Di cose Viola e altre faccende…

Sulla lettera di Andrea Della Valle e su tutta la questione inerente il periodo “burrascoso” che stiamo passando, il direttivo del viola club Chiodo Fisso ritiene di far presente che:
1. anzitutto noi stiamo con la Fiorentina, chiunque ne indossi la maglia e chiunque ne sia il proprietario, ora e sempre;
2. siamo grati ai Della Valle per averci preso nella fogna dove eravamo finiti nel 2002 e averci riportato ai fasti del periodo d’oro 2006/marzo 2010;
3. chiariti più volte quali sono gli attuali obbiettivi della società, non chiediamo altro che una campagna acquisti in linea con tale programma e una squadra che onori la maglia ogni domenica, a prescindere da chi la indossi e contro chi.
Detto ciò, non capiamo la nuova richiesta di confronto del Patron.
Dato che i dirigenti sono loro, e in mano loro è il potere di decidere, forse sono loro che dovrebbero fare un minimo di autocritica per gli errori commessi nella gestione (noi più che andare allo stadio e tifare non possiamo fare), che dovrebbero risolvere i problemi che hanno portato al vistoso calo di abbonati, che dovrebbero migliorare i rapporti con la tifoseria, anche con quella parte (grossa) in momentaneo attrito, e riportare la passione allo stadio.
Purtroppo, però, sembra che la linea assunta dalla proprietà sia una sorta di “exit strategy” per passare la mano con il minor danno d’immagine (a livello nazionale) possibile. Non si capisce altrimenti perché, nella lettera di Andrea, si faccia ancora riferimento alla cittadella (“Soprattutto se si tiene conto anche di promesse istituzionali fatteci e che per mille motivi non sono state mantenute”), cosa c’entriamo noi tifosi?;
si chieda un intervento del sindaco che finirebbe per essere per forza di carattere politico (quindi fuori luogo);
si minacci ancora un non meglio precisato disimpegno (“per quanto ci riguarda, non cominceremo il prossimo campionato con questo clima”) per un paio di striscioni (seppure volgari) e qualche fischio, rimostranze che chiamare contestazione è quanto meno buffo (chiedere a VCG o ai Pontello cos’è una contestazione);
si continui ad evocare un possibile passo indietro (“la Proprietà è pronta a farsi da parte”) come se trovare l’acquirente fosse un argomento del giorno e, per di più, trovarlo giusto fosse un problema/dovere dei tifosi;
si faccia finta che nella gestione tecnica tutto vada bene, compresi gli errori del Direttore (vedi affare D’Agostino, caso Montolivo, mancato acquisto di Aquilani, ecc.) e di altri dirigenti pagati proprio per migliorare la comunicazione;
si ignori, appunto, il calo degli abbonati, come se in un cinema il problema fosse negli spettatori assenti, e non nel brutto film proiettato.
Ecco, per tutti questi motivi, e per molti altri ancora che non stiamo ad approfondire (vicenda calciopoli, varie delusioni sportive e non – vedi Lega -, apparente disinnamoramento), abbiamo paura che i Della Valle la loro decisione l’abbiano già presa, e non sia quella di rimanere alla guida della Fiorentina.
Noi di sicuro restiamo tifosi e continueremo ad appoggiare sia loro che la squadra, tutto sta a vedere se loro hanno ancora voglia di farsi sostenere da noi
Sempre Forza Viola!

Il direttivo del v.c. Chiodo Fisso

Ominicchi

Condivido talmente il pensiero qui sotto, che non posso che copiaincollarlo. Buona domenica.

