Un paese diverso

202348-2006529-Picture1.jpgDiario 273 – 278

Rapidi appunti da una breve trasferta in un paese “diverso”.

Nelle strade la circolazione è tranquillamente caotica, ovvero il caos è circolante tranquillo. Nessuno si è sognato di svegliarmi con il clacson o mandarmi a fare in culo nonostante il tom tom mi abbia fatto sbagliare più di una svolta. (Sarebbe bello fosse lo stesso in Italia, nel frattempo, non userò mai più un navigatore scadente che nel Belpaese mi potrebbe costare un soggiorno in clinica ortopedica.)

I mezzi pubblici funzionano, davvero. Il metrò, come da noi i bus, è gestito sulla fiducia. Paghi il biglietto, tra le tante possibilità che si adatta alla tua necessità, e viaggi. Nessun tornello, nessun controllore. Ci saranno sicuramente sanzioni per i furbi, ma non ci sono avvisi esposti, se ne deduce che i furbi sono l’eccezione e non la regola. Immagino che la stessa fiducia sia riposta sui cittadini quando sono chiamati a pagare le tasse. (Sarebbe bello poter pensare lo stesso degli italiani, nel frattempo manteniamo la Guardia di Finanza bella attiva.)

Per tre giorni, da tifosi ospiti, abbiamo girato tranquillamente per la città indossando sciarpe e maglia viola senza problema alcuno. Le uniche persone che ci hanno fermato sono state quelle che chiedevano una pronostico sulla partita, augurandoti poi buona fortuna o al massimo ribattendo, sempre con rispetto, il loro contro pronostico. Siamo arrivati, rimasti in fila ai cancelli e andati via dallo stadio, mescolati tranquillamente con i tifosi avversari. Nessuna discussione prima, a speranze intatte, nessuna discussione dopo, a seconda dei punti di vista, a speranze infrante o realizzate. Neanche uno sfottò, né tanto meno un insulto. (Sarebbe bello fosse lo stesso in una trasferta a Milano o a Roma, nel frattempo continuerò ad evitare Roma e ad andare a Milano sotto mentite spoglie.)

Lo stadio sembra una salotto. Seggiolini comodi poco meno di una poltrona. Vista ottimale da ogni settore. Determinata cortesia da parte di steward e poliziotti. Sportività da parte di tutti, giocatori biancorossi compresi, che alla fine hanno salutato entrambe le curve e hanno raccolto anche gli applausi dei tifosi ospiti, cioè noi. (Sarebbe bello accadesse anche in Italia, nel frattempo mi preparo ad un inverno al ghiaccio dell’Artemio Franchi e a ricevere l’astio degli juventini o dei genoani in trasferta.)

Benvenuti a Monaco di Baviera, Germania, Europa:

Fc Bayern Munchen 3 – Acf Fiorentina 0 (Deutschland 1000 – Italia 0)

 

PS Rientro in Italia, titolo principale su tutti i siti e giornali: “Berlusconi: la polizia liberi le scuole”.

Per favore, fatemi scendere…

Un paese diversoultima modifica: 2008-10-23T12:29:00+02:00da luk4.p
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28 pensieri su “Un paese diverso

