Sovranità limitante

intercettazioni2.jpgDopo che sono emersi i tentativi di bloccare Annozero, ecco una nuova lista di pericolosi facinorosi che la Presidenza del Consiglio, limitata nella propria sovranità di sovrano, stava cercando di riportare all’ordine per ottenere, finalmente, il controllo sull’intero regno… (cioè) sull’intero sultanato (no)… sull’intera nazione (ecco!), sull’intera nazione e potersi poi dedicare, finalmente, anche ai problemi degli altri milioni di italiani.

  • Il condominio. Dalle intercettazioni di alcune conversazioni telefoniche avvenute tra il portiere di Palazzo Grazioli, Tarquinio Prisco, e il suo spacciatore privato, er Pista, i magistrati romani sono venuti a conoscenza dei tentativi del Premier di ristabilire l’ordine nell’antico stabile dove la signora Lella, abitante al pianterreno, con i suoi 44 gatti impedirebbe all’illustre condomino di dormire sonni tranquilli. Dai colloqui carpiti appare certo che fosse in programma un avvelenamento in grande stile. Così si esprimeva il Prisco: “Ahò, m’ha detto: te c’ho messo io lì, se nun me ammazzi quattro gatti che ce stai a fa’? Capito? Così m’ha detto er pelato… A Pista me devi da aiutà, li dovemo fà sparì sennò so’ cazzi, m’hai capito?”, la risposta del Pista è stata inequivocabile: “Nun te preoccupà, Ta’, ce penso io. Co’ du’ etti de alici trattate cor mercurio famo ‘na stragge!”. Sono attesi a breve dei provvedimenti cautelari a carico della gattaia.
  • Il campionato. Nessuno pensava che una Procura potesse intercettare i telefoni di Adriano Galliani, e infatti una sola non ce l’avrebbe fatta e si è scoperto che lo facevano in diciassette, tra le altre, oltre ovviamente a quella di Milano (la più rossa di tutte), anche Fermo e Montepulciano. Ed è proprio dalla Procura toscana che sono filtrati sulla stampa stralci dei colloqui tra il dirigente rossonero e il designatore arbitrale Collina. In una, molto criptica, si sente il Galliani dire: “Guarda, il Silvio non ne può più. M’ha detto chiaro di ricordarti che t’ha messo lui lì, quindi datti una mossa e parla con tutti i tuoi, neh… Lui così m’ha detto, però io ti vengo incontro… quanto dobbiamo pagare per avere tutti i rigori e le sviste che servono? Dimmi qualsiasi cifra, ma tra un mese dobbiamo essere davanti all’Inter…”. La conversazione non è chiara, ma gli investigatori pensano che il dirigente si stesse riferendo al campionato di calcio di serie A, comunque stanno vagliando anche altre ipotesi.
  • Il locale vip. Dalla Procura di Olbia sono stati diffusi alcuni stralci delle conversazioni tra due sconosciuti, intercettati nell’ambito di un’inchiesta sul traffico di pecorino, che molto hanno insospettito gli inquirenti. Sconosciuto A: “Lui quello vuole, capito? M’ha detto: ti c’ho messo io lì, se mi girano faccio chiudere te e tutti i locali della costa. Ti rendi conto? A  me che sono rimasto anche senza formula 1!”, sconosciuto B: “Va bene, calmo, e che problemi ci sono? se lui vuole il tavolo accanto al pianobar glielo diamo, no?”, A: “Sì, ma se poi non s’accontenta e vuole pure mia moglie?”, B: “Beh, allora giela dai, che problema c’è?”, A: “Va be’, però è l’ultima volta…” Una parte dei magistrati inquirenti è convinta di essere di fronte a un nuovo caso di speculazione edilizia che tanto ha funestato il territorio dell’isola, gli altri pensano invece al solito puttanaio.
  • La clinica. Durante le indagini svolte dalla Procura di Asti nell’ambito dello smaltimento illegale delle otturazioni al piombo, sono stati intercettati due professionisti che senza sospettare di essere ascoltati, si sono lasciati andare ad alcune affermazioni alquanto compromettenti: “Senti, i capelli gliel’ho rimessi, le rughe gliel’ho stirate già 20 volte, non parliamo delle liposuzioni… adesso vuole pure la protesi al… dai, mi capisci… come faccio…”, “E lo dici a me? Con la storia dell’immortalità, m’ha fatto du’ palle…”, “Sì, però a me m’ha detto: dottore, ce l’ho messa io lì, se lo ricordi, se non fa il miracolo la rovino, capisci?”, “Va be’, te attaccagli qualcosa, intanto prendi tempo, poi…”. Le ipotesi di reato, da accertare, vanno dalla frode sanitaria, alla sostituzione di persona, fino alla truffa aggravata e falso in atto pubblico.
  • Il giornale. Alcune intercettazioni tra giornalisti e politici hanno fatto emergere i consueti interventi per nascondere le notizie che potevano essere fondamentali per l’opinione pubblica, ciò che ha stupito gli investigatori è stata la conversazione tra due giornalisti che una mattina di febbraio hanno parlato così: “M’ha chiamato ieri sera e m’ha detto: ti c’ho messo io, se non pubblichi subito la smentita, vedrai che ti succede…”, “E te?”, “E io? Io gli ho detto, va bene, però a chi vuoi che importi sapere se i tacchi sono di 8 piuttosto che di 12 cm? Boh…”, “E’ una lobby, quella dei taccai, dico…. Non mi stupirei di sapere che c’ha una partecipata pure lì…”, “E’ vero, c’hai ragione… va be’, da domani continuerò a scrivere del tempo…”, “Sì, però attento a non esagerare, che anche lì non puoi dire la verità”, “E che non lo so? Prima di scrivere qualsiasi cosa telefono alla sua segreteria, mica all’areonautica!”. I magistrati stanno pensando di archiviare tutto oppure di procedere per induzione alla schiavitù, il dubbio deriva dal fatto che i presunti schiavi sono tutti consenzienti.

