoni

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Quale miglior rappresentante per un popolo di buffoni?

Da Repubblica.it di oggi

“Trieste – Questa volta per stupire e rubare la scena Silvio Berlusconi ha rispolverato un vecchio gioco che si fa con i neonati. Al vertice italo-tedesco di Trieste, il presidente del Consiglio, nell’accogliere Angela Merkel a piazza dell’Unità d’Italia, si è nascosto dietro uno dei grandi lampioni della storica piazza cittadina per sorprenderla con un “cu cu”.
La sequenza dello scherzo che la serissima cancelliera tedesca difficilmente può aver apprezzato è stata questa. La Merkel, scesa dalla macchina, si è avvicinata verso il picchetto d’onore posizionato davanti al palazzo della Regione dove la attendeva il premier. Ma mentre percorreva la breve distanza che li separava, Berlusconi ha approfittato della presenza di numerose persone della scorta e del cerimoniale per mettersi dietro il lampione. Poi, quando la cancelliera ha raggiunto il punto previsto per l’incontro passando proprio accanto al lampione, è sbucato facendo “cu, cu”. Questo almeno hanno raccontato alcuni testimoni perché se l’intera scena è stata ripresa dalle telecamere, i giornalisti erano però troppo lontani per sentire le parole pronunciate dal premier. (*)

La Merkel lì per lì è stata al gioco e allargando le braccia con aria divertita, ha risposto: “Silvio”. In realtà ha fatto rumore in Germania nei giorni scorsi l’insofferenza caratteriale della cancelliera nei confronti del presidente Nicolas Sarkozy, colpevole ai suoi occhi di eccessive confidenze e smancerie.
Berlusconi e Merkel si sono quindi recati al Palazzo della Regione, uno dei palazzi storici sulla piazza centrale di Trieste, dove sono iniziati i colloqui previsti dal vertice italo-tedesco. Contemporaneamente si svolgono gli incontri bilaterali tra i ministri che compongono le due delegazioni. Per l’Italia sono presenti i ministri degli Esteri Franco Frattini, dell’Economia Giulio Tremonti, dei Trasporti Altero Matteoli, e dello Sviluppo economico Claudio Scajola.”

(*) In realtà, l’ufficio stampa del premier ha fatto sapere che nel breve scambio di battute avuto con il presidente Merkel, Berlusconi avrebbe evidenziato la propria stima per il popolo tedesco, spiegato il suo pensiero sulla crisi economica mondiale, rinfacciato agli spagnoli l’abbandono della guerra in Iraq, illustrato il suo recente incontro con Putin e, infine, consigliato alla cancelliera un amico estetista molto bravo. Le voci sul bu-bu sette sarebbero state messe in giro ad arte dai comunisti, evidentemente invidiosi di tanta celerità.

E che Dio salvi l’Italia.

Ipse dixit (sport e spettacolo)

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Angelina Jolie (mito): “Mi sono ricreduta su Brad. Si è rivelato un buon padre”. (Quando si dice la fortuna… – ndL)

Brad Pitt (marito di Angelina Jolie): “Vorrei essere Valentino Rossi”.

Valentino Rossi (campione del mondo): “Vorrei essere Brad Pitt”. (Vorrei essere Pitt dal lunedì al giovedì e Rossi i fine settimana – ndL)

Antonio Cassano (campione di Bari): “Senza calcio sarei un ladro”. (E chi ne dubitava? – ndL)

Silvio Berlusconi (show man): “Lo scudo spaziale in Polonia e Rep. Ceca; l’indipendenza del Kosovo; Georgia e Ucraina nella Nato sono state una provocazione nei confronti della Russia”. (L’amico Putin gli manda in regalo un gasdotto dalla Siberia a villa Certosa, l’ex amico Bush lo manda a fare in c. – ndL)

 

Le figurine del Presidente

 

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Visto il successo internazionale del Presidente Berlusconi, che con le sue trovate riesce sempre a portare qualcosa di nuovo nella denigrazione che all’estero hanno per gli italiani, la Panini ha deciso di pubblicare un album con le migliori figurine raccolte dal premier negli anni della sua vita pubblica. Già i bambini fremono nell’attesa di potersi scambiare i doppioni con la solita cantilena tra un “mima” del Kapò al deputato europeo Schulz e un “celo” dell’abbronzato a Obama. L’album, stampato in poche copie, andrà sicuramente a ruba tra i collezionisti di cazzate. Per la delizia degli amatori, mostriamo alcune figurine rilasciate in anticipo alle agenzie e poi disconosciute dall’ufficio stampa del Presidente.

