Meno male che.

 

20.JPGDiario 242 – 243

Gli amici del quartierino hanno ritirato l’offerta per la cosiddetta nuova Alitalia. La trattativa è saltata per colpa dei sindacati, dei piloti e di Mourinho. Non si preoccupino i lavoratori licenziandi e non si preoccupino neanche i patrioti che paventavano la vendita della compagnia di bandiera (ma quale bandiera? Quella che Bossi ci si…? Ah, va be’) agli odiati francesi (a proposito, ieri sera grazie per la sportività, chez Lyonnais), dategli un po’ di tempo e risolverà tutto il presidente netturbino, per l’occasione trasformatosi in presidente pilota, hostes e steward. Nell’attesa della magia, invito tutti ad ascoltare e cantare in coro la hit qui sotto lanciata durante l’ultima tornata elettorale. In un attimo i vostri cuori si riempiranno di speranza e ottimismo e anche se “chi visse sperando, morì non si può dire” vedrete che la vita vi sorriderà. Soprattutto se non siete (ex) dipendenti Alitalia.02.JPG

P.S. A tutti coloro che in coda al mio post precedente hanno evidenziato il particolare (per me ininfluente) che questo Governo starebbe “lavorando” (eufenismo) da pochi mesi, chiedo:

1- perchè se il Governo Prodi fu attaccato ancor prima di essere insediato per i presunti brogli (in merito consiglio di leggere il libello “Armi di distruzione di massa – Come inventarsi una guerra preventiva in tre lezioni” di G.W. Bush) e nessuno degli opionion maker brizzolati si è sognato di aspettare un po’ per vedere gli effetti delle leggi allora approvate (come, per esempio, il 1° decreto Bersani che fu massacrato dai media dei soliti noti non appena varato nel luglio 2006), non è permesso fare lo stesso con questo Governo?08.JPG

2- se in una partita di calcio (per restare in tema con me stesso), nei primi dieci minuti, l’arbitro s’inventa due rigori contro ed espelle tre giocatori della vostra squadra del cuore, condannandovi quindi alla sconfitta certa, bisogna aspettare la fine della partita per dire che è un cornuto oppure è lecito incazzarsi subito? – Per anticipare eventuali contestazioni, preciso che nella metafora, la mia squadra è l’Italia intera e non il centrosinistra.

E ora cantate con loro….

 

 

Le foto sono prese da Corriere.it

Noi, gli imbecilli.

d84bd5268d48ebd77c455f198570d7e8.jpegDiario 239 – 241

Siamo noi sbagliati. Intendo io ed i miei amici imbecilli. In meno di 5 mesi, secondo un sondaggio IPR Marketing per Repubblica, il governo Berlusconi ha aumentato la propria popolarità. Il premier netturbino è passato da una fiducia riconosciutagli a luglio dal 55% degli intervistati, a quella del 60% di metà settembre. Il governo nella sua fulgida interezza è passato dal 52 al 54% dei giudizi positivi. Ministri in netta ascesa sono la Maria Stella Gelmini che sta smantellando la scuola pubblica, passata dal 35% al 39%, e la ministra delle pari opportunità (di chi?) che dopo il decreto anti-concorrenza (copyright Anninotchka)  è passata dal 38% al 42%. Certo, le due ministre sono ancora in coda nella classifica dei gradimenti espressi dagli intervistati sui ministri, tutti intorno al 50%, chi più chi meno, da Maroni e Frattini al 60% a Ronchi e Calderoli al 42% (e se non sapete di cosa sono ministri, beh, credeteci sulla parola, lo sono). Tradotto, una persona su due ritiene che il governo ed i suoi ministri meritino “molta o abbastanza fiducia”. Evidentemente la falsa pulizia di Napoli, con sversamento dei rifiuti nel resto della Campania, è solo un’invenzione di qualche blogger a cui crediamo solo io ed i miei amici. Così come lo dev’essere l’aumento degli sprechi da parte dei soliti noti della casta (ma ora che non se ne parla più, mi viene il dubbio che sia mai esistita, ‘sta casta) con ripristino di alcuni benefit e l’assunzione di amici e parenti in enormi e indaffarati uffici stampa. Non parliamo poi della falsa sicurezza garantita da quattro o cinque militari per strada e il contemporaneo taglio ai fondi per le forze dell’ordine, tutto chiaramente inventato dai sindacati (quei comunisti!) dei poliziotti, altri nullafacenti come tutti gli altri statali. Il quasi fallimento dell’Alitalia (per colpa dei soliti sindacati, ovviamente) dopo che erano state promesse soluzioni avveniristiche, è un altro bel successo. Chi si ricorda poi le altre promesse di campagna elettorale? Via le tasse? Non ancora, se c’è la crisi mondialgalattica, non è mica colpa di 3monti. E poi l’Ici l’hanno tolta o no? Sì, ma i tagli necessari a coprirla, qualcuno sa dove sono stati fatti? No, e poi l’importante è stato, per chi una casa ancora ce l’ha, ritrovarsi con 2-300 euro in più in tasca a giugno, se poi a dicembre saranno 8-900 in meno per l’aumento delle rette degli asili nido o il taglio di qualche servizio per anziani con conseguente assunzione di una brava donna a ore (adesso, badante), che importa? Siamo noi, io ed i miei amici, che non capiamo i vantaggi di tornare al maestro unico. Così come siamo sempre noi che non capiamo come si possano velocizzare i processi dividendo le carriere dei magistrati e creando un secondo CSM… boh!?! E vogliamo parlare del decreto Brunettadeiricchiepoveri? La panacea di tutti i problemi della pubblica amministrazione? No, non ne parliamo, perché io ed i miei amici non lo capiamo e quindi non siamo degni neanche di parlarne. Bene, detto questo, non mi resta che chiedere scusa per la mia ignoranza, per il mio non capire quanto stia migliorando questa bella Italia e non voglia allinearmi al pensiero unico. Vorrei congedarmi. Potessi lo farei letteralmente, purtroppo anch’io ho da campa’ e per ora mi limiterò a restare in quel 44% che ha “poca o nessuna fiducia”, sperando, prima o poi, di cambiare idea… o paese, se il paese non cambierà idea.

