Il rompiscatole

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Il r. rompe le scatole. In forma degenerata, il r. rompe anche i coglioni. Se in ufficio la giornata è tranquilla e tutto sembra andare per il meglio, arriva il r. e trova il modo di ricordavi il mutuo da pagare, la moglie scontenta e i figli ingrati. Tutti vostri, ovviamente. Poi se ne va soddisfatto. Il r. è dotato di superpoteri, infatti non si sa come, ma riesce sempre a trovare l’argomento più odiato dalla comunità. Il r. fa saltare i nervi soprattutto con i temi banali. Anche perché se cerca di introdursi in quelli seri, lo evitate inventandovi, tutti simultaneamente, un impegno improrogabile a Merano. Se è impossibile escluderlo, il r. porta alla disperazione, la sua logica è talmente ferrea, oltre che malata, da essere pressoché indistruttibile. Come ogni supereroe, il r. ha un tempismo perfetto, il momento in cui decide di entrare in azione, per voi, non è mai, mai, quello giusto. Riesce ad essere fastidioso anche nel chiedere soltanto una spillatrice o un appunta lapis. A volte riesce a fare delle richieste così fuori luogo che dubitate sulla sua sanità mentale. In realtà il r., di solito, è anche un finto tonto. Non si sa mai se ci fa o ci è. Anche la giornata più banale s’illumina, se il r. è rimasto a casa per malattia o in ferie. La funzione sociale dei r. è quindi quella di far capire quant’è bello il mondo senza di loro.

Il rompiscatoleultima modifica: 2008-02-02T11:10:00+01:00da luk4.p
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