M’intercetti o no?

IL MONDO VISTO DA DENTRO 9e953194f8e44d2a79921c7ec951e39c.jpg

Diario 137 – 140

Variabile andante

Il già tre volte (oh, my God!) presidente del consiglio ha dato delle dritte su un disegno di legge che, tra le altre faccenduole, prevederebbe una restrizione essenziale della possibilità di ricorrere all’uso delle intercettazioni telefoniche nelle indagini di polizia giudiziaria. Le intercettazioni rimarrebbero solo per i reati di mafia e di pericolo per lo Stato, soprattutto inteso come pericolo al presidente del consiglio. Un regalo così i delinquenti non se l’aspettavano davvero. Un esempio di cosa potrebbe significare questa “piccola” riforma del codice di procedura penale, la si è avuta giusto stamattina al momento che sono scattate le manette per 14 medici della premiata clinica “santa Rita” di Milano. I medici sono indagati, tra l’altro, di aver effettuato numerosi interventi chirurgici inutili che hanno anche portato alla morte di 5 poveri ignari pazienti. Il tutto soltanto per gonfiare i rimborsi da richiedere alla regione Lombardia (la quale, per inciso, è all’avanguardia nel disimpegno della sanità pubblica in favore di quella privata). Bene, a dire dei P.M. titolari dell’indagine: “L’utilizzo delle intercettazioni é stato fondamentale per l’inchiesta perché gli indagati parlano in modo esplicito della necessità di operare per guadagnare”. Ora, è salutare porsi degli interrogativi. Il primo: chi non ha nulla da temere, perché onesto cittadino ligio alle leggi, che interesse può avere nella riduzione della possibilità di intercettare le telefonate? Risposta: nessuno. Anzi, il cittadino onesto, che mai verrà intercettato, se non accidentalmente se conoscente di presunti malviventi, ha l’interesse opposto, e cioè che, nei limiti imposti dalla legge (che già non sono pochi), chi è sospettato pesantemente (perché questo richiede la legge, non si intercetta, per esempio, per una semplice minaccia e tanto meno per un’offesa) sia sottoponibile a qualsiasi mezzo limitativo della libertà personale (qual è il diritto a comunicare in privato) che possa provarne o meno la colpevolezza. Al contrario, chi si gioverebbe di una tale riforma se non chi delinque? Per esempio, le indagini contro il traffico di stupefacenti sarebbero tutte chiuse all’istante, non resterebbe che la speranza di beccare i trafficanti mentre si scambiano per sbaglio la droga davanti a un carabiniere. In questo caso, parlare di diritto alla privacy, come fa il facente funzioni di ministro della Giustizia, è comico. Non ci si può neanche fare satira sopra perché un’affermazione del genere lo è di per sé.  Andando avanti così impediranno anche l’arresto in flagranza quando effettuato in pieno giorno, senza un opportuno mascheramento dell’arrestato per garantirgli l’anonimato. Di pari passo, almeno fino alla sentenza definitiva di Cassazione, ogni processo sarà svolto con gli imputati nascosti dietro una tenda, mentre il loro nome sulle liste delle udienze sarà sostituito da un geroglifico che potrà essere tradotto solo da un cancelliere muto. In tv invece, le notizie sulle operazioni effettuate dalle forze di polizia, saranno date da mimi che cercheranno di far indovinare i nomi degli arrestati con simpatici giochi di mano. (Queste regole varranno per tutti tranne, ovviamente, che per gli immigrati clandestini.) A parte il giusto divieto di pubblicazione dei dialoghi intercettati, per scopi diversi da quelli del processo, non si comprende come si possa sostenere una tale baggianata. Qualcuno della Lega si è fatto sentire ed ha avanzato delle perplessità, tipo: “Non è che escludendo dai reati intercettabili anche la concussione e la corruzione, la gente penserà che vogliamo soprattutto difendere la cosiddetta “casta”? (che di tali reati, ma non solo, si alimenta), ce lo chiediamo anche noi. E Silvio che risponde? (non si sa, pare si sia avvalso della facoltà, di non rispondere, ovviamente).

 

M’intercetti o no?ultima modifica: 2008-06-09T16:35:00+02:00da luk4.p
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