…e quindi uscimmo a riveder i Baustelle

no, saremo santi disprezzando la realtà
e questo mucchio di coglioni sparirà
e nè bellezza o copertina servirà
e siamo niente siamo solo cecità

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Se poteste, andatecivi.

 

A proposito, leggendo della Grecia m’è tornata in mente questa canzone…

E’ difficile resistere al Mercato, amore mio. Di conseguenza andiamo in cerca di rivoluzioni e vena artistica. Per questo le avanguardie erano ok, almeno fino al ’66. Ma ormai la fine va da sé. E’ inevitabile. Anna pensa di soccombere al Mercato. Non lo sa perché si è laureata. Anni fa credeva nella lotta, adesso sta paralizzata in strada. Finge di essere morta. Scrive con lo spray sui muri che la catastrofe è inevitabile. Vede la Fine. In metropolitana. Nella puttana che le si siede a fianco. Nel tizio stanco. Nella sua borsa di Dior. Legge la Fine. Nei saccchi dei cinesi. Nei giorni spesi al centro commerciale. Nel sesso orale. Nel suo non eccitarla più. Vede la Fine in me che vendo dischi in questo modo orrendo. Vede i titoli di coda nella Casa e nella Libertà. E’ difficile resistere al Mercato, Anna lo sa. Un tempo aveva un sogno stupido: un nucleo armato terroristico. Adesso è un corpo fragile che sa d’essere morto e sogna l’Africa. Strafatta, compone poesie sulla Catastrofe. Vede la Fine. In metropolitana. Nella puttana che le si siede a fianco. Nel tizio stanco. Nella sua borsa di Dior. Muore il Mercato. Per autoconsunzione. Non è peccato. E non è Marx & Engels. E’ l’estinzione. E’ un ragazzino in agonia. Vede la Fine in me che spendo soldi e tempo in un Nintendo dentro il bar della stazione e da anni non la chiamo più. (Il liberismo ha i giorni contati – Baustelle)

…mmmh… chissà…

Re e giullari

f5b3bbce8f7c8b5f1b68cb452d6a5ac7.jpgComplice un guasto alla parabola e il mio noto interesse per la manifestazione, che ho perso completamente circa 25 anni fa, anche quest’anno non ho visto manco una serata di Sanremo. Casualmente però, dall’unico canale che vedo (male) tramite il vecchio impianto, venerdì sera ho avuto la sfortuna di cogliere un paio di strofe della canzone presentata da Pupo ed Emanuele Filiberto di Savoia. Anche questo non sarebbe bastato a smuovermi se, grazie al televoto, quella canzone non fosse arrivata SECONDA nella gara. Ora, tutto si può dire degli italiani, ma che siamo un popolo di deficenti no. Certo, già con i plebisciti che hanno raccolto prima il cavalier Benito e poi il cavalier Silvio, qualche dubbio m’è venuto… però… Sì, è vero, siamo un popolo di furbastri, ipocriti e maneggioni, però siamo simpatici e di cuore, imbecilli no. Lo so, guardiamo a milioni il Grande fratello e Uomini e donne… ma lo fanno anche in altri paesi, in più noi sappiamo dimostrare solidarietà e quando ci chiedono sacrifici (quasi) tutti ci tiriamo sù le maniche e giù a lavorare… Sì, abbiamo come modelli di vita i calciatori e le veline, però… via, ammettiamolo, un po’ imbecilli lo siamo. E questa canzone ne è soltanto la dimostrazione finale.

Riporto fedelmente ciò che, con vergogna, ho sentito cantare, senza vergogna, dai due (anzi tre, c’era pure un tenore… chissà se da oggi troverà di nuovo lavoro):

“Io credo nelle tradizioni (tipo il padre? Casino e casinò…),
di un popolo che non si arrende (detto da un Savoia è a dir poco esilarante),
e soffro le preoccupazioni,
di chi possiede poco o niente (su questo permettetemi di avere qualche dubbio, piccolo piccolo, come Pupo).

