Direttamente da Ovrebo a Rosetti, senza passare dal via

Immagine.JPGNefandezze di ogni genere per 34 anni, sono già abbastanza, due di seguito così grosse, però, sono troppo anche per me. Siccome sono tuttora troppo incazzato per discernere qualcosa di sensato – e questo non è bello, dato che tratterebbesi solo di sport… ops… volevo dire di un affare molto serio che muove milioni di euro -, copio e incollo l’articolo che l’amico Stefano Prizio ha pubblicato su Fiorentina.it rendendo bene l’dea di quello che penso pure io, e del calcio e dell’attuale Nazione itagliana tutta.

Visto il momento (e non si tratta solo di calcio, ovviamente), ai tanti argomenti per i quali avevo già deciso di autocensurarmi (pro salute del mio fegato), da oggi aggiungo anche il calcio… pensandoci bene, alla fine, visto che mi restano solo la pesca d’altura, che non pratico, e il pensiero filosofico dell’800, che non ricordo più, forse dovrei iniziare a pensare seriamente alla chiusura definitiva di tutto per ritirarmi a giusta, distaccata, serena, vita privata… Beh, vedremo a breve…

montolivo.jpg“Roberto Rosetti da Pecetto Torinese ha colpito ancora, come paventato dai più d’altronde, dopo la notizia della sua designazione per Fiorentina-Milan. Bisognava rendere nuovamente interessante il campionato itagliano (riaprilo è per ora parola grossa), il Milan non ci stava riuscendo, anzi rischiava di lasciar le penne a Firenze. Il Milan aveva bisogno di una mano. Non di un rigore contro. Roberto Rosetti è un arbitro che queste cose le sa.

Roberto Rosetti è un uomo di fiducia. Su uno come lui ci puoi sempre contare. E ad essere onesti fino in fondo – e noi lo vogliamo essere scansando il pupulismo – bisognerebbe ricordare che, quando i padroni del vapore l’abbian voluto, può aver fatto comodo a tante squadre, persino alla Fiorentina. Ad una Fiorentina di diversi anni fa, società fresca e vogliosa di spendere che tuttavia non insidiava le poltrone di velluto dei primissimi, munifici, posti.

34043.jpgRoberto Rosetti rappresenterà presto l’Itaglia al mondiale sudafricano. Esattamente come fece, in piena Calcipoli, al mondiale tedesco. Passi qualche sua telefonata strana, qualche coincidenza bislacca, purchè non fosse nelle carte di Napoli e nemmeno in quelle del frettoloso processo sportivo. Del resto va detto, Roberto Rosetti è passato indenne dall’ultimo scandalo pallonaro itagliano.

Roberto Rosetti rappresenterà l’Itaglia quindi. Ed è giusto! Egli infatti esemplifica perfettamente il nostro paese. Raffigurare una nazione significa darne un’immagine precisa, calzante, attagliata. Rosetti la incarna benissimo. Grazie alla devozione di chi sa compiacere, di chi serve brillantemente all’uopo. E’ opportuno, presentabile, persino delicato nellintervento. Mica quella robaccia splatter di Ovrebo, nordico grossolano arruffone. Anche nel servire, diciamolo forte, v’è stile e stile. Roberto Rosetti, se il compianto Albertone ancora campasse, potrebbe essere il protagonista di un grande film. E’ lui infatti l’ itagliano medio di successo, degno d’una pellicola di Sordi.

