If they can, why we can’t too?

thumbL_AP08110501673.jpgDiario 284 – 291

Se loro possono, perchè non possiamo anche noi?

Stanotte è accaduto un avvenimento memorabile, uno di quegli avvenimenti che resterà nei libri di storia come l’incontro di Colombo con l’America o la presa della Bastiglia. Il mondo è entrato in una nuova era e per questo io ringrazio gli americani che, nonostante tutto, nel bene e nel male, sono ormai da un secolo una spanna davanti al resto mondo. Speriamo che non sia un’illusione e stavolta siano davanti a tutti per qualcosa che sia una vera ventata di aria fresca sull’intera umanità. Esagero? Ebbene sì, ma ne sono contento perchè parlando di politica l’avevo proprio persa l’abitudine ad esagerare. E adesso speriamo che la ventata arrivi presto anche qua. Thanks, mr Obama.

I love America!

10.JPG

 

8.JPG

P.S. Giusto per capire invece in che paese ancora, purtroppo, viviamo noi, riporto pari pari le dichiarazioni fatte al Giornale Radio 3 dal senatore (!!!) della Repubblica Maurizio Gasparri: “Per gli americani può cambiare la situazione economica, potrebbero pagare molte più tasse. [una vera fissazione, poveretti – n.d.L.] Sul piano della lotta al terrorismo internazionale, vogliamo vedere Obama alla prova, perchè questo è il vero banco di prova. L’America è la democrazia di riferimento per quanti vogliono affermare i valori della libertà, minacciati dal fondamentalismo, dal terrorismo islamico. Su Obama gravano molti interrogativi. Con Obama alla Casa Bianca, Al Qaeda forse è più contenta“. E con questo, se questi sono i rappresentanti del popolo (e secondo legge, lo sono), sappiamo quanta strada ancora ci aspetta. Auguri Italia.

If they can, why we can’t too?ultima modifica: 2008-11-05T16:48:00+01:00da luk4.p
Reposta per primo quest’articolo

22 pensieri su “If they can, why we can’t too?

  1. E’ vero gli Americani sono sempre stati una spanna avanti, e hanno sempe saputo quando era il momento di cambiare. Pur credendo che le due elezioni di Bush siano stati una vera e propria rapina ai danni del popolo Americano. Il mondo ha bisogno di scrollarsi di dosso i danni morali e materiali perperati da quell’ autentico criminale che risponde al nome di George W. Bush. L’ Italia invece continua a retrocedere, la dichiarazione di Gasparri potrebbe lasciare il tempo che trova, proferita del resto da uno che a conti fatti non conta una mazza. Ma dovrebbe farci pensare la qualita’ e il livello intelletivo e morale dei nostri rappresentanti al governo. Per cambiare radicalmente uno stato di cose ci vuole coraggio… gli Americani l’ hanno avuto. Spero di vivere abbastanza per vedere un cambiamento epocale come quello americano, in Italia.

    Un saluto al volo.

  2. Dopo ‘a nuttata, pressocché in “presa diretta” con mia sorella di Atlanta, mi sono presa un meritato riposo… ma la gioia incontenibile per questa straordinaria vittoria non la dimenticherò mai (alla faccia dei razzisti di casa nostra… inqualificabili “nani” politici e umani). Come non dimenticherò le lacrime di Jesse Jackson – uno dei progressisti più grandi d’America – e l’“I have a dream” di Martin Luther King, che mi è risuonato nelle orecchie e nell’animo la scorsa notte… mentre piangevo come una fontana… Altra tempra, gli americani, rispetto a quella dei nostri concittadini, anche dei migliori… Qui, “mai un giudizio netto, interamente indignato”, come scriveva Pasolini. Possono perfino gravare dubbi sul fatto che Obama ce la potrà fare in quella vera e propria rivoluzione che ha proposto nei suoi programmi – lui stesso l’ha messo in conto nel suo primo, grande discorso – ma resta il fatto che proprio la sua elezione abbia restituito dignità a tutto un popolo, che il mondo riprenderà ad amare. Certo, anche tra gli americani vi sono “presidenti e servi” spregevoli, ma il popolo americano ha dimostrato anche di saperli punire. Sempre. Ricordiamoci di Nixon, cacciato per molto meno delle truffe, materiali e morali, dei maggiorenti di questo nostro Belpaese… Qui siamo a un passo da qualcosa di molto simile a una dittatura, e anche le prese di posizione – che pure vi sono – sono timide, inadeguate. E prendono piede individui inqualificabili – per i quali occorrerebbe coniare parole nuove nel dizionario degli orrori – i Gasparri, così come i Gelli, i Berlusconi, i Dell’Utri. Troppa felicità per guastarla con gentaglia del genere: non mi erano parsi mai tanto miserabili e penosi come oggi…
    Un saluto, Luca, e grazie del passaggio e del commento.
    Angela

