Elogio della fuga

veliero40x50.jpgDiario 244 – 247

“Quando non può più lottare contro il vento e il mare per seguire la sua rotta, il veliero ha due possibilità: l’andatura di cappa (il fiocco a collo e la barra sottovento) che lo fa andare alla deriva, e la fuga davanti alla tempesta con il mare in poppa e un minimo di tela. La fuga è spesso, quando si è lontani dalla costa, il solo modo di salvare barca ed equipaggio. E in più permette di scoprire rive sconosciute che spuntano all’orizzonte delle acque tornate calme. Rive sconosciute che saranno sempre ignorate da coloro che hanno l’illusoria fortuna di poter seguire la rotta dei carghi e delle petroliere, la rotta senza imprevisti imposta dalle compagnie di navigazione.”   Henri Labort

Elogio della fugaultima modifica: 2008-09-22T19:53:19+02:00da luk4.p
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36 pensieri su “Elogio della fuga

  1. L’onda anomala può essere illuminante ma per lasciarsi portare ci vuole coraggio.Le persone che tengono strette le loro certezze e percorrono solo le rotte sicure non godranno mai dell’imprevedibile.
    La blogger di cui parlo,La Reine,è sul serio una fonte preziosa.Basta dare una occhiata alla qualità delle sue recensioni(ha un archivio immenso).E poi è tra le poche che stroncato quel Muccino regista dei miei stivali!
    artista1969

  2. secondo te moratti è un po socialista 🙂
    ho letto un articolo sul giornale del berlusca (non perchè lo legga solo perchè mi è stato segnalato l’articolo) in cui si parlava dell’amicizia con il grande subcomandante Marcos, rivoluzionario messicano che lotta per la libertà del popolo indios e maya, fino ad arrivare a maradona a chavez… naturalmente il giornale lo faceva in chiave denigratoria, ma questo mi ha reso ancora più orgoglioso del mio presidente… era racchiuso un pò tutto, dall’essere un esempio di integrazione fino agli inter campus… ma adesso mi sono incazzato col fatto che l’ho cancellato, e quindi nn lo riscrivo 😀

  3. se ti dico che ero a Firenze, ieri, mi uccidi? ghghghg no , cioè si, cioè a dire il vero ero prima nel chianti e poi scappata veloce veloce a porta romana, ma per lavoro, ho accompagnato un’amica con poche dimestichezze orientative. insomma una sfacchinata, anda e rianda, ma c’ho proprio voglia di tornarci con c a l m a :O)

  4. Ciao Luk, io sono il capitano del mio vascello e io controllo le rotte.Oggi esistono radar sofisticatissimi…io vado ancora guardando nel cielo il “carro”….
    Allora ci incontreremo al franchi per Borgonovo…….ti faro’ un fischio…un abbraccio Cri

  5. sui siciliani bisogna levarci le mani… siamo incomprensibili!!!
    in sicilia non ci stanno elezioni, ma uno scambio di favori è sempre stato così e così lo sarà per sempre, a destra si posizionano grandi imprenditori e la mafia, e 1+1 in questi casi fa sempre 2.
    in sicilia se dici qualcosa contro sei solo un comunista che deve stare zitto, o ancora peggio non interessa a nessuno!!!!! tanto basta che il figlio si sistema tutto va bene…
    PS:pure che uno si sforza di nn parlarne berlusca è sempre nel mezzo… cavoli c’è il derby è chi mi tocca ancora sbeffeggiare!!!!!! sempre lui…

