Malnata sì, ma che commedia!

 

8f27a94c7f2fe983abeb3613c0fbe437.jpgGiorni 124 – 128

Variabile afoso 

Ieri sera si è realizzato un piccolo evento. Dieci persone forse talentuose (qualcuna certamente lo è), di certo straordinariamente ordinarie nella loro genuinità, guidate da un’altra molto più talentuosa e molto poco ordinaria, sono riuscite, semplicemente con i loro corpi e le loro anime, a divertire e rendere interessante una mera storia mai vissuta, nata nella testa di uno sconosciuto (ai più) autore francese. Solo chi ha avuto la fortuna di salire su un palco, per quanto modesto possa essere stato, può capire l’emozione che si prova prima, durante e dopo. Il prima è la paura (della prova da affrontare), l’inconsapevolezza (del futuro immediatamente prossimo), il dubbio (su se stessi), la speranza (verso gli altri), l’adrenalina (che sale e scende senza pausa) e molte altre cose che se dovessero essere elencate riempirebbero un libro a se. Il durante è un salto nel vuoto, convinti però che il paracadute si aprirà, perché una voce dentro lo sa e tu, ormai, non puoi far altro che ascoltarla. Quindi è una vera e propria goduria, per ogni singolo metro della discesa, con i muscoli tesi e i sensi all’erta, la mente solida e la consapevolezza muta della propria forza. Alla fine, toccata terra, del prima non rimarrà che un ricordo, mentre il volo ti sarà sembrato sempre troppo, troppo breve. Il dopo, comunque sia andata, è il sollievo (per lo scampato pericolo), l’inconsapevolezza (di quanto appena accaduto), la felicità (per la felicità degli altri), la riconoscenza (verso il gruppo che ti ha accompagnato), l’orgoglio (per avercela fatta), ancora la speranza (di non aver deluso) e molte altre cose che… ecc. ecc. C’è anche un dopo-dopo, quando, realizzato finalmente l’accaduto, senti salire dentro una calma antica, piena di quieta soddisfazione. E’ lì che comprendi più profondamente, come dopo ogni prova, qualsiasi essa sia, la bellezza del vivere. Voglio, devo, allora ringraziare con tutto il cuore, Silvia per avermi introdotto in questo mondo che non ha eguali, dove è possibile provare di tutto, dal trionfo al fallimento, senza per questo perdere niente del suo fascino. Che è una persona speciale l’ho già scritto, che la sua passione è contagiosa si sa, per ora non mi resta quindi che augurarle un futuro radioso, dove il teatro e il suo insegnarlo, o meglio, il suo diffonderlo, siano ancora un pezzo importante della sua vita. Un grazie enorme a tutti i compagni di questo breve viaggio che, con la loro ineguagliabile singola essenza e il loro impegno gratuito (nel senso più pieno della parola), hanno permesso il realizzarsi di questo piccolo grande evento. Un giorno, forse tra molto tempo, ricorderemo le emozioni di ieri sera e, dopo aver provato un frammento di nostalgia, capiremo quanto siamo stati fortunati.

Malnata sì, ma che commedia!ultima modifica: 2008-05-28T09:23:28+02:00da luk4.p
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2 pensieri su “Malnata sì, ma che commedia!

  1. Grazie a te Biagio, sei stato super!!!! Magari ci sarà una replica presto, chissà…
    Mitica Silvia. Un abbraccio a Tutti.
    Farfarello

  2. bella sorpresa conoscerti meglio… e vai uomo alto con le bretelle rosse e pensieri caldi, con altrettanto affetto poggio il bastone e ti abbraccio

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