Morale e competenza

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Benedetto icsvui auspica in Italia una nuova generazione di politici cattolici con più “rigore morale e competenza”. Un paio di considerazioni. La prima è sull’iper dibattuto tema dell’ingerenza vaticana nella politica italiana, quindi non c’è altro da aggiungere. La seconda è sui politici governanti (quelli dell’opposizione manco li consideriamo, tanto è inutile) che, nonostante il loro continuo dibattersi per compiacere la Santa Sede, evidentemente, non si sono neanche avvicinati all’obbiettivo. Certo, come potrebbero essere presi a modello di “rigore morale cristiano” tre separati/divorziati su tre (più uno, Casini, che però è fuori gioco, per adesso), di cui uno è pure il fondatore del pensiero filosofico moderno basato sulla tivvù e sulle veline, sull’apparire e sul non essere un cazzo, non si sa. La vera stoccata però, secondo me, è l’altro aggettivo usato dal Pontefice, quel “competenti”. Se ne deduce che quelli attuali sono incompetenti… ma a chi si sarà riferito? Al premier netturbino? A 3monti abbassa abbassa (le tasse) mai? Forse al ministro Gelmini (fulgido esempio di rettitudine e coerenza, quella che nel 2001 è andata a dare l’esame per avvocato a Reggio Calabria, perchè altrimenti lo passava il secolo prossimo) che pure il suo collega Bossi ha definito allo stesso modo? Ma come, rimettendo il maestro unico alle elementari e il voto in condotta alle medie, non ha già risolto tutti i problemi della scuola? O forse il Santo Padre si è ispirato a quello della Giustizia Alfano (chi?). Infatti, da ministro (chi?), dovrebbe sapere che se non esistono accordi bilaterali con un paese straniero, il suo proclama, di espellere i detenuti non italiani per fargli scontare le pene nei loro luoghi d’origine, è poco più che uno scherzo. Mentre sarebbe una vera amnistia truccata: lui li rimanda a casa e chi s’è visto s’è visto… Sai però che bella pubblicità per il Belpaese: voi venite, delinquete e poi, se vi becchiamo, vi riportiamo a casa pagandovi pure il biglietto aereo!, non male per incrementare il turismo alternativo, no? Per non parlare del famoso braccialetto elettronico. Chieda al suo eminente predecessore Castelli, che c’aveva già provato, come mai poi desistette. Va be’, forse, anzi, certamente il Papa pensava ad altro ed è stato frainteso, queste sono soltanto maldicenze comuniste (comuni-che?).