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Figurina 1. “Enea diede luogo a una dinastia da cui nacquero Romolo e Remolo” (notoriamente, fondatori di Romala – n.d.L.)

 

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Figurina 23. “Ho dovuto riesumare le mie doti di play boy e fare la corte alla presidente Tarija Halonen per portare da Helsinki a Parma l’agenzia alimentare europea”, e per recuperare, dopo le rimostranze giunte dalla Finlandia, “Ma vi pare che io mi metta a far la corte a una così?” (no presidente, no… – n.d.L.)

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Figurina 37.  “Signor Schultz, in Italia c’è un produttore che sta preparando un film sui campi di concentramento nazisti, la proporrò per il ruolo di kapò” (battuta di una finezza unica, soprattutto se detta a un parlamentare europeo tedesco – n.d.L.)

 
 
  
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Figurina 56. “Volevo solo far ridere un simpatico gruppo di giovani boy-scout” (che di sicuro hanno apprezzato, sicuramente molto di più dei ministri presenti – n.d.L.)

 
 

ap00325d11cxw200h180c00.jpgFigurina 42. “Il danese Rasmussen è anche il primo ministro più bello d’Europa… Penso di presentarlo a mia moglie, perché è molto più bello di Cacciari… Secondo quello che si dice in giro… Povera donna” (eh sì, povera donna – n.d.L.)

 

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Figurina 74. “Arafat mi ha chiesto di dargli una tivù per la striscia di Gaza, gli manderò Striscia la notizia“.

 

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Figurina 100.  “Obama ha tutto, è giovane, bello e abbronzato” (sic – n.d.L.)

 

 

  Buona raccolta a tutti.

(Le notizie sono state prese dal Corriere.it e da Voglioscendere)

If they can, why we can’t too?

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Se loro possono, perchè non possiamo anche noi?

Stanotte è accaduto un avvenimento memorabile, uno di quegli avvenimenti che resterà nei libri di storia come l’incontro di Colombo con l’America o la presa della Bastiglia. Il mondo è entrato in una nuova era e per questo io ringrazio gli americani che, nonostante tutto, nel bene e nel male, sono ormai da un secolo una spanna davanti al resto mondo. Speriamo che non sia un’illusione e stavolta siano davanti a tutti per qualcosa che sia una vera ventata di aria fresca sull’intera umanità. Esagero? Ebbene sì, ma ne sono contento perchè parlando di politica l’avevo proprio persa l’abitudine ad esagerare. E adesso speriamo che la ventata arrivi presto anche qua. Thanks, mr Obama.

I love America!

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P.S. Giusto per capire invece in che paese ancora, purtroppo, viviamo noi, riporto pari pari le dichiarazioni fatte al Giornale Radio 3 dal senatore (!!!) della Repubblica Maurizio Gasparri: “Per gli americani può cambiare la situazione economica, potrebbero pagare molte più tasse. [una vera fissazione, poveretti – n.d.L.] Sul piano della lotta al terrorismo internazionale, vogliamo vedere Obama alla prova, perchè questo è il vero banco di prova. L’America è la democrazia di riferimento per quanti vogliono affermare i valori della libertà, minacciati dal fondamentalismo, dal terrorismo islamico. Su Obama gravano molti interrogativi. Con Obama alla Casa Bianca, Al Qaeda forse è più contenta“. E con questo, se questi sono i rappresentanti del popolo (e secondo legge, lo sono), sappiamo quanta strada ancora ci aspetta. Auguri Italia.

Crollano i mercati? Spostiamoci.

Diario 263 – 265

Ansa.it: Crollano le borse europee.

Corriere.it: Borse ancora crolli in serie. L’FMI, recessione globale.

Repubblica.it: Wall Street -7,3%, Tokyo -9,6%, Milano -6,9%, tutta l’Europa a picco. Un’altra giornata d’infermo per le Borse.

E’ difficile resistere al Mercato, amore mio
Di conseguenza andiamo in cerca
di rivoluzioni e vena artistica
Per questo le avanguardie erano ok,
almeno fino al ’66
Ma ormai la fine va da sé
E’ inevitabile…

Baustelle – Il liberismo ha i giorni contati

Anna pensa di soccombere al Mercato
Non lo sa perché si è laureata
Anni fa credeva nella lotta,
adesso sta paralizzata in strada
Finge di essere morta
Scrive con lo spray sui muri
che la catastrofe è inevitabile…

Per la serie: un altro mondo è INDISPENSABILE.

Buon fine settimana a tutti e speriamo che lunedì esistano ancora i nostri conti correnti.