Il popolo delle interpretazioni

qualcuno.jpgCon l’approvazione del decreto “salva liste”, è stato finalmente completato il programma politico del centrodestra. Ripercorriamo qui i tratti fondamentali dell’ideologia da “democrazia elastica”, anche detta del “rispetto (delle regole) variabile”.

Anzitutto, a più riprese, è stata ribadita la fonte principe del pensiero politico moderno della destra, l’idea base all’origine del movimento così ben incarnata dal leader:
noi facciamo quel cazzo che ci pare.

Il profondo concetto è stato quindi riassunto dal celebre statista Niccolò Ghedini che, fuor di metafora, davanti alla Corte Costituzionale ha illuminato il Paese con il motto che questo sito ha eletto a propria guida:
la legge è uguale per tutti, ma non necessariamente lo è la sua applicazione.

Il trittico filosofico dell’attuale maggioranza di governo, è stato infine completato proprio con il predetto decreto, in cui il pensiero astratto ha trovato la sua applicazione pratica:
le regole esistono, ma per voi, noi le interpretiamo come ci torna più comodo.

Gettate le basi, possiamo ora prevedere alcuni dei prossimi passi che la maggioranza intraprenderà per migliorare la (loro) vita nel Paese.

Processi. Per quelli contro i politici di maggiornaza, varranno solo se le prove saranno presentate con il bollo messo dal Papa o, in alternativa, da Dio stesso, tutto il resto sarà carta straccia. Per gli altri varranno, più o meno, le leggi attuali e sarà vietato cavillare su timbri, notifiche e termini temporali che saranno assolutamente discrezionali.

Intercettazioni telefoniche. Verranno diversificate, un’apposita legge in discussione in Parlamento ne definirà i contorni che si possono più o meno riassumere in due articoli:
art. 1 – se l’intercettato è appartenente o anche solo riconducibile al centrodestra, non varranno un cazzo;
art. 2 – in tutti gli altri casi, non solo dovranno essere usate in Tribunale, ma dovranno essere pubblicate integralmente su tutti i giornali. Per i casi più voluminosi saranno favorite le pubblicazioni a fascicoli. In caso di presenza di note piccanti a sfondo sessuale, le pubblicazioni integrali dovranno essere affiancate da foto esplicative.