Io credo nella mia cultura (la tua cultura? e quale sarebbe?!?) e nella mia religione (importante, i rapporti col Vaticano vanno sempre curati),
per questo io non ho paura (mitticoooo!!!),
di esprimere la mia opinione (ovazione! La sua opinione?!?!? Ma l’avete mai sentito parlare? Ahahaha!!!!).
Io sento battere più forte il mio cuore di un’Italia sola (qui Bossi è svenuto, io, più semplicemente, mi rimetto a ridere),
che oggi più serenamente si specchia in tutta la sua storia (? Ma se vengono eletti parlamentari, cioè dei rappresentanti del popolo, che manco sanno quando è stata fatta, l’Italia….).

Sì stasera sono qui per dire al mondo (che non t’ascolta, fortunatamente) e a Dio (che si sa, invece guarda con particolare attenzione ai più sfortunati…),
Italia amore mio (non ricambiato, speravo, e invece… secondo posto… mi sa che da oggi ho un altro motivo per sentirmi sempre meno concittadino degli italiani…).

Panico!

In preda alla preda, cerco scampo nel campo…

Hai mai provato l’orrore?

Una canzone nata contro il panico
Contro l’angoscia e la carestia
Una preghiera contro l’inquietudine
Contro l’orrore e il vuoto quotidiano

Come santi sebastiani
Come bestie sugli altari
Avere la visione della morte

Fottere tutto e naufragare
Mettere gli stivali e farli andare
Correre per non arrivare
Amare il rogo, amare il suo bruciare
Sopra il palco illuminato, o nel deserto
Mettersi a cantare una canzone
country contro il panico.

Baustelle

Altri tempi

In attesa del tempo perduto….

E ogni volta che non c’entro
ogni volta che non sono stato
ogni volta che non guardo in faccia a niente
e ogni volta che dopo piango
ogni volta che rimango
con la testa tra le mani
e rimando tutto a domani

(l’ultimo) Cirano

 
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Venite pure avanti, voi con il naso corto, signori imbellettati, io più non vi sopporto,
infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio perchè con questa spada vi uccido quando voglio.

Venite pure avanti poeti sgangherati, inutili cantanti di giorni sciagurati,
buffoni che campate di versi senza forza avrete soldi e gloria, ma non avete scorza;
godetevi il successo, godete finchè dura, che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura
e andate chissà dove per non pagar le tasse col ghigno e l’ignoranza dei primi della classe.
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna, però non la sopporto la gente che non sogna.
Gli orpelli? L’arrivismo? All’amo non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

Facciamola finita, venite tutti avanti nuovi protagonisti, politici rampanti,
venite portaborse
, ruffiani e mezze calze, feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte, coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese in questo benedetto, assurdo bel paese
.
Non me ne frega niente se anch’ io sono sbagliato, spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

Ma quando sono solo con questo naso al piede
che almeno di mezz’ ora da sempre mi precede
si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore
che a me è quasi proibito il sogno di un amore;
non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute,
per colpa o per destino le donne le ho perdute
e quando sento il peso d’ essere sempre solo
mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo
,
ma dentro di me sento che il grande amore esiste,
amo senza peccato, amo, ma sono triste
perchè Rossana è bella, siamo così diversi,
a parlarle non riesco: le scriverò dei versi, le parlerò coi versi

Venite gente vuota, facciamola finita, voi preti che vendete a tutti un’ altra vita;
se c’è, come voi dite, un Dio nell’infinito, guardatevi nel cuore, l’avete già tradito
e voi materialisti, col vostro chiodo fisso, che Dio è morto e l’ uomo è solo in questo abisso,
le verità cercate per terra, da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali;
tornate a casa nani, levatevi davanti, per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

Io tocco i miei nemici col naso e con la spada,
ma in questa vita oggi non trovo più la strada.
Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo,
tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo:
dev’ esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto
dove non soffriremo e tutto sarà giusto
.
Non ridere, ti prego, di queste mie parole,
io sono solo un’ ombra e tu, Rossana, il sole,
ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora
ed io non mi nascondo sotto la tua dimora
perchè oramai lo sento, non ho sofferto invano,
se mi ami come sono, per sempre tuo, per sempre tuo, per sempre tuoCirano