“Il calcio è come la vita. E ognuno gioca la sua partita a modo proprio. Io me la gioco sempre da uomo, per questo posso guardare tutti in faccia. Non sono infallibile. Ma sicuro di me, quello sì. Per qualcuno anche troppo. Problemi suoi. Se faccio o dico una cosa è perché ci credo fino in fondo: se vuoi convincere qualcuno delle tue idee il primo a crederci davvero devi essere tu, altrimenti sei solo un quaquaraquà. Io non recito, non sono un fasullo, né un ipocrita, categorie che tengo a debita distanza. Ci metto sempre la faccia, senza paura. Ho una personalità forte, sono serbo dalla testa ai piedi, con i pregi e difetti del mio popolo orgoglioso. Ma so anche ammettere gli errori, so chiedere scusa e accetto sempre il confronto, su tutto. Si tratti di pallone o di temi più controversi come la guerra nella ex Jugoslavia. Le opinioni possono essere diverse, ma il rispetto non dovrebbe mai mancare. E prima di tranciare giudizi su una persona, come è stato fatto su di me, bisognerebbe conoscerne almeno un po’ la storia. Non porgo facilmente l’altra guancia, è vero. E dico sì al fair play, però fino a un certo punto. Ho un caratteraccio? No, ho carattere. Ma spesso per molti diventa sinonimo di caratteraccio. È il destino di tanti leader: se hai responsabilità e prendi decisioni non puoi piacere a tutti. Poi c’è l’invidia, che è il sentimento tipico degli ‘‘ominicchi’’, quelli che puntano il dito ma non hanno le palle per fare quello che fai tu. Io non sono mai stato invidioso, vado per la mia strada. Chi mi conosce sa che so essere dolce e tranquillo, ma a chi pensa di approfittarsi dico che con me casca male perché anche fare lo stronzo mi riesce facilissimo. Sciascia ne Il giorno della Civetta divideva la varia umanità in cinque categorie: uomini, mezzi uomini, ominicchi, piglianculo e quaquaraquà. E nel mondo del calcio è la stessa cosa. Perché, te l’ho detto, il calcio è come la vita. E ognuno gioca la sua partita a modo suo.” Sinisa Mihajlovic

(fonte Corriere Fiorentino)

Sportività?

X – Y: la gara della bontà, come spesso è accaduto e accadrà ancora a chiusura di stagione. Del resto nessuno osava pretendere dai XX un impegno diverso, la concentrazione che, magari, altre squadre (leggi K e Z) speravano ci fosse. Così l’incontro d’addio al campionato, l’ultima prova d’esame prima degli scontri con il W, s’è chiuso in parità, con qualche naso arricciato (F.S., uno dei nuovi padroni, ad esempio, avrebbe voluto la vittoria), ma col pubblico, sopratutto quello della Curva S “gemellato” per una volta con i tifosi YY e non con quelli ZZ a cui, invece, sono andati insulti ed improperi.
Se sia stato giusto non possiamo dirlo noi, certo è che in una domenica che segnava il destino della formazione di C.G., i XX, generosamente, hanno preferito schierarsi col più debole, l’Y appunto.
Per tutto il primo tempo la X, in verità, ha manovrato con grande capacità offensiva, mai facendo correre seri rischi al proprio portiere verso il quale gli attacchi Y non sono mai stati prodotti con efficacia, anche perché con un punto D. e compagni, male che fosse andata, avrebbero guadagnato lo spareggio. Così è stato perché al gol di H. dal dischetto, e dopo che C. e R. avevano fallito due occasioni limpidissime, puntuale è arrivata la stoccata dall’ex X.”