Appalti. Le regole continueranno ad essere quelle già in vigore per la Protezione Civile. Ognuno farà come gli pare, basta che Bertolaso sia d’accordo, paghi tutto lo Stato (comprese/i escort e massaggi alla cervicale) e l’opera sia veramente inutile.

Evasione fiscale. Nessun intervento legislativo. L’unico provvedimento preso sarà l’indirizzo imposto alla Guardia di Finanza che da ora in poi dovrà dedicarsi solo e soltanto al controllo delle dichiarazioni dei redditi dei lavoratori dipendenti (pubblici o privati è uguale) che, notoriamente, hanno tutti il doppio lavoro.

Edilizia. Integrazioni legislative permetteranno ad ognuno di costruire dove e cosa gli pare, sempre che sia iscritto a uno o più partiti della maggioranza. Tutti gli altri non potranno spostare neanche un tramezzo di cartongesso, pena la demolizione dell’intero immobile.

Stampa. Gli articoli sul Governo e sugli appartenenti al centrodestra dovranno essere prima approvati da un comitato culturale presieduto dal Ministro Bondi e composto da Emilio Fede e Augusto Minzolini. Per tutti gli altri varrà la legge della jungla: sputtanamento libero.

Rilascio documenti. Per i possessori di tessera del P.d.L. basterà attestare autonomamente ciò che serve su carta semplice (gli analfabeti si potranno far aiutare dai più colti, tipo Sgarbi), tutti gli altri dovranno presentare le apposite domande di rilascio, compilate a mano con caratteri gotici, a nuovi sportelli che staranno aperti solo i giorni dispari, dei mesi pari, dalle 3 alle 4 di mattina.

Codice della strada. Per i comunisti, i giustizialisti alla Di Pietro e i democratici in generale, visto che ci tengono tanto, continuerà a valere quello attuale con le sanzioni decuplicate. Per i moderni Schumacher di destra invece saranno applicate deroghe a seconda dei casi. Esempi: il semaforo rosso, in quanto comunista, non sarà rispettato; i limiti di velocità, essendo liberticidi, varranno solo in Emilia Romagna, Toscana e Umbria; i divieti di sosta, che riducono troppo il minimo spazio vitale dei ricchi benestanti, conteranno solo per le cilindrate sotto i 2500 cc.

Calci di rigore (già in vigore). Saranno concedibili solo a favore delle squadre con le maglie a strisce (essenzialmente di colore rosso, nero e bianco), anche se il fallo sarà commesso a tre metri dall’attuale area di rigore. Il penalty contro le predette squadre potrà essere concesso solo in caso amputazione dell’avversario o doppio fallo di mano simultaneo. Le altre partecipanti al campionato di serie A continueranno a godere della massima punizione, secondo la vecchia regola, quando giocheranno tra di loro.

 

Il Legittimo sfavamento

pollo.jpgDopo il “processo breve” e il “legittimo impedimento”, ecco alcune delle nuove leggi che il Parlamento sarà presto chiamato a ratificare.

Legge del legittimo sfinimento: sull’esaurimento della sopportazione da parte degli onesti evasori fiscali contro la tirannia dell’erario.

Legge del legittimo sputtanamento: sugli incontri con escort e/o trans e la limitazione dellla concessione dei diritti per la successiva messa in rete di filmatini e foto fatte coi cellulari.

Legge del legittimo asfaltamento: sull’utilità dei suv e il loro impiego a tempo pieno sui pedoni e i ciclisti.

Legge del legittimo infinocchiamento: sul divieto di lamentarsi in caso di ingiustiza palese subita ad opera di potenti o di loro amici o presunti tali.

Legge del legittimo oscuramento: sullo spegnimento perpetuo dei canali tv che stanno al terzo e dal settimo al centesimo posto del telecomando.

Legge del legittimo imbarbarimento: sulla possibilità di farsi giustizia da soli con mazze ferrate e asce bipenne, a patto di avere l’avvocato giusto.

Legge del legittimo sfavamento: sulla libertà di mandare affanculo una serie di personaggi istituzionali – tipo il Presidente della Repubblica, il Presidente della Camera, i membri della Corte Costituzionale, i Giudici di ogni ordine e livello, ecc. ecc. –, senza incorrere in sanzioni.