Diario 99

IL MONDO VISTO DA DENTRO

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Giorno 99

Piovoso

E così è arrivato anche il giorno del ritorno. Il ritorno dei nipoti del duce sui colli fatali di Roma. Candidando cicciobello Rutelli, non poteva che finire così. Non ce n’era bisogno, ma adesso abbiamo un motivo in più per tifare Lega e aspirare al federalismo di stampo catalano. Qui ci sentiamo sempre più estranei in un’Italia con cui abbiamo poco da spartire, a tutti i livelli. Federalismo ora. Poi vedremo in loco a chi delegare la gestione del bene pubblico. Di sicuro, chiunque sarà, non dovrà avere niente da spartire con il palazzi romani. Per esempio, candidare tal Achille Serra a sindaco di Firenze, significherebbe perdere inesorabilmente anche questo comune. Semmai qualcuno nella sede romana (guarda caso) del PD avesse avuto un’idea del genere (come ho incredibilmente letto da qualche parte sul web), gli consiglio vivamente di passare subito oltre. Una presa di giro di questo tipo sarebbe accolta, quanto meno, come una provocazione. E di sicuro otterrebbe, immediatamente, l’alienazione dei tanti che come me di certe facce non ne possono più. Questi signori del PD devono ricominciare ad ascoltare i bisogni reali della gente. Per quanto si sentano portatori di verità (ma un po’ di sana autocritica, no?), non sono altro che la prova vivente di quanto la rappresentanza politica ad alto livello allontani, chi la pratica, dalla realtà. Ascoltare il consiglio di Massimo Cacciari di federare anche il partito, non sarebbe una cattiva idea, mi credano. Comunque, il periodo delle elezioni è finito. Ci prepariamo a una quaresima che ci auguriamo sfoci nella pasqua dell’autodeterminazione, territoriale e rappresentativa. Per la prima serve la Lega, per la seconda conteremo su noi stessi. E che il dio della sanità mentale ci dia una mano.

Diario 95-96-97-98

IL MONDO VISTO DA DENTRO 6ef31cdd46cb17efb1a3e4a5ed572ab1.jpg

Giorni 95-96-97-98

Soleggiato andante

Questi sono stati i giorni della Liberazione e, anche, soprattutto, i giorni del V2. Oggi non posso far altro che quotare il discorso che Beppe Grillo ha fatto a Torino il 25 aprile. E’ lungo ma v’invito a leggerlo con attenzione. Con internet è rinata la coscienza popolare, sarà dura reprimerla. Il 25 aprile, una parte d’Italia è scesa in piazza per una nuova resistenza senza armi. In un giorno soltanto sono state raccolte 1 milione 200 mila firme per i tre referendum sull’informazione proposti da Beppe. Siccome sono d’accordo praticamente su tutto, da ora in poi questo blog si prefiggerà come obbiettivo principale, quello di indicare quanto sia nudo il re. Buona lettura.

“Oggi è il 25 aprile 2008. La festa della Liberazione. I nostri padri, i nostri nonni non hanno finito il lavoro. Non per colpa loro. Se noi avessimo il loro cuore e il loro coraggio non saremmo finiti così.I partigiani hanno liberato l’Italia dal nazifascismo per ritrovarsi con l’occupazione americana. L’Italia non è nella Nato, è la Nato che è nell’Italia. Ad Aviano e a Ghedi Torre ci sono novanta testate nucleari. In Europa dopo il crollo del muro di Berlino le hanno ridotte, eliminate, cancellate. In Italia sono aumentate. Siamo un bersaglio in caso di guerra atomica. L’articolo 11 della Costituzione dice che: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. E allora cosa ci fanno 113 basi logistiche degli Stati Uniti sul nostro territorio. 113 tra depositi di armi, basi navali, basi di telecomunicazioni, basi aeree, gruppi logistici per l’attivazione di bombe nucleari, basi di sommergibili, basi missilistiche, poligoni di tiro, forze aeree tattiche. Solo due regioni non sono occupate: la Val d’Aosta e l’Abruzzo perché i militari americani non capivano la lingua. Siamo un Paese a sovranità limitata. Ma non lo sa nessuno.