Di quale partita stiamo parlando? Lazio – Inter??? Noooo!!!! Roma-Udinese, campionato 1992/1993!!!! Sostituite le X con Roma (romanisti, giallorossi, ecc.), le Y con Udinese (udinesi, bianconeri, ecc.) e le Z con Fiorentina (fiorentini, viola, ecc.) e avrete davanti un bell’esempio di sportività alla romana. Grazie a questa partita, la Fiorentina retrocesse in B e l’Udinese, con la benedizione di TUTTO il pubblico romanista, si salvò. Un pubblico che tifò, 18 anni fa, contro la propria squadra, proprio come hanno fatto ieri sera i laziali. Eccoli, questi sono i signori che oggi gridano allo scandalo per il comportamento “antisportivo” dei cuggini biancoazzurri. Probabilmente sono così arrabbiati perchè vogliono i diritti d’autore: “Ma come?”, chiedono, “Noi avemo ‘nventato la antisportività pura e i cuggini la usano contro de noi senza manco paga’ n’euro?!?” C’avete ragione ad arrabbiarvi, cari romani, così non si fa, non si fa davvero (ahahahahaha!). Ma tranquilli, comunque a voi ci pensano i nostri politici che, evidentemente, a parte salvare i propri interessi (l’ultima: “Immunità per chi guida auto blu”) hanno molto a cuore anche la sportività e i colori giallorossi (già salvati dal fallimento n volte), magari vi faranno, con l’aiuto del grande rossonero, un decreto legge ad hoc… Intanto, però, andate a pagare le tasse!!!

P.S. L’articolo è copiato integralmente da Almanaccogiallorosso. Legenda oltre a X, Y e Z: K=Brescia, W=Torino, F.S.=FrancoSensi, Curva S=curvasud, C.G.=CecchiGori, D.=Desideri, H.=Haessler, C.=Carnevale, R.=Rizzitelli

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Segno? No, pago subito.

cancro.jpgNel comizio di sabato 20, il Presidente del Consiglio ha, tra le altre mille cose, promesso che entro la fine dell’attuale legislatura il Governo tenterà di sconfiggere il cancro. Poi passerà al sagittario e infine allo scorpione.

vergine.jpgMonsignor Bagnasco, aprendo i lavori del consiglio episcopale permanente, ha ricordato che i vescovi non vogliono “mettere in discussione il sacro celibato che ci scalda il cuore e ispira la vita. Essere preti è qualcosa di più di una semplice decisione morale, ma una risposta d’amore ad una dichiarazione d’amore”. Per i nati a settembre attenzione al fegato. Da curare bene i rapporti con il potere.

leone.jpgRaggiunto da Striscia la notizia, Balotelli ha ricevuto un tapiro e poi indossato una maglia rossonera. Ora, dopo il coraggio dimostrato di fronte all’ira – delle curve avversarie prima, di Mourinho dopo, imminente dei tifosi interisti infine -, al Mario più famoso d’Italia non resterà che affrontare a mani nude una mandria di bufali incazzati. Da prendere una decisione: temerarietà o follia? Bene il denaro, benissimo l’amore. Di una velina.

Direttamente da Ovrebo a Rosetti, senza passare dal via

Immagine.JPGNefandezze di ogni genere per 34 anni, sono già abbastanza, due di seguito così grosse, però, sono troppo anche per me. Siccome sono tuttora troppo incazzato per discernere qualcosa di sensato – e questo non è bello, dato che tratterebbesi solo di sport… ops… volevo dire di un affare molto serio che muove milioni di euro -, copio e incollo l’articolo che l’amico Stefano Prizio ha pubblicato su Fiorentina.it rendendo bene l’dea di quello che penso pure io, e del calcio e dell’attuale Nazione itagliana tutta.

Visto il momento (e non si tratta solo di calcio, ovviamente), ai tanti argomenti per i quali avevo già deciso di autocensurarmi (pro salute del mio fegato), da oggi aggiungo anche il calcio… pensandoci bene, alla fine, visto che mi restano solo la pesca d’altura, che non pratico, e il pensiero filosofico dell’800, che non ricordo più, forse dovrei iniziare a pensare seriamente alla chiusura definitiva di tutto per ritirarmi a giusta, distaccata, serena, vita privata… Beh, vedremo a breve…

montolivo.jpg“Roberto Rosetti da Pecetto Torinese ha colpito ancora, come paventato dai più d’altronde, dopo la notizia della sua designazione per Fiorentina-Milan. Bisognava rendere nuovamente interessante il campionato itagliano (riaprilo è per ora parola grossa), il Milan non ci stava riuscendo, anzi rischiava di lasciar le penne a Firenze. Il Milan aveva bisogno di una mano. Non di un rigore contro. Roberto Rosetti è un arbitro che queste cose le sa.