Legge sul processo lieve: sulla possibilità di commutare le pene detentive a cui fossero inopinatamente condannati dei politici, in buffetti e scappellotti.

Legge sul processo neve: sullo scioglimento di tutti i procedimenti giudiziari aperti contro il Presidente del Consiglio, quando arriva primavera.

Legge sul permesso breve: sulle libertà di stampa e di pensiero, riconosciute solo il 29 febbraio, ma di tutti gli anni bisestili.

Legge sul prefisso chiave: sui segreti di Stato e l’uso dello 06 seguito da cancelletto per arrivare da nessuna parte.

Legge sul complesso grave: sul sentimento di assoluta colpevolezza che alberga nell’animo di tutti coloro che non hanno votato P.d.L.

Legge del pollo lesso a Greve: sui diritti dei pennuti, violati nella profonda Toscana rossa e cannibale.

Andate a mietere il grano!

campo_di_grano(1).jpgUna favola moderna

C’era una volta,
un grande campo di grano. Il campo era così grande che a stento se ne vedeva la fine e mai il proprietario era riuscito a farlo mietere completamente, tanto che era stato costretto a cambiare un’infinità di fattori, nessuno dei quali si era mai neanche avvicinato a concludere l’impresa. Il campo era il più importante della zona perchè produceva la farina per tutta la città, per cui tutti da tempo immemorabile contavano su quel raccolto che mai era stato realizzato.
Dopo che quello precedente aveva finito per litigare con se stesso, quell’anno il padrone assunse un nuovo fattore che, tra le tante cose da fare nella fattoria, avrebbe tentato di completare la mietitura del grande campo. Il nuovo fattore in realtà non era nuovo affatto, già in altre due occasioni era stato assunto per amministrare la fattoria ed entrambe le volte non aveva avuto proprio dei buoni risultati, anzi. Però al padrone della fattoria quel fattore era davvero simpatico – raccontava delle barzellette da scompisciarsi -, aveva un sacco di amiche disponibili e, soprattutto, godeva di una certa reputazione per essere riuscito a costruire una grande azienda agricola piena di animali e bestie, a quanto di diceva in giro, “tutto da solo!”. “Se è stato così bravo per se stesso”, pensava il padrone, “perchè non dovrebbe esserlo anche per gli altri”. Ecco che così, nonostante gli insuccessi, ogni tanto lo richiamava per tentare l’improbabile. Quando fu la stagione della mietitura, il padrone si mise comodo in poltrona e aspettò qualche giorno divertendosi col calcio in tv, dopodichè, pure sorpreso da alcune voci malevole che lo disturbavano nel sonno, chiamò il fattore.
“Senti fattore, mi sono giunte delle voci…”
“La radio?”
“No, che radio… Ascolta… dicono in giro che tu sia invischiato in strane storie con quell’allevatore…”
“Quale allevatore?”
“Quello che vuole appropriarsi del mio campo per farci un immenso cortile per i suoi animali, è vero?”
“Assolutamente no! Sono tutte menzogne dette da chi invidia il mio successo e le mie capacità imprenditoriali e di donnaiolo.”
“Me lo puoi provare?”
“Ovviamente no, ma lo giuro sulla testa dei miei figli!”
“Allora va bene, mi fido della tua parola. Ora dimmi, come procede la mietitura del grande campo?”
“Abbastanza bene, anche se i braccianti sono dei comunisti scansafatiche che potrebbero fare molto di meglio.”
“Questo non è bello, la città aspetta il grano, ci spera… Senti, dì loro che s’impegnino, che altrimenti li licenzierò oppure, peggio… digli che separerò le loro carriere e se sono nati contadini moriranno contadini e se pastori moriranno pastori.”
“Conti pure su di me, signore, vedrà che sistemerò tutto. Ora devo andare Porta a porta. A Presto.”
Passarono diversi giorni, in cui il proprietario si annoiò ancora con la tv sognando donne e luoghi per lui irraggiungibili, quindi improvvisamente richiamò il fattore.
“Caro fattore, come va la mietitura del grano?”
“Ancora così e così. Quei braccianti…”