  3. “Speriamo che non sia un’illusione” hai detto tutto in questa frase. obama è la classica faccia pulita, tutti ci abbiamo visto il cambiamento, la svolta… speriamo che questo diventi realtà e non qualcosa che noi abbiamo voluto vedere.
    ciao

  4. A Gasparri devi aggiungere le ultime “boiate” del nostro “premier” Berlusconi.Gli ha detto una “carineria” cioè che è bello,giovane e “abbronzato”.Poi ha laureato tutti coloro che hanno frainteso(cosa?)con la licenza di coglione.Solo noi,il Berlusca ce l’abbiamo solo noi!!!
    Saluto.
    artista1969

  5. Che vuoi che capiamo noi “visi pallidi”!! Pensa che un giorno ad un allievo di colore ho detto istintivamente :”Se non la smetti di chiacchierare ti faccio nero!” nell’ilarità generale mi ha chiesto come.. I ragazzi son meglio dei grandi, peccato che poi crescano tra i grandi. Ciao, Anna

  6. Ciao Luk, spero che il tuo silenzio sia dovuto a una vacanza… ti lascio questo articolo trovato nel blog della mia amica lori italiana che abita in california.In America – dice Obama – nulla è impossibile”. Ma anche l’Italia non scherza, visto il benvenuto che gli han dato Gasparri (“ha vinto Al Qaeda”) e Al Tappone (“Obama è abbronzato”). La boiata razzista del Cainano s’inserisce in una tradizione che l’ha reso celebre nel mondo, perché è fuori dai patrii confini che dà il meglio. Le corna a Caceres, in Spagna. L’atterraggio in Estonia (“Bella, l’Estuania”). Le molestie a un’operaia della Merloni in Russia (“voglio baciare la lavoratrice più bella”, con Putin che osservava gelido l’amico Silvio intento ad arrampicarsi sulla giunonica ragazza in fuga). Il ricordo dell’11 settembre (“voglio ricordare l’attacco del comunismo alle due torri”). Gl’insulti al mondo islamico (“Dobbiamo esser consapevoli della superiorità della nostra civiltà su quella islamica, ferma a 1400 anni fa)”. Le ganassate da latrin lover col danese Rasmussen (“E’ più bello di Cacciari, lo presenterò a Veronica”) e col tedesco Schroeder (“Parliamo di donne: tu te ne intendi, ne hai cambiate tante, eh eh”). Il “kapò nazista” al socialista tedesco Schulz. La mania di regalare orologi a chiunque, anche durante il G8 mentre parlava Chirac. E poi i tentativi di rimediare alle gaffes, raddoppiandole. Come quando rivelò di aver “dovuto riesumare le mie doti di play boy e fare la corte alla presidente Tarija Halonen per portare da Helsinki a Parma l’agenzia alimentare europea”. La Finlandia protestò, e lui esibì una foto della Halonen: “Ma vi pare che io mi metta a far la corte a una così?”. Pezo el tacon del buso. Infatti l’altroieri ha dato degli “imbecilli” e poi dei “coglioni” a quelli che non hanno gradito il suo umorismo da Ku Klux Klan, mandandolo alla fine “affanculo”. Ora si spera che non incontri mai Mandela: “Ohè, Nelson, troppe lampade eh?”.
    l’Unità, 7 novembre 2008

    Bona Ugo!

  7. Obama è la novità totale nella scena politica, sociale e culturale americana. Non erro allora quando auspico per il nostro paese un panorama politico del tutto innovativo, poiché NESSUNO, NESSUNO dei nostri politici esistenti oggi è tale da reggere davvero il ruolo del “cambiamento”.
    Buongiorno Luca, buona settimana. Stiamo a vedere che succede con il G20 in questi giorni.

Lascia un commento