Grazie

Ci sono uomini che non verranno mai ricordati sui libri. La loro opera d’arte è consistita nell’essere stati semplicemente onesti, spaventevolmente di cuore, tremendamente normali.

Ci sono uomini che non sono mai andati in televisione a svelare i propri guai o a scandagliare quelli altrui e il loro spessore morale non ha mai dovuto essere misurato da un pubblico. Non sono neanche mai entrati in un tribunale e i giornali non hanno mai avuto ragione di interessarsi a loro.

Ci sono uomini dei quali l’unico esempio lasciato al mondo è stata la propria vita. Hanno sopportato la fame e il freddo quando la vita non era un’autostrada dritta. Hanno lasciato il paese e la famiglia d’origine quando era l’unico modo per sopravvivere. Hanno lavorato senza lamentarsi quando il lavoro era davvero duro e il salario era settimanale perché la settimana successiva non era certo. Poi hanno amato, sposato e onorato una sola donna. Sono riusciti a costruire una casa, spesso con le loro mani, senza diventare schiavi di una banca. Hanno cresciuto nel modo migliore possibile dei figli che una volta diventati uomini e donne hanno dimostrato, semplicemente con il loro modo di essere, quanto quel “migliore possibile” sia stato eccezionale. Hanno rispettato tutti e da tutti hanno ricevuto rispetto. Hanno donato se stessi alla vita e dalla vita hanno ricevuto in premio di poter realizzare se stessi.

Qualcuno potrà pensare che sono passati inosservati e quindi la loro esistenza non abbia avuto valore. In una società basata sull’immagine ciò potrebbe essere anche vero, in una società basata sui rapporti umani concreti invece saranno gli unici che hanno lasciato memoria, meritevoli di memoria.

Non esiste un modo giusto per ricordare questi eroi sconosciuti. Anzi, il modo migliore sarebbe un rispettoso silenzio che con queste poche righe ho voluto momentaneamente rompere solo per rendere il dovuto omaggio a due di queste fantastiche persone che ho avuto la fortuna di conoscere. Due amici che anche nell’amicizia dimostravano il loro riserbo e nella morte spero si siano ritrovati. Mio padre se n’è andato 22 anni fa, Ezio se n’è andato sabato. Entrambi ci hanno lasciato un vuoto che è stato, è e sempre sarà riempito dal loro nobile ricordo.

Ciao Mario, ciao Vezio, a voi il nostro eterno grazie.

 

Un ringraziamento a tutti coloro che hanno espresso solidarietà su queste pagine.