“Volevo parlarti proprio di questo… stamattina è venuto qui uno di loro. Mi ha detto che la mietitura non va come dovrebbe perchè sono in pochi, perchè hanno attrezzi malandati – addirittura, secondo lui, le falci non tagliano e i carri per il trasporto cadono a pezzi – e nonostante cerchino di vigilare anche di notte, il campo è continuamente assalito da dei banditi che sabotano il loro lavoro. E’ vero tutto ciò?”
“Per niente! Gli attrezzi sono buonissimi, li ho scelti io personalmente, e il numero dei braccianti è più che sufficente. I banditi poi sono solo delle brave persone che vanno a spasso. La verità è che sono loro a non avere per niente voglia di produrre, maledette zappe rosse! Scommetto che le voci in giro contro di me le hanno messe loro e Repubblica!”
“A questo proposito, devo dire che non sono affatto cessate. Sei sicuro che non ci sia nulla di vero? In effetti il bracciante stamani mi ha anche portato delle foto in cui te e l’allevatore siete…”
“Basta! Ma quale infamia! Sono sicuramente dei fotomontaggi! Ora mi hanno davvero stancato, con tutto l’ammore che emano… loro e quel notaio meridionale che mi sta sempre col fiato sul collo! Basta! Grazie al contratto di ferro che mi ha fatto lei, con i poteri che ho, la prossima volta che torno le porterò una soluzione a tutto. Vedremo se ci sarà ancora qualcuno che mi infamerà…”
“Bravo, la voglio così, deciso… però, il contratto che le ho fatto le dà davvero un sacco di potere, non ne abuserà mica? Non vorrei essere costretto a richiamare il vecchio fattore… che però sta ancora litigando da solo allo specchio…”
“Ma scherza? Quello è fuori di testa! Ma dico io, chi meglio di me? Io so fare tutto, io, mica come quei contadini rossi…” e così dicendo si congedò, non prima però di aver raccontato l’ultima sul prete e la suora che vanno assieme in un bagno turco e…
Dopo qualche settimana, mentre le voci contro il fattore si erano fatte sempre più pressanti e, per non sentirle, il proprietario si era chiuso in casa a guardare il Grande Fratello, l’amministratore tornò a reti unificate dal padrone.
“Ho trovato la soluzione!”
“Lo sapevo! E qual’è?”
“Siccome i braccianti rossi non riescono a mietere tutto il campo, prendiamo quello che abbiamo già raccolto e bruciamo tutto il resto del frumento.”
“Come? Bruciare tutto? Ma sei sicuro?”
“Certo! Chi è qui l’esperto?”
“Te, ma la città…”
“Niente ma. Che si arrangino! Bruciamo tutto così per quest’anno risparmiamo in braccianti e poi l’anno prossimo ci ritroviamo il campo bello e concimato. Lo sa che la cenere è un fertilizzante potentissimo, no? Meglio del letame…”
“Si, ma la gente ha bisogno della farina…”
“Ma che farina e farina! Bisogna diversificare, tutto quel grano non serve… meglio il pascolo, gli animali…”
“Allora è vero quello che dicono! Con la delega in bianco che ti ho dato, hai davvero ceduto metà proprietà all’allevatore!?!”
“Sì, no, forse, non lo so… ma non importa! Magari se sì, è proprio la parte che bruceremo…”
“E io, cosa ci guadagno?”
“Che avrà un campo più snello e facile da gestire… E per festeggiare organizzerò pure un mese di feste!”
“Beeello… Ma… ma il notaio?”
“Al notaio gliel’ho già detto: io c’ho il contratto col proprietario, o no? E’ firmato? Regolare? Sì, e allora ciccia e a cuccia!”
“Non fa una piega… mi pare… E a te cosa ne viene, fattore?”
“Io avrò un problema in meno, accrescerò la mia esperienza e, chissà, magari tra un po’ lei sarà stanco e…”
Fu così che il fattore mandò a casa i contadini, bruciò il campo, sanò l’appropriazione di cui si era macchiato vendendo la proprietà non sua all’allevatore e iniziò la scalata a tutto il resto. Il proprietario invece continuò a guardare felice la tv e a giocare alla play station mentre i cittadini, rimasti senza farina, s’arrangiarono a modo proprio e, chi patendo la fame o comprando al nero all’allevatore, chi espatriando o comprando souvenir del Duomo di Milano, si prepararono affranti a un lungo, lungo, lungo periodo di carestia.
E alla fine, (quasi) tutti (soprav)vissero (ancora per un po’) (in)felici e (s)contenti.