Roberto Rosetti è un uomo di fiducia. Su uno come lui ci puoi sempre contare. E ad essere onesti fino in fondo – e noi lo vogliamo essere scansando il pupulismo – bisognerebbe ricordare che, quando i padroni del vapore l’abbian voluto, può aver fatto comodo a tante squadre, persino alla Fiorentina. Ad una Fiorentina di diversi anni fa, società fresca e vogliosa di spendere che tuttavia non insidiava le poltrone di velluto dei primissimi, munifici, posti.

34043.jpgRoberto Rosetti rappresenterà presto l’Itaglia al mondiale sudafricano. Esattamente come fece, in piena Calcipoli, al mondiale tedesco. Passi qualche sua telefonata strana, qualche coincidenza bislacca, purchè non fosse nelle carte di Napoli e nemmeno in quelle del frettoloso processo sportivo. Del resto va detto, Roberto Rosetti è passato indenne dall’ultimo scandalo pallonaro itagliano.

Roberto Rosetti rappresenterà l’Itaglia quindi. Ed è giusto! Egli infatti esemplifica perfettamente il nostro paese. Raffigurare una nazione significa darne un’immagine precisa, calzante, attagliata. Rosetti la incarna benissimo. Grazie alla devozione di chi sa compiacere, di chi serve brillantemente all’uopo. E’ opportuno, presentabile, persino delicato nellintervento. Mica quella robaccia splatter di Ovrebo, nordico grossolano arruffone. Anche nel servire, diciamolo forte, v’è stile e stile. Roberto Rosetti, se il compianto Albertone ancora campasse, potrebbe essere il protagonista di un grande film. E’ lui infatti l’ itagliano medio di successo, degno d’una pellicola di Sordi.

Roberto Rosetti è degno modello itagliano quanto lo è stato il terzetto dei finalisti di Sanremo. I due ragazzi dei reality e i tre immarcescibili Pupo, Emanule Filiperto e il tenore (non ne ricordiamo il nome nè vogliamo ricordalo): tipo arrivi in un reality a diciott’anni, magari segnalato (segnalato, si badi bene, non raccomandato). Canti bene e spopoli al televoto. Dopo una manciata di mesi sbanchi il festival e svolti. Un esempio per i giovani connazionali i quali già da tempo traggono sagaci le dovute conseguenze in termini di valori in cui credere. E l’esemplificazione potrebbe ripetersi ed estenderti: tipo perdi tutto al gioco, poi conduci un programma sui pacchi… oppure sei figlio del figlio (pregiudicato) d’un re di maggio, figlio a sua volta di un re che scappò a Bari (a Bari si noti bene! O era a Brindisi?), vai a lezioni di ballo e ti presenti ai provini di un programma etc… A qualcuno parrà, errando, che il discorso si sia spinto troppo avanti, troppo in là, troppo su su. Errando, errando.

1278629563.jpgMa ci dilungheremmo e sarebbe noioso oltreche inutile se non ai fini d’una presta emigrazione. Anche perchè è tutto scritto, catalogato, come diceva Bennato: Roberto Rosetti ha fatto bene. Ancora una volta. Adesso incasserà il suo glorioso mondiale e poi continuerà la prestigiosa carriera di quotato arbitro internazionale.

Poi un giorno, superati i limiti di età (forse prorogati di un anno o due con una leggina ad fischiandum) ce lo troveremo ai vertici della categoria delle giacchette italiane. O all’Isola dei Famosi. O in Parlamento. Un giorno, chi lo sa, potrebbe vincere un appalto.

Lo merita! iIl suo servizio odierno l’ha reso. Fedele come tante altre volte. E’ pur giusto che riscuota un congruo e meritato compenso.

Stefano Prizio”

Siamo solo noi!

