9 pensieri su “Lost in the vintage

  1. Ciao Luca, gli anni Settanta, comunque la si pensi, hanno avuto un loro innegabile fascino, specialmente nella loro prima metà. Gran parte delle conquiste per i lavoratori – tutti i lavoratori – sono avvenute tra il ’65 e il ’75. Poi, con l’avvento di Craxi, abbiamo avuto anni su cui andrebbe steso un velo pietoso, solo che si pensi che sono stati anni in cui l’Italia ha iniziato il percorso di un indebitamento sempre più insostenibile. E ai lavoratori è stato sottratto progressivamente tutto ciò per cui avevano lungamente lottato. I Settanta “sarebbero” favolosi, dunque, se non fossero seguiti i decenni successivi, caratterizzati appunto dalla espansione controllata del debito pubblico, poi dalla “scoperta” delle corruzioni – mai terminate – e infine dall’avvento di quello che comunemente si chiama l’orrendo “berlusconismo”, ampiamente annunciato soprattutto dalla volgarità, crescente in modo esponenziale, di quanto ci passano le emittenti televisive e, più in generale, i contenuti della scuola e i mezzi di comunicazione. Ora, per la legge del contrappasso, ci si potrebbe attendere una decisa inversione di tendenza. Si può soltanto continuare a sperarlo, possibilmente impegnandoci anche in prima persona laddove vi sia un ambito possibile. Auguri.
    Buona serata e buona prossima settimana da Angela

  2. Ho provveduto a sostituire la frase tratta da Il silenzio degli innocenti con una più celebre citazione del principe della risata Totò. Metti che iil gentil utente professore ritiene di tornare a farmi lezioni di grammatica, tagliamo la testa al toro. Buongiorno carissimo mio.

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