L’otto settembre un milione e mezzo di persone ha chiesto, ha gridato di ripulire la cloaca del Parlamento dai condannati. Ha preteso che la politica non fosse una professione, ma un servizio. Che ci fosse un massimo di due legislature. Ho portato 350.000 firme al Senato in un risciò, nelle mani di Franco Marini. Forse sono in cantina, forse le hanno buttate nella raccolta differenziata. Nessuna risposta dal Potere. Fassino e la moglie Serafini sono stati eletti per la quinta e la sesta volta. Sono la coppia più parlamentare del mondo. Faranno le nozze di diamante in Parlamento. A fine carriera ci saranno costati 12 milioni di euro. Mieli, Vespa, Scalari, Panebianco scrivono di modernità di semplificazione del quadro politico. Ma cosa cazzo dicono. I condannati, prescritti, indagati e rinviati a giudizio sono diventati 70. Testa d’Asfalto ne ha 45 e Topo Gigio ne ha 13. Voi non li avete votati. Non potevate. Non eravate informati. Questa gente non la mettereste neppure a gestire un condominio. Avete fatto una croce, come delle bestie. Senza poter scegliere un candidato. Non siamo più in una democrazia. Le elezioni erano incostituzionali. Morfeo Napolitano doveva PRIMA fare il referendum chiesto dai cittadini sulla nuova legge elettorale e POI sciogliere le Camere. Il presidente della Repubblica deve rispondere al popolo italiano non ai partiti. Ha avuto paura dei fucili di latta di Bossi e dei gazebo dello psiconano.
I condannati in via definitiva sono diminuiti da 24 a 16. Dodici sono del Popolo della libertà condizionata, il primo partito di recupero italiano. I condannati sono diminuiti solo perché sono spariti alcuni partiti. No Partiti, no condannati. I condannati in primo e secondo grado sono comunque aumentati. Li mettono in Parlamento per non farli finire in galera grazie all’immunità parlamentare come Cuffaro, il più amato da Azzurra Caltagirone, condannato a 5 anni per favoreggiamento aggravato di alcuni mafiosi. Non basterebbe il pomeriggio per leggere tutti e settanta i nomi con i reati. Dirò solo quelli dei meno furbi, che si sono fatti condannare. Devo però fare prima un distinguo per il nostro prossimo Ministro degli Interni Roberto Maroni che è stato condannato a 4 mesi e 20 giorni per resistenza a pubblico ufficiale. Maroni è stato condannato per aver tentato di mordere la caviglia di un agente di polizia. Sarà il primo ministro degli Interni con la museruola.

Chi non sa non può decidere, non può scegliere. Vive nelle tenebre, nell’oscurità. L’otto settembre l’informazione, che aveva del tutto ignorato il V day, è stata la prima ad attaccarlo. Il potere ha capito che il gioco gli veniva sottratto dalle mani. Il cittadino informato non è controllabile dal potere. E il potere vive grazie al controllo dei media. Le banche, la Confindustria, Mediaset e i Partiti usano le televisioni e i giornali per fare propaganda, assumono i direttori dei giornali come fossero addetti dell’ufficio stampa. I politici senza gli studi televisivi ritornerebbero al nulla dal quale provengono.
L’informazione malata è il virus e i cittadini liberi sono la cura. La Rete è la cura. La libera informazione è la cura. Ci sono quasi 500 piazze in cui si raccolgono le firme in Italia, più di quattrocento città in tutto l Paese da Aosta a Palermo, quaranta città all’estero tra cui New York, Amsterdam, Londra sono collegate. Dobbiamo raccogliere le firme per tre referendum per una libera informazione in un libero Stato. Il 25 aprile ci siamo liberati dal nazifascismo. 63 anni dopo possiamo liberarci dal fascismo dell’informazione, dai suoi padroni e dai suoi servi. E’ più difficile di allora. Non ci sono più fucile contro fucile, bomba a mano contro carro armato. La lotta è tra le coscienze addormentate e la libertà di pensare, tra chi non vuole più volare e chi non può rinunciare al cielo.

Il primo referendum.L’abolizione dell’ordine dei giornalisti creato da Mussolini nel 1925 per controllare la stampa.L’informazione deve essere libera. L’ordine dei giornalisti limita la libertà di informazione. Chiunque deve poter scrivere senza vincoli se non quelli previsti dalla legge. L’accesso alla professione di giornalista deve essere libero da vincoli burocratici e corporativi.
Luigi Einaudi : “L’albo obbligatorio è immorale, perché tende a porre un limite a quel che limiti non ha e non deve avere, alla libera espressione del pensiero. Ammettere il principio dell’albo obbligatorio sarebbe un risuscitare i peggiori istituti delle caste e delle corporazioni chiuse, prone ai voleri dei tiranni e nemiche acerrime dei giovani, dei ribelli, dei non-conformisti”.
Mario Berlinguer, il padre di Enrico: “Io sono contrario al requisito di qualsiasi titolo di studio per la professione di giornalista, perché considero questo come una discriminazione assurda, una discriminazione di classe, contraria alla libertà di stampa e alla libera espressione delle proprie opinioni”.

