Il mago

1107963789c6e2d850050edc3f03fac8.jpg C’era una volta un regno abitato da draghi, elfi, guelfi e ghibellini. Il regno sempre baciato dal sole e zappato dai contadini, era situato tra la valle del Shkthyo e il casello dell’A1 di Roncobilaccio. Era conosciuto con il nome di Digitalsaund per lo strano rumore che il sovrano, re Alitysciò, figlio di re Altivì, emetteva ogni volta che la mattina si alzava per espellere i regali bisogni. A Digitalsaund viveva anche un mago, Zerbin, che non sapeva come passare il tempo. Tutte le volte che lo passava, infatti, glielo rendevano indietro lasciandolo così, eternamente annoiato. Un giorno Zerbin decise che non ne poteva più, doveva assolutamente trovare un modo per far sì che il tempo, passato di mano, non gli tornasse in casa a fracassargli i pthyuoi. Chiamò dunque, in teleselezione, la fata Fynta, in quel momento in vacanza a Ichea con un uomo tanto bello quanto stupido, un vero pezzo di legno, e le chiese se poteva prestargli per un giorno la sua Ferrari. La fata accettò fingendo entusiasmo ma, in realtà molto scocciata, scucì in cambio al vecchio Zerbin, la promessa che al successivo congresso dell’Asso.Fa.Ma. (l’associazione di categoria dei maghi e delle fate), che si sarebbe tenuto di lì a poco sotto il cuscino del cavaliere di Hardcore, avrebbe avuto, oltre che al suo portafogli, anche il suo voto. Zerbin accettò di buon grado ma scrisse subito un promemoria sull’agenda del suo cellulare Sìchiè per ricordarsi di svuotare il portafogli e truccare il voto con una croce mobile che avrebbe cambiato posto sulla scheda elettorale al momento dello scrutinio. Presa la Ferrari, il più velocemente possibile per staccare il tempo che intanto gli stava sempre appiccicato addosso, Zerbin si diresse verso la terra di Creditcar dove avrebbe cercato l’erba Posso. L’erba Posso, al contrario dell’erba Voglio, non esaudiva i desideri propri ma aveva il potere di annullare quelli altrui. Zerbin ne avrebbe così ricavato un infuso da vendere a un certo magister Prouds, emigrato in cerca di fortuna a Roma, il quale ne aveva bisogno per placare i desideri di una pletora di compagni di ventura alquanto irrequieti e irrimediabilmente autolesionisti. Si narra che alcuni di questi, evidentemente forniti di poteri soprannaturali, quasi quanto la onnipresente strega Simonaventura, riuscissero ad essere contemporaneamente accanto al magister e in piazza a contestarlo. Non fu semplice convincere il Romano, romano per necessità, che l’acquisto dell’erba Posso, più di quella che alcuni suoi colleghi fumavano nei bagni di nascosto, avrebbe avuto un effetto benefico sul bilancio del suo paese senza sollevare l’ira del potente e rompipthyuoi mostro UEh. Ci vollero le fatiche di sette finanziarie, ma alla fine Zerbin ce la fece e così ebbe ben duemilatrecentocinque buoni pasto da usare in qualsiasi ristorante di Digitalsaund, anche se solo nei giorni di plenilunio e a patto che il reddito dell’utilizzatore non superasse il 35% della cifra versata l’anno prima, tra il 7 maggio e le 11 del 24 agosto, per recuperare il tfr, vincere al tar e finire la tav. Zerbin tornò a casa un po’ più rincitrullito di prima, ma rivendette i buoni con un ricavo del 2000% al netto delle spese legali. Finalmente con i soldi così abilmente ottenuti, acquistò un biglietto per l’unico posto dove, completamente fuso, potè lasciarsi il tempo alle spalle senza più alcuna preoccupazione per un suo nuovo passaggio. Appena arrivato, il nostro mago gettò tutti gli orologi e senza pensarci un grhjl si sedette su un divano a godersi, in prima fila, l’ultima puntata de “la Penisola dei Buffoni”.

Il magoultima modifica: 2006-11-12T20:10:00+01:00da luk4.p
Reposta per primo quest’articolo

Un pensiero su “Il mago

  1. noooooooooooooo oooooooooooooooo oooooooooooooooo strastupendo sto raccontoooooooo oooooooooooooooo oooooooooooooooo oooooo
    hai un futuro come scrittore…anc he se mi sa di aver capito che hai già fatto un libro…è anche il mio sogno nel cassetto scrivere un libro…magari mi aiuti…un bacio

I commenti sono chiusi.