Personaggi e interpreti, in ordine sparso

Propri Etario – Popo Lo Bue
Mieti Tura – Giù S. Tizya
Campo Di Grano – Incorso Proçessi
Bracci Anti – Magis Traty
Falci Ecarri – Alì Tribun
Al Levatore – Varjim Putatj
Fa Rina – Senh Tenz’e
Ban Diti – Atj Awoc

Citta Dini – Par Tyoff Ese
In Cendio – Process O’Brev E.
Not Aio – Tato Capodellos
Fatto Re – Silvio Berlusconi

 

Lost in democratia

demo-party.bmpProprio quando le segreterie dei partiti si stanno preparando alle elezioni regionali della prossima primavera, siamo venuti in possesso di un documento scottante: la registrazione audio dell’ultima riunione tenutasi a Roma, nella sede del Partito Democratico, per decidere le loro candidature. Eccovene un interessante stralcio.

Uomo1: Bene, amici e compagni, dopo varie discussioni, oggi finalmente possiamo decidere, in armonia, i nomi dei candidati da presentare nelle…
Donna1: Scusa l’interruzione, prima d’iniziare possiamo chiudere la finestra? Lo spiffero mi da noia al collo…
Uomo2: Ma la finestra è già chiusa, fuori è meno 5, che vuoi apr…
Donna1: Allora la porta, sento uno spiffero. Da qualche parte deve pur arrivare…
(rumore di porta sbattuta)
Uomo3: Ecco fatto. Continuiamo?
Uomo1: Come dicevo, finalmente possiamo decidere in armonia le candidature per…
(rumore di porta che si apre)
Donna2: Scusate il ritardo… sapete i bambini…
Donna1: Cara! Come stai? Da quando hai avuto il terzo figlio, non ti ho più…
Uomo3: Scusate se v’interrompo, potete parlare dopo? Ora abbiamo da fare.
Donna1: Certo, stavo solo salutando…
Uomo1: Non importa, non importa. Riprendiamo. Allora, dobbiamo decidere le candidature. Emilia, Toscana e…
Donna2: La porta, chiudete la porta, per favore?
(rumore di porta sbattuta)
Donna2: …grazie. Però non c’è bisogno di guardare così male, non è colpa mia se c’ho la cervicale che….
Uomo1: Sì, sì, lo sappiamo, non tergiversiamo, per favore. Allora, Emil…
(musichetta di cellulare)
Uomo1: …ia…
Uomo4: Pronto?… Sì… No… Sì, sì… No!… Ho detto di no!… Ti….
Uomo3: Chiudi subito!
Uomo4: …ho detto di no e basta! Ciao, ciao… Scusate, era… la mia segretaria… sapete come sono attaccate le segretarie… (risatina)
Uomo1: Va bene, per favore adesso spegnete tutti i telefoni e…
Uomo2: Io non posso, mi dovrebbe chiamare il Presidente per quella storia che sai…
Donna1: Nemmeno io posso. C’ho la commissione provinciale riunita e….
Uomo5: …io sto aspettando la risposta da Lui, per quella canditatura… come faccio a…
Donna2: …io c’ho la baby sitter…
Uomo3: Basta! Abbiamo capito, mettete tutti la vibrazione e andiamo avanti.
Uomo1: Dicevo… che dicevo?
Uomo3: Emilia, Toscana e Umbria sono a posto.
Uomo6: Umbria? Da quando è a posto l’Umbria?
Uomo1: Infatti, ci stavo arrivando, l’Umbria…
Donna3: …l’Umbria non è a posto proprio per nulla! Ma scherziamo…
Uomo1: Infatti, stavo giusto per…
(bussano a una porta)
Uomo1: Avanti.
(rumore di una porta che si apre)
Uomo7: Scusate…
Uomo3: Dica, veloce!
Uomo7: Giù al portone, c’è uno che dice di essere il rappresentante di una lista di sinistra… mi pare Sinistra ecologia e qualcosa…
Uomo3: Sì, e allora?!?
Uomo7: Dice che deve discutere delle candidature comuni e vuole salire a tutti i costi…
Uomo3: No, tienilo lì. Quando sarà il momento lo chiamiamo noi e…
Uomo8: Ma così potrebbe arrabbiarsi e andare con Di Pietro…
Uomo3: E che ci vada! Tanto con i suoi tre voti che…
Donna3: Altro che tre voti, quello in Puglia conta…
Uomo4: Conta, conta… conta che ti passa! (risata)
Donna3: Ridi ridi che mamma t’ha fatto gli gnocchi…
Uomo4: Che m’ha fatto?
Uomo1: Per favore!!!
(voci sovrammesse)
Uomo1 (gridando): Basta!
(silenzio)
Uomo1: Dica cortesemente al signore della sinistra… e… e… cologica di aspettare, e basta. Grazie.
Donna1: La porta!
(rumore di porta sbattuta)
Uomo1: Per ora lasciamo stare l’Umbria e…
Donna3: …ecco, è meglio…
Uomo3: …passiamo alla Calabria.
Uomo2: Sulla Calabria devo dire…
Uomo9: E no! Sulla Calabria devo parlare prima io! Eravamo d’accordo…
Uomo2: E da quando in qua, te sei d’accordo con qualcuno? Ma dai…
Uomo9: Ma come ti permetti?!? Io sono…
Uomo1: Fermi! Zitti tutti! Decido io, niente Calabria. La Campania. Parliamo della Campania. La Campania…
Uomo4: …è un monnezzaio! (risata)
Donna2: Ma vedi a chist’e scimunito!
(voci sovrammesse)