 

Il ruolo (Feel)

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Vieni e prendimi per mano
Voglio contattare la vita

Not sure I understand
This role I’ve been given
Mi siedo e parlo con Dio
E lui ride di gusto dei miei piani

My head speaks a language
I don’t understand

Voglio solo provare
Il vero amore che riempia la casa in cui vivo
Cos I got too much life
Running through my veins
Going to waste

volo.jpgI don’t wanna die
Ma non sono neanche tagliato per vivere
Prima di innamorarmi
I’m preparing to leave her

Scare myself to death
That’s why I keep on running
Prima di essere arrivato
Posso vedermi arrivare

I just wanna feel
Real love fill the home that I live in
Perchè ho troppa vita
Che scorre nelle mie vene
Andandosene sprecata

And I need to feel
Real love and the love ever after
anima%2520persa.jpgI can not get enough

I just wanna feel
Real love fill the home that I live in
I got too much love
Running through my veins
To go to waste

Voglio solo provare
Il vero amore e tutto l’amore che viene dopo

Il_Vortice_dell_anima.jpgC’è un buco nella mia anima
You can see it in my face
It’s a real big place

Come and hold my hand
I wanna contact the living
Non sono sicuro di capire
Questo ruolo che mi è stato dato

Not sure I understand

Feel – Robbie Williams

Una foresta

 

 
foresta.JPGCome closer and see
see into the trees
find the girl
while you can
Come closer and see
see into the dark
just follow your eyes
just follow your eyes
foresta_illuminata.jpg

I hear her voice
calling my name
the sound is deep
in the dark
I hear her voice
and start to run
into the trees
into the trees

into the trees

Suddenly I stop
but i know it’s too late
I’m lost in a forest
all alone
The girl was never there
it’s always the same
foresta.jpgI’m running towards nothing
again and again and again

 
 

the Cure

Quello che sento

ilcuore.
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Quello che penso così in un momento
è in corto circuito con quello che sento

Nel tempio maledetto della mia memoria
ci sono alcuni punti oscuri che non ho sbrogliato ancora:
vortici, buchi neri nel mio passato
che cancellano, risucchiano tutto ciò che è stato.
C’è una parte di me che sa benissimo cosa è successo,
l’altra fa finta di niente per poter vivere lo stesso.
Ma guarda un po’ che fatto strano,
quali mostri è in grado di creare il cervello umano,
mi sembra di vedere il dottor Jekill arrivare da lontano
… vuole la mia mano?
La realtà è evanescente e come lei niente,
ma i sentimenti restano condensati dentro l’aria
come nuvole che attendono di partorire, gravide
come il mio passato, e qui mi perdo ma una cosa resta:

io preferisco il cuore alla testa

Corto circuito

99 posse

Boulevard of broken dreams

Cammino su una strada solitaria
l’unica che io abbia mai conosciuto
Non so dove porti
ma è casa per me e cammino da solo
Cammino questa
strada vuota
nel viale dei sogni spezzati
dove la città dorme
Sono solo e cammino

La mia ombra e l’unica presenza che cammini accanto a me
Il mio
cuore profondo è l’unica cosa che batta
Qualche volta desidero che qualcuno là fuori mi trovi
Fino a quel momento camminerò da solo

Sto camminando giù lungo questa linea
che mi divide da qualche parte nella mia mente
Sul bordo della linea della sponda
dove cammino solo
Leggo tra le righe
che cosa è sbagliato e tutto quello che è giusto
e cammino solo

La mia ombra e l’unica presnza che cammini accanto a me
Il mio profondo cuore è l’unica cosa che batta
Qualche volta desidero che qualcuno là fuori mi trovi
Fino a quel momento camminerò da solo

Cammino questa vuota strada
nel viale dei sogni spezzati
dove la città dorme
Sono solo e cammino

La mia ombra e l’unica presenza che cammini accanto a me
Il mio profondo cuore è l’unica cosa che batta
Qualche volta desidero che qualcuno là fuori mi trovi
Fino a quel momento camminerò da solo

 GREENDAY