Il secondo referendum. L’abolizione di un miliardo di euro all’anno di finanziamento pubblico all’editoria. Ferrara, Polito, Feltri, Padellaro non esisterebbero senza le vostre tasse. Loro non vendono i giornali: li stampano. Più ne stampano più prendono contributi. Stiamo disboscando l’Amazzonia per stampare milioni di copie di giornali invenduti. Abbiamo giornalisti che prendono ordini dai Partiti, che non danno alcuna importanza alla verità, al lettore. Dalla fine della seconda guerra mondiale il numero di copie di quotidiani in Italia è rimasto lo stesso, ma ci sono dieci milioni di italiani in più. Le nostre tasse finanziano persino Il Corriere della Sera e Il Sole 24 ore quotati in Borsa. I presunti campioni del liberismo che fanno tutti i giorni le pulci alla Casta.

Il terzo referendum. La Corte europea di Giustizia ha condannato il regime italiano di assegnazione delle frequenze televisive. La legge della fattucchiera Gasparri è contraria alle normative europee. L’Europa, dopo le sentenze del Consiglio di Stato e della Corte Costituzionale ha ordinato all’Italia che le frequenze televisive pubbliche di Rete 4 devono essere assegnate a Europa 7. Se non verrà applicata la sentenza europea pagheremo 300.000 euro al giorno dal primo gennaio 2006. A fine 2008 fanno 330 milioni di euro. Più del prestito ponte all’Alitalia. Fede ci costa 300.000 euro al giorno di tasse. L’ultimo Consiglio dei ministri di Prodi, D’Alema e Rutelli doveva applicare le direttive europee. Le ha applicate TUTTE, tranne quella su Rete 4. La Bonino, Madre Teresa di Confindustria, ha detto che la misura non è urgente. Chi paga? Lei? Non è urgente per chi? Per la disinformazione? Per Testa d’Asfalto?
Le concessioni per trasmettere i segnali radiotelevisivi sono nostre, sono dello Stato. Tre su quattro sono state date a un solo soggetto privato. Per questo l’Europa ci condanna. Dov’è il libero mercato? Lo psiconano è diventato ricco grazie alla pubblicità che può raccogliere in modo esclusivo grazie alle concessioni statali.
Non si è mai visto uno Stato in cui chi controlla metà dell’informazione possa candidarsi a presidente del Consiglio. Negli Stati Uniti Obama che possiede la CNN, l’ABC e la FOX non potrebbe candidarsi. Non potrebbe neppure esistere. Per qualunque democrazia è inconcepibile. E nessuno di questi direttori di giornali e di televisioni che lo gridi alto e forte. Servi ben pagati.
La RAI non può avere un consiglio di amministrazione e giornalisti nominati dai Partiti. La RAI deve rispondere ai cittadini, deve essere indipendente come la BBC in Inghilterra. Un solo canale senza pubblicità pagato con il canone. Altrimenti, questa RAI di propaganda se la paghino i partiti. I politici l’hanno prima occupata e poi infestata con la loro presenza. Non ne possiamo più del loro vuoto, della loro incompetenza. Le frequenze radiotelevisive azionali vanno distribuite a diversi soggetti. Nessun privato cittadino deve possedere la maggioranza anche di una sola televisione nazionale.

Il controllo dell’informazione è il nuovo fascismo. Questo è un Paese che non sa nulla di sé stesso. Nulla sulla morte di Borsellino, sull’Italicus, su Ustica, su Piazza Fontana, sulla stazione di Bologna, sulle bombe di Brescia, su Aldo Moro. Non sa nulla sulla sua vera realtà economica e su un debito pubblico di 1630 miliardi di euro che ci sta trascinando a fondo, all’Argentina. Un Paese cieco sulle cause delle stragi sul lavoro, sul precariato, sulla cementificazione, sugli inceneritori, sul Sud consegnato alle mafie.
Oggi sul palco ci sarà informazione vera. Persone vere che parleranno di realtà nascoste dai media. Ci sono due piazze in festa a Torino. Piazza Castello e Piazza San Carlo. Tutti e due useremo i nostri amplificatori per una liberazione: una passata e una futura. Mi sembra di essere in un racconto di Giovannino Guareschi, ma non so più chi sono, se Don Peppone o Don Camillo.
Informazione libera in libero Stato. Coraggio!
Beppe Grillo