(sette ore e mezza dopo)

Uomo1: Allora… (lungo sospiro) Emilia e Toscana sono a posto…
Uomo23: Sì, ma…

(seguono altre 25 ore di registrazione da sbobinare)

I privati della privacy

privacy%255B2%255D.jpgAnno nuovo, polemica nuova: la privacy. Per la verità, questa polemica non è nuova, ma da quando in USA hanno riscoperto che qualcuno continua a portare bombe sugli aerei, senza dichiararle al check in, l’argomento è tornato prepotentemente d’attualità anche in Italia. Quindi: body scanner sì o body scanner no? Si potranno vedere le donnine nude in aeroporto, come sognavano di fare gli adolescenti di mezzo mondo negli anni ’70, con gli occhiali di 007 a raggi X, oppure no? Se sì, perchè dovremmo accettare una limitazione della libertà personale negli aeroporti, mentre non la tolleriamo affatto nelle comunicazioni telefoniche, che qualcuno vorrebbe di fatto impedire? E se no, perchè allora dovremmo continuare a farci identificare per accedere a internet? E mettere la freccia per indicare in quale direzione vogliamo svoltare con la macchina? E dire buongiorno quando entriamo in un ufficio? Perchè devo far sapere a tutti il mio stato d’animo? Non è privacy pure quella?!? Certo, indagare pochi per prevenire è molto più faticoso che rompere i coglioni a tutti, quindi, nell’attesa di nuovi e sempre più rassicuranti tagli ad altre libertà personali (a quando i bagni pubblici con muri di vetro?), mettiamoci alla ricerca di mutande in fibra di piombo, che privacy o no, a me di beccarmi una buona dose di radiazioni aggratisse, ogni volta che salirò su un aereo, me li fa proprio girare, i coglioni, e non solo in senso metaforico.

L’inventore

Brunetta:

“I compensi dei conduttori Rai nei titoli delle trasmissioni” (corriere.it)

“Sciopero CGIL pretesto per allungare week-end” (asca.it)

“Obbligo di cortesia per legge e regolamento” (businnessonline.it)

“Nuove leggi su proposta dei cittadini” (ilmessaggero.it)

“Il Pdl rappresenta in maggioranza la parte che rischia tutti i giorni, la parte migliore del Paese; la sinistra la parte peggiore(iltempo.it)

“Per i dipendenti pubblici, auguri di Natale via mail” (asca.it)

Questo mini-ministro, se non c’era lo dovevamo inventare, anzi no, si sarebbe inventato lui da solo. Con tutte queste idee entro un paio d’anni la pubblica amministrazione non avrà veramente più problemi, in quanto scomparsa.