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Siccome nei soliti mezzi dell’informazione truccata che c’è in questo paese, non si da il giusto merito a chi sta facendo più che bene, ne scrivo io. Si sa, se non hai la maglia a strisce non conti, peccato (per loro) che lo sport sia altro.

Gruppo A – Bordeaux 13 – Juventus 8 – Bayern 7 – Maccabi 0

Gruppo C – Real Madrid 10 – Milan 8 – Marsiglia 7 – Zurigo 3

Gruppo E – Fiorentina 12 – Lione 10 – Liverpool 7 – Debrecen 0

Gruppo F – Barcellona 8 – Inter 6 – Rubin 6 – Dinamo Kiev 5

La FIORENTINA è l’unica italiana già passata agli ottavi di finale. Tutte le altre squadre sono ancora, chi più chi meno, a rischio eliminazione e nessuna raggiungerà mai i 12 punti già incamerati dalla squadra Viola. La FIORENTINA ha, fin qui, il miglior attacco del torneo assieme al Real Madrid e all’Arsenal (12 gol). E basta.

http://www.fiorentina.it/audio-eventi/Gol-Fiorentina.mp3

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Italjuve? No, grazie.

brucia.jpgTorino – «Voglio la maglia azzurra da un anno». Dopo le polemiche sulla sua possibile chiamata in Nazionale, Amauri chiarisce la sua posizione. «Quando arriverà il passaporto penserò a quello che succederà – ha affermato in serata da Stresa l’attaccante della Juventus -. Io ho deciso da un anno quello che voglio fare, ma solo quando diventerò italiano, Lippi potrà prendermi in considerazione».

Ecco un altro motivo per NON tifare questa finta nazionale, allenata dal complicbuffoni%255B216%255D.jpge (di moggi) Lippi e riempita di giocatori a strisce bianconere senza ragione (ma Lefrattaglie, per esempio, che c’entra con una nazionale di calcio?). Ora, tra l’apeCannavaro e il gaucho Camoranesi, ci sarà pure il nonfamaigol brasiliano. Complimenti, bella banda di falsi, esempio dell’italico opportunismo.

A lato.

Brescia – A Coccaglio la caccia ai clandestini si fa in nome del Natale. L’amministrazione di destra – sindaco e tre assessori leghisti, altri tre Pdl – ha inaugurato nel piccolo comune bresciano l’operazione “White Christmas”, come il titolo della canzone di Bing Crosby, usato per ripulire la cittadina dagli extracomunitari. Un nome scelto proprio perché l’operazione scade il 25 dicembre. E perché, spiega l’ideatore dell’operazione, l’assessore leghista alla Sicurezza Claudio Abiendi “per me il Natale non è la festa dell’accoglienza, ma della tradizione cristiana, della nostra identità“. (…si attenderà poi un bel passaggio dell’Angelo per Pasqua, che, notoriamente, non è solo la ricorrenza della resurrezione, ma è anche quella della cacciata degli ebrei dall’Egitto: i discendenti nostrani delle 12 tribù sono avvisati)

Roma – Il Colonnello seduto in poltrona, affiancato dall’amba­sciatore Hafed Gaddur, dall’in­terprete e da due «amazzoni» in divisa, è di fronte a tutte e inizia a parlare. «Non è vero che l’Islam è contro le donne», pre­mette. «Convertitevi – aggiun­ge -, chi crede in Dio è musul­mano. Il Corano è uno e non è mai cambiato, mentre i Vangeli sono quattro». Poi l’affermazio­ne sul «sosia del Cristo in croce» (Voi credete che Gesù è stato crocifisso ma non lo è stato, lo ha preso Dio in cielo. Hanno crocefisso uno che assomigliava a lui“) che suscita incredulità in sala. (…e meno male che c’è stata incredulità, di questi tempi, ci sarebbe da aspettarsi che se Gheddafi dicesse che Berlusconi è alto, tutti gli crederebbero)