  1. Bentornato Luca! nel paese dei cachi. Quando si gira un po’ l’Europa (e non solo), il peggio è proprio constatare quale sia il divario di “civiltà” tra comportamenti che nulla hanno in comune (quello del biglietto sui mezzi pubblici è emblematico). E la voglia di andarsene è forte (ho due sorelle, e l’hanno fatto entrambe…). Per quanto riguarda i comportamenti negli stadi, poi, da un bel po’ non li frequento e dopo aver seguito troppe cronache di scontri vari e di violenze non ne ho nostalgia, anzi. Spesso mi dà fastidio perfino seguire le partite in tv. Ma a lungo sono stata abbonata dell’allora mia squadra e la seguivo anche in trasferta (in più, con al seguito un bambino, perché anche lo sport lo consideravo un elemento educativo – mi viene da ridere, adesso…): erano tutte occasioni festose, come richiederebbe una sana visione dello sport. Festose almeno come quelle in cui un’attività sportiva la praticavo io stessa. E sapevi apprezzare anche il gioco di altre squadre, oltre a quella del cuore, perché il gioco del calcio (se tale rimane e lo si considera in quanto gioco, appunto) è uno dei più belli del mondo. Ecco, lo spirito era lo stesso che ti faceva passare una serata a teatro, una delle mie passioni (a proposito, complimenti alla compagnia…). Non ho più squadra del cuore – anche se so ancora apprezzare un’azione entusiasmante, un giocatore realmente bravo, un allenatore intelligente – da quando qualcuno ha comprato tutto, comprese le anime, in questo paese. Come posso dire?: razionalmente, non posso accettare di essere ridotta a serva della gleba… Tutto diventa una sofferenza continua. Io amo l’Italia, perché è certamente uno dei più bei paesi del mondo. Gradualmente trasformatosi però in colate di cemento che hanno sostituito il manto verde che accarezzava le terre, in spiagge a pagamento che ogni volta fanno tornare in mente quelle stalle innaturali dove gli animali vengono accatastati in spazi sempre più angusti, in devastazione di siti archeologici (penso alla Valle dei Templi)… Un paese in cui “protestare democraticamente” è assimilato a “fare del terrorismo” (è l’ultima, atroce trovata della ministra Gelmini; ovvero, il dissenso diventa reato) non può che far convivere l’amore per la propria terra con il disgusto di dover convivere con una marea di gente che “ha le pigne” al posto del cervello: è una constatazione, purtroppo. Anzi, una constatazione “dal basso”. E non perché “non la pensino come me”, ma perché proprio “non pensano”. Esattamente come “certi tifosi”. Certo, una “marea di gente” c’era anche per dare il plauso e il consenso in piazza a Mussolini. Appunto.
    Beh, tu una boccata d’aria a Monaco l’hai presa… c’è di che invidiarti.
    Ciao, Luca, e buona giornata da Angela

  2. Luca, niente calcio è meglio. Guarda sto leggendo ora Silvio che dice che lui mai disse di mandare la polizia nella scuola peccato che proprio nel sito di Palazzo Chigi si possa vedere la sua bella conferenza stampa dove ha detto esattamente linea dura e forze dell’ordine contro le occupazioni…. dio mio stare in questo Paese è come ritrovarsi d’improvviso in 1984 di Orwell

  3. Io ho perso il treno per emigrare a fine università, per amore…
    Quando mi sono separata mi son sentita una vera fallita.
    Se non fosse per ciò che oggi ho ricostruito qui, non avrei alcun dubbio. Ma proprio nessuno. A prescindere da Berlusca, Uolter e compagnia… non che non siano un problema, ma sono solo uno dei tanti.
    Ma comunque.. Bentornato Luk!

  4. Ciao Lucche,
    e l’andra’ meglio la prossima volta..
    I’ “nano” e ha preso in prestito il “figo”?

    Cribbio ma che l’ha preso senza spender nulla?
    Vedi ,noi boccacce che si sparla di lui.
    l’italia non ha una lira e lui i’ che fa’? Lo prende in prestito….
    Bona Ugo

  5. Ciao Lucche,
    e l’andra’ meglio la prossima volta..
    I’ “nano” e ha preso in prestito il “figo”?

    Cribbio ma che l’ha preso senza spender nulla?
    Vedi ,noi boccacce che si sparla di lui.
    l’italia non ha una lira e lui i’ che fa’? Lo prende in prestito….
    Bona Ugo

  6. Non so come salutarti perchè la tua squadra ha perso e nel calcio, per me ,non conta solo partecipare.Sapessi quanto mi costa non parlare del Napoli in blog,specialmente adesso che sta dando soddisfazione.Fu una mia scelta,mi ripromisi di non mostrare il lato più acceso(mi sono fatto lo sconto) del mio carattere.Quindi glisso sul commento alla partita e mi soffermo sull’ambiente che hai trovato fuori confine.Non mi meraviglia affatto quello che leggo.Oramai l’Europa è considerata come gli immigrati da questo governo.Tutto ciò che non è conforme o d’accordo con Berlusconi e cricca è “fuori da ogni confronto”.
    Un saluto.
    artista1969

  7. non essendo mai stata a mirabilandia, non potrei partecipare al dibattito. quindi voto per la ricetta, visto che su quella, da gran cuoca, potrei dire sicuramente qualcosa: tipo “7 minuti per l’uovo sodo…da che l’acqua bolle”.

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