  6. D’istinto non ho deciso mai – come primo impulso – di fuggire. Ma, poiché non considero sempre saggio seguire il primo impulso (e anzi, spesso ho osservato fughe che si sono risolte in tragedia), in seconda battuta ho fatto il possibile per resistere, quanto più coraggiosamente possibile e anche alle tempeste più paurose, facendomi forza con tutte le risorse che ciascuno di noi possiede (anche se il più delle volte ne è inconsapevole): giù le vele, un “bugliolo”, una “sassola” e una spugna per svuotare la barca; con le cose da tenere a bordo opportunamente ancorate, in modo che non vadano perdute in una eventuale “scuffia”, proprio quando potrebbero rivelarsi utili. Soprattutto è indispensabile l’aiuto di altri compagni di viaggio, se vi sono naturalmente (quindi, possibilmente procurarseli quando si decide di intraprendere un qualsiasi viaggio).
    Di solito, alle peggiori tempeste segue una bonaccia: allora si può svuotare la barca, rialzare la randa e riprendere la navigazione per raggiungere la destinazione che ci si è prefissi.
    Seguire una qualsiasi rotta senza imprevisti è pressoché inimmaginabile. E quindi davanti a una tempesta, non mi sentirei di suggerire proprio a nessuno di lasciare andare la barca alla deriva… ho sempre più timore dell’ignoto piuttosto che della realtà.
    Ah, dimenticavo: non ci si può imbarcare su un veliero e neppure su una modesta barca senza saper nuotare (il giubbotto-salvagente non sempre si rivela sufficiente).
    Ciao Luca, e buona giornata a tutti.

  7. nooooo a maicon dove lo hai lasciato… non puoi avere una squadra senza maicon!!!!!!!!!! 🙂

    ma ti rendi conto che mio fratè si è messo in testa che devo andare al suo compleanno il 28 sera!!!!!! cioè ma si può!?!?!?
    al derby non si rinuncia x nulla al mondo, viene prima anche di un fratello 😀

  8. ci riprovo, poi me ne vado.
    una cosa è dire “una storia non funziona (la barca affonda) quindi mollo (abbandono la barca)”, una cosa è la fuga: la prima è coerenza, la seconda è vigliaccheria. detto ciò..buon proseguimento, a domani 🙂

  9. Ah, meno male, un nuovo post… l’ho scampata, temevo di ritrovare Alitalia e stavolta mi sarei sentita in obbligo di entrare nel merito… e con la febbre che mi attanaglia non avrei retto il dibattito o)).

    E invece questo Elogio… che bellezza! E non perchè sposi il mio carattere (…io? o) piuttosto che tirare i remi in barca, muoia sansone con tutti i filistei!) ma perchè fa riflettere come solo un’idea nuova che non ti è propria sa fare. E’ una di quelle saggezze che avresti voglia di applicare subito alle tue esperienze, tanto per vedere “che cosa accadrebbe se…?”

    E poi scrivendo ricordo e mi dico che sono fuggita eccome, almeno una volta, proprio “con il mare in poppa e un minimo di tela.” E’ uno dei miei più grigi passati e se questo senso di colpa è ciò che devo patire oggi e probabilmente per sempre per aver voluto salvare la nave, bè, allora forse meglio, nonostante tutto, l’andatura di cappa.

    Un abbraccio Luk

  10. Mi scuso anche con te per la mia prolungata assenza e ti lascio un saluto. E’ un momento che devo pensare alla mia salute…. nulla di grave ma mi tiene lontano dal PC. Tornerò per commentare anche con te… e di cose ce ne sono veramente molte da “discutere” insieme. A presto e ciao

  11. … E gli rombo’ il tuono di un terzo rapido illuminato.
    “Inseguono i primi viaggiatori?” domando’ il piccolo principe.
    “Non inseguono nulla”, disse il controllore.
    “Dormono la’ dentro, o sbadigliano tutt’al piu’. Solamente i bambini schiacciano il naso contro i vetri. Quelli si, che sono fortunati”, disse il controllore….
    E’ un brano del piccolo principe. Un altro modo per fuggire:
    ” schiacciare il naso contro il vetro”. …

    Io sono un salmone!!! .. per rimanere in tema 😉

    Fantastico elogio della “fuga”!!! Grande Luca!!
    Notte,Anty

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