Si vive già meglio…

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Appena ho rimesso piede sul pianeta Terra/Italia mi sono subito sentito meglio. Si vede che è successo qualcosa, che l’aria è più pulita, che la gente è più serena, che la vita è più sicura. I treni arrivano già in orario e le buche per strada sono un simpatico ricordo. Sono andato a comprare il pane e mi sono sentito anche più ricco, dovendolo pagare come l’oro. Abbiamo una manica di assenteisti in parlamento (vedi il Sole 24), ma in compenso il presidente del consiglio va a spazzare le strade di Napoli. In quale altro paese del mondo possono vantarsi di un tale primato? E poi agli assenteisti in parlamento ci penserà il ministro Brunetta! No? Loro non si toccano? Va be’, poveretti, lavorano per noi (???), glielo vogliamo riconoscere un po’ di tempo libero? Siamo o non siamo il popolo delle libertà? Certo, qualcosa di strano c’è ancora. Tipo quei giovani che ogni sabato sera continuano a spiaccicarsi contro qualche albero, o peggio, contro qualche altro ignaro automobilista, tutti ignari del cambiamento. Se continuano così, sabato prossimo gli toccherà a scendere in strada direttamente Lui, in versione presidente vigile urbano. E tutti quei clandestini che continuano a sbarcare senza ritegno? Ma giel’hanno detto, a casa loro, che qui è cambiata l’aria? Un messaggio tv a reti unificate potrebbe servire allo scopo, le reti e tutto il necessario lo mette a disposizione sempre Lui. Come? Non hanno le televisioni? E neanche l’elettricità? E allora, se dobbiamo fare tutto noi italiani, ditelo! Comunque, ciò che è cambiato veramente è la sicurezza personale. Avete visto i militari in piazza che successo hanno avuto? Quante foto gli hanno fatto, neanche la velina più famosa può vantare tanti scatti. Se non è un successo questo, ditemelo voi. A questo proposito ho letto una storiella molto esemplificativa del cambiamento. L’ha scritta un tal Eugenio Scalfari al quale è stata raccontata da un suo amico con madre ottantenne residente in un minuscolo paese dell’agrigentino. L’amico racconta l’ultima telefonata avuta con l’anziana madre: “Era più tranquilla, mi ha detto, perchè stavano per arrivare i militari. Quali militari?, le ho chiesto. I soldati, quelli dell’esercito. Ma chi te l’ha detto? La televisione. Ma non arriveranno mai nel nostro paese. Invece sì, la televisione l’ha detto. E perchè sei più tranquilla? Perchè cacceranno gli zingari che rubano i soldi e anche i bambini. Ma non ci sono mai stati zingari da noi. No, ma sono pericolosi e rubano tutto. Mamma, hai mai visto uno zingaro in vita tua? No, però la televisione dice che sono pericolosi, ma adesso che arrivano i militari mi sento rassicurata. Da noi però c’è la mafia, le ho detto io. Sì, mi ha risposto, ma quelli li conosciamo, sono del paese.”

Senza commenti, non ce n’è bisogno.

Buona Italia a tutti!

Sicurezza? Ma mi faccia il piacere, mi faccia!

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Oggi sarò particolarmente polemico perchè la presa per il culo a cui stiamo assistendo è talmente grande che la reazione non può essere che di questa portata.
Allora, la questione è la famosa sicurezza pubblica che questa maggioranza di Governo, sin dalla campagna elettorale, sbandiera di voler garantire a tutta la nazione.
In questo ambito, gli atti concreti (non le chiacchere) fin qui messi in atto (e Dio ci scampi e liberi dai prossimi, se il buongiorno si vede dal mattino) sono stati:
– pattuglie di militari per strada;
– taglio di circa tre miliardi (3 miliardi!) di euro nei prossimi tre anni, sui capitoli di spesa per la “sicurezza”;
– riduzione del personale delle ff.pp. con il blocco del turn over per sostituire chi va in pensione;
– applicazione dell’ormai famoso articolo 71 del cd. decreto Brunetta, anche agli operatori delle forze di polizia.

