Messages in the bottles

messaggio%2520in%2520bottiglia%25202.jpgDiario 96-102/II

Sul free press “Leggo” (ogni città c’ha il suo, questa è l’edizione di Roma) esiste una mezza pagina di strani annunci inviati dai lettori. Dato per certo che sono veri (nessun giornale pagherebbe un redattore per scrivere tante assurdità), qui sotto ne ho raccolte alcune che sono veramente illuminanti, nel senso che mostrano uno spaccato impietoso della società in cui viviamo, dove persone sconosciute cercano di alleviare la propria solitudine inviando messaggi improbabili (che hanno tante possibilità di essere letti, quante quelle di un naufrago che avesse gettato mille bottiglie nel pacifico) ad altrettanti sconosciuti. Al di là dei sorrisi che fanno sorgere, a me mi pare tutto molto assurdo e agghiacciante. Voi che ne pensate? Prima di leggere, vi assicuro che i messaggi sono esattamente come sono stati pubblicati, non ho tolto nè aggiunto manco una virgola, le risposte invece, benchè verosimili, ovviamente sono mie.

Alla più bella studentessa che sale a Poggio Mirteto (mattino 7:43): mi hai stregato col tuo viso e con la tua voce. Signorina le va un drink? (Certo, vediamoci al bar all’angolo, domani sera, solita ora)

Al tassista col piercing al sopracciglio: ciao sono la ragazza che lunedì scorso ti ha chiesto di accompagnarla nei pressi dell’Aurelia antica. Vorrei rivederti. (Anch’io. Ti aspetto lì)

Alla ragazza con stivali marroni, jeans e giubb marrone che è salita sul treno per Nettuno dell 9:07 da Termini il 25/4: ben due volte mi hai fulminato con i tuoi occhi azzurri. Io ero lì vicino le scale mobili col giubb di pelle nero. (Scusa ma sono miope, stavo solo cercando di leggere la pubblicità dietro di te)

Alla ragazza con il cerchietto al naso che il 27/4 sera era sulla metro B ed è scesa a Piramide: sei uno spettacolo! (Qui hanno risposto in 12, ma nessuna col cerchietto al naso)

Alla dottoressa di villa Fulvia con gli occhi belli che ha aiutato mio padre: da quando non tivedo più le mie giornate sono sempre senza sole, bye da ginocchio malconcio. (A’bbello, ma ripjate! da cervello affumicato)

All’autista della vettura 7080 che era alla fermata Ascari delle 13:16: sei affascinante, scrivimi. (Grazie. Conosciamoci. Indirizzato a: Lei. Roma, Italia, Europa)

Alla ragazza con gli occhi azzurri che lavora allo sportello di radiologia al policlinico Casilino: sei una fata, mi hai folgorato. Il ragazzo della tac all’orecchio. (Si vede che sei folgorato. Ma uan tac al cervello no?)

All’autista campano del 490 con cui ho parlato il 10/01/09 alle 19: vorrei vederti ancora una volta, mi hai affascinato. La ragazza campana. (Tra simili c’intendiamo, vediamoci a gennaio)

A Sergio autista Cotral: uno scambio di sguardi, indimenticabile. I tuoi occhi chiari mi incantano. Vorrei che…. a presto! (Anch’io vorrei che me la dai, se sei la bonazza che me fissa sempre)

…e se solo uno di questi raggiungerà il proprio obbiettivo, giuro che comincerò a ricredere a Babbo Natale!