Roberto Rosetti è degno modello itagliano quanto lo è stato il terzetto dei finalisti di Sanremo. I due ragazzi dei reality e i tre immarcescibili Pupo, Emanule Filiperto e il tenore (non ne ricordiamo il nome nè vogliamo ricordalo): tipo arrivi in un reality a diciott’anni, magari segnalato (segnalato, si badi bene, non raccomandato). Canti bene e spopoli al televoto. Dopo una manciata di mesi sbanchi il festival e svolti. Un esempio per i giovani connazionali i quali già da tempo traggono sagaci le dovute conseguenze in termini di valori in cui credere. E l’esemplificazione potrebbe ripetersi ed estenderti: tipo perdi tutto al gioco, poi conduci un programma sui pacchi… oppure sei figlio del figlio (pregiudicato) d’un re di maggio, figlio a sua volta di un re che scappò a Bari (a Bari si noti bene! O era a Brindisi?), vai a lezioni di ballo e ti presenti ai provini di un programma etc… A qualcuno parrà, errando, che il discorso si sia spinto troppo avanti, troppo in là, troppo su su. Errando, errando.

1278629563.jpgMa ci dilungheremmo e sarebbe noioso oltreche inutile se non ai fini d’una presta emigrazione. Anche perchè è tutto scritto, catalogato, come diceva Bennato: Roberto Rosetti ha fatto bene. Ancora una volta. Adesso incasserà il suo glorioso mondiale e poi continuerà la prestigiosa carriera di quotato arbitro internazionale.

Poi un giorno, superati i limiti di età (forse prorogati di un anno o due con una leggina ad fischiandum) ce lo troveremo ai vertici della categoria delle giacchette italiane. O all’Isola dei Famosi. O in Parlamento. Un giorno, chi lo sa, potrebbe vincere un appalto.

Lo merita! iIl suo servizio odierno l’ha reso. Fedele come tante altre volte. E’ pur giusto che riscuota un congruo e meritato compenso.

Stefano Prizio”

Direttamente da Ovrebo a Rosetti, senza passare dal viaultima modifica: 2010-02-25T10:05:00+01:00da luk4.p
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16 pensieri su “Direttamente da Ovrebo a Rosetti, senza passare dal via

  1. La squadra del presidente… Se ne stanno vedendo di tutti i colori, forse forse qualcuno aveva ragione a parlare. Guarda caso il Galliani l’altro giorno ha detto:”abbassare i toni”… Voi ci siete andati di mezzo, ma io che sono stato arcicritico con mou e soci ritenendo vittimismo quell’atteggiamento, comincio a credere che c’è una oscura mano dietro ed avevano ragione. Rosetti è quello di Napoli Inter con due rigori negati… è quello di Milan Roma da dove partì il “grande” Milan… Quando qualcuno parla di abbassare i toni e che tutto va bene vuol dire che c’è del marcio dietro…
    Ps: Rosetti in parlamento ovviamente nel PDL 😀
    Ciao Luca!

  2. Caro Luca,
    concordo con Sasà: mai smettere di lottare, anche quando sembra che tutto sia perduto… Ti capisco, e condivido anche il tuo pessimismo, ma se quest’ultimo, in altre situazioni, fosse prevalso molto probabilmente non avremmo avuto in questo disgraziato Paese neppure quegli avvenimenti, quelle alzate di testa e di scudi dei nostri concittadini che hanno permesso all’Italia di incamminarsi su strade diverse da quelle che le erano state imposte con la forza e la violenza. Il cammino, lo so, è lungo e spesso doloroso, ma penso che finché ci sarà qualcuno che dissente, critica, lotta e si oppone, il futuro potrà sempre riservare soluzioni positive. Perlomeno questo mi auguro, probabilmente anche perché la Storia stessa è fatta di “corsi e ricorsi”.
    Un saluto da Angela

  3. rispondo. se il post nuovo consiste in un’immagine “vendesi” e in una frase “Per la serie “Dalle parole ai fatti”, ecco il mio primo, infinitesimale, atto rivoluzionario.” allora sì, si vede. ma manca la voce dei commenti. Credevo fosse quello l’atto rivoluzionario, perciò non ti ho detto nulla.

  4. Caro Luca,
    io, per non saper nè leggere nè scrivere, la prossima volta che vado allo Stadio con il milan o la juve, lascio a casa il portafoglio.
    Non si sa mai, non m’abbiano a rubare anche quello.
    Ripensaci alle dimissioni.
    Un abbraccio

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