La sai la pen ultima?

– Ci sono un lattaio, un rugbista e Berlusconi che entrano in Tribunale e la guardia all’ingresso, rivolta a Berlusconi, fa: – Lei dove crede di andare?!

***

– C’è Marx che in paradiso incontra un magistrato italiano: Compagno!!!

***

– C’è la Gelmini che entra in una scuola elementare e dopo aver fatto un giro chiede al direttore: Perchè ci sono tutti questi bambini?

***

– C’è Brunetta che incontra uno più imbecille di lui e…

– Siee…

– C’è Brunetta che incontra uno più basso di lui e…

– Sieeeee…

– C’è Brunetta che incontra uno…

***

– Ci sono Berlusconi e Tremonti che incontrano un operaio e il presidente gli fa: – Salve amico operaio, dove hai parcheggiato la tua Ferrari che io e Giulio vogliamo farci un giro? – Ma mi pigli per il culo? – Vedi Giulio, te l’avevo detto, il solito disfattista comunista anti italiano.

***

– Ci sono un inglese, un tedesco e un padano che…

– Chi sono il tedesco e l’inglese??

***

– Ci sono un democratico, un udc e uno che fa l’opposizione in parlamento…

***

– Ci sono Fede, Belpietro e Vespa all’ordine dei giornalisti…

– Ah ah ah ah ah ah ah ah!!!

***

– C’è Marrazzo che incontra un carabiniere alla fermata del trans…

***

– Ci sono un elfo, uno yeti e un contribuente italiano onesto…

***

– Allora, c’è uno intelligente che va al Grande Fratello e…

– Quella del marziano la so già.

***

– Ci sono un ladro, Henry e Moggi… no, scusa… c’è uno juventino…

***

– P.S. C’è la miglior squadra italiana in Champions League che passa agli ottavi con un turno d’anticipo, ma nonostante ciò non viene mai fatta vedere dalla Rai e nei commenti dei soliti noti, pseudogiornalisti, finisce a malapena in coda… allora un giorno i suoi tifosi, belli e soddisfatti, pigliano e mandano tutti a fare in culo… che “la FIORENTINA è la squadra che amiamo, di tutto il resto ce ne freghiamo!”


List in italian

italia.gifCose italiane per cui c’è solo da vantarsi:

l’arte
la musica
la cultura
Michelangelo
Leonardo
Verdi
Dante
la Fiorentina
la fiorentina
la cucina
il vino
i paesaggi
la scienza
Galileo
l’adattamento
lo spirito
la solidarietà
San Francesco
i martiri per la patria e per la libertà
quelli per la giustizia
la Costituzione

Cose italiane per cui c’è solo da vergognarsi:

la corruzione
il clientelismo
il nepotismo
la gestione del bene pubblico
i politici
il P.d.C più bravo degli ultimi 1000 anni
l’impunità
la delinquenza
le organizzazioni criminali
i riciclatori
gli speculatori
il costruttore di Milano 2
gli arroganti
gli spudorati
Feltri
i giornalisti
gli zerbini
Fede
Vespa
la televisione
il proprietario di Mediaset
i falsi imprenditori
i condoni edilizi
i condoni fiscali
l’affossamento della legalità
l’imputato più famoso del mondo
Apicella
D’Alessio
le veline le cartoline e le miss
l’acqua che fa plin plin
Lippi
Moggi
la juventus
il milan
il proprietario del Milan

***

p.s. La porcata

L’ultimo intervento di Marco Travaglio sulla legge porcata che stanno per varare. Anche per i più sfavati: guardate almeno gli ultimi 8 minuti finali, così saprete di cosa parla e di cosa è capace questo Governo. Riguarda pochi, ma pensate che un giorno potrebbe essere vostro il turno dla lato della parte offesa.