Punto primo, i militari per strada. Tranne un bello spot, qualcuno crede davvero che una simile mossa sposti di una sola virgola la sicurezza nelle nostre strade? Ammesso e non concesso, che ce ne siano abbastanza da vigilare sulle intere città e non solo nei centri storici, da che mondo è mondo, se c’è qualcuno che delinque non lo fa di sicuro davanti alle pattuglie. Ciò che invece è necessario sarebbero degli uffici investigativi (così da far pensare ai border line “tanto mi beccano, meglio fare il gelataio”) e un pronto intervento efficenti che però possono essere assicurati solo con uomini e mezzi idonei (leggi: personale addestrato, auto e materiali moderni) e non con due pedoni, per di più in divisa da alpini! Sapete quel’è il vero risultato: che adesso ci saranno più persone a passeggiare in divisa (con i vigili urbani e i carabinieri o poliziotti di quartiere) impotenti. Poi, di sicuro, capiterà anche il caso (statisticamente capiterà per forza) del militare X che farà l’arresto Y da sbattere in prima pagina e in tv (e il popolo bue dirà stupefatto – nel senso largo del termine -: “ooooh, hai visto che bravo il bersagliere! ora sì che ci sentiamo sicuri”… almeno fino a quando qualcuno non gli entrerà in casa di notte… ma tanto in centro ci sono i militari!)
Punti due e tre, strettamente collegati all’uno. Tranne che con i soldatini (che dovrebbero servire ad altro), con cosa la facciamo realmente la lotta alla delinquenza se ci tagliate i fondi? Tagliare i fondi vuol dire, per esempio, non riparare le volanti incidentate, oppure non adeguare l’armamento e il materiale in dotazione (vi farei vedere con cosa si lavora, altro che CSI!), non ristrutturare caserme e commissariati vecchi di decenni (e la 626? boh…), non comprare computer o scanner, non effettuare corsi di aggiornamento, non premiare i sacrifici… con cosa la creiamo la sicurezza? Con le barzellette dei militari in piazza? Ah be’, allora…. E se il personale qualificato se ne va in pensione (ogni tanto succede, per fortuna) e non viene sostituito, chi andrà materialmente a fare servizio? I ministri Brunetta e 3monti?
Punto quattro, l’articolo 71. Un impiegato pubblico che si assenterà per malattia perderà, con il decreto Brunetta, circa 6 euro al giorno. Un poliziotto o un carabiniere dai 20 ai 25!! E’ questa la famosa attenzione che la destra diceva di avere per le forze dell’ordine?!? Meglio il disinteresse allora! Un agente colpito da un febbrone improvviso, magari preso dopo essere stato ore sotto la pioggia a fare ordine pubblico, dovrà stare a casa per curarsi e perdere i soldi necessari a vivere (sapete, anche i poliziotti mangiano e hanno delle famiglie da mandare avanti) oppure dovrà andare a lavoro lo stesso, con rischio suo e dei cittadini (chi vorrebbe mai incontrare una persona armata in preda alla febbre)? E su questo argomento non mi dilungo oltre ma v’invito a leggere gli esempi molto chiari ed efficaci, elencati in coda a questa lettera ai ministri (!) del segretario Coisp, uno dei tanti sindacati di polizia incazzati (leggere soprattutto il caso nr. 3).

E per ora tralascio la paventata riforma delle intercettazioni telefoniche, che se approvata come minacciato dal premier, chiuderebbe del tutto il problema giustizia, dato che decine di reati potrebbero essere scoperti solo in caso di flagranza  e cioè, in pratica, mai (vi voglio vedere a incappare per strada in dei trafficanti di droga o di armi che si scambiano i contratti di vendita, oppure trovare le prove per indagare sfruttatori di prostitute o corruttori di giudici, oppure estorsori, basisti di rapine e rapimenti, mandanti di omicidi, ecc. ecc.)

Questi sono i fatti, poi ci vengono pure a prendere per il sedere (eufenismo toscano), e con noi tutta l’opinione pubblica, con discorsi del tipo: “[La sicurezza] si tratta di una priorità assoluta dell’agenda politica del Pdl, che passa anche per il mantenimento di due impegni precisi: il riconoscimento della ‘specificità” del ruolo delle Forze armate e delle Forze dell’ordine nell’ambito della pubblica amministrazione; la revisione dell’articolo 71 (malattia), con l’introduzione dell’esenzione per militari e forze dell’ordine. Due impegni assolutamente prioritari per il governo” (Gasparri). Roba da chiedersi: ma ci fa o ci è? Lo sa il senatore, che il decreto Brunetta è già legge? Ma quale agenda? Quali impegni?!? Si vergognino e basta!

Il problema è che di tutto questo nessuno ne sarà mai informato. Come in un gioco di prestigio, davanti vi fanno vedere una sicurezza finta (i militari in piazza, ‘sticazzi!) mentre con l’altra mano fanno sparire quella vera (i fondi necessari, il personale qualificato, lo spitito di sacrificio che a quel personale dovrebbero riconoscere con i fatti e non con le parole o le corone ai funerali) e alla fine la colpa sarà tutta….? Ma dei rom e dei clandestini, ovviamente!