Guardie e ladri, quadri: Concerto per balletto

E dopo l’estate venne l’autunno, e pure l’inverno, e Natale, Capodanno ed Epifania, e poi il settimo quadro di Nora…

Concerto per balletto

concerto per balletto (low)2L’ispettore Ferruccio Malpensanti scese dall’auto di servizio pieno di dubbi, Dove ho lasciato l’ultima sigaretta? La morte di un anziano, sebbene improvvisa e inaspettata per i parenti, raramente presentava elementi interessanti per gli uomini della Sezione omicidi. Se poi il decesso avveniva senza segni di violenza sulla vittima, né sulla sua casa e questa si trovava al terzo piano di un nobile palazzo ottocentesco privo di tabaccaio nelle vicinanze, d’interesse non ne aveva affatto. […]

Chi è morto? Perché? Dove ha lasciato le sigarette Malpensanti?

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Buona lettura.

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Guardie e ladri, quadri: Ciuga e Gange

Dopo le meritate (credo) vacanze, riprendo a pubblicare le bellissime trasposizioni grafiche dei miei racconti, realizzate da Nora Buxareu. Il sesto quadro è…

Giuga e Gange

Ciuga e Gange

Il Ciuga sembrava non aver capito la domanda perché guardò la vincita senza aprire bocca. Poi reagì, improvviso:«A me mi sembra un incubo… mica ti vo’ mette’ a lavorare,vero?»
«Icché ti sembro rimbischerito?» replicò l’altro raccogliendo i gettoni.
«E allora icché tu vo’ fare?»
«Ancora unn’ho deciso.» Il Gange accese un’altra sigaretta e reinserì tutte le monete nella macchina. «C’ho du’ òscions…»
«Du’ che?»
«Òscions, opzioni, du’ possibilità.»
«E cioè?»
«O finanziere o politico», concluse il Gange con enfasi, espirando il fumo.
Il Ciuga rimase a bocca aperta.
Nella sala principale qualcuno gridò: «Oreste, gira!»
[…]

Chi sono questi due? Da dove vengono? Dove vanno? E perché ci vanno? E Oreste? Icché de’e girare?!?

Come sempre, per scoprirlo basta acquistare il libro sul web direttamente dalle Edizioni La Gru (senza spese di spedizione).

Buona lettura.

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Una recensione coi fiocchi

stilo_2563.jpg“Ok, lo ammetto, sono di parte. Conosco l’autore, e avevo avuto modo di apprezzare la sua creatività e forza di immaginazione, anche se in campi diversi dalla scrittura. In più, ha un’esperienza nel settore della giustizia, di cui non è possibile non accorgersi leggendo la raccolta.
Infatti è proprio la giustizia il filo conduttore di questi racconti diversissimi per trame, caratterizzazione dei personaggi, ambientazioni, colori, emozioni, registri. La giustizia declinata in tutte le sue possibili angolazioni, in tutti i suoi significati storici, politici e morali, da quello più elevato a quello più spicciolo e farsesco. Chi ama davvero il diritto del resto sa che esso ha mille sfaccettature, pur tendendo verso lo stesso, unico fine da millenni: la ricerca della verità.
Quindi in questi racconti c’è la tenacia di chi cerca quotidianamente di far luce sulle storie più improbabili e apparentemente intricate (Stalkers), e c’è il sogno ingenuo dei simpatici delinquentelli Ciuga e Gange, che affascinati dai fatti di cronaca costruiscono castelli in aria su un futuro criminale ad alto livello: se c’è stata la P2, la P3, la P4, perchè non può esserci anche la pi cinque? Ci sono poi i racconti più spiccatamente” gialli”, quelli, per intendersi, in cui l’obiettivo del lettore è individuare il colpevole: nel caso del “Concerto per balletto” (racconto originalissimo) a questa ricerca si accompagna una piacevolissima cadenza musicale, e nel caso de “Il rovescio è servito”, invece, ci sono degli intermezzi “mangerecci” ironici e fantasiosi.
C’è anche lo zelo dello sgangherato Ispettore Vegliardi, protagonista di due racconti surreali in cui è davvero difficile riuscire a capire quale sia il punto di vista da cui guardare le assurde vicende. Forse, come al solito, la cosa migliore è immergersi e provare a guardare le cose dal punto di vista dell’improbabile Vegliardi, anche se sembra di guardare un film 3d senza occhialini.
Ma la giustizia non è sempre divertente, e il clima non è sempre quello surreale di Vegliardi o quello, tutto sommato familiare, dei piccoli paesi di montagna. Del resto, proprio in questi piccoli paesi si sono consumate stragi sanguinose e troppo spesso dimenticate, come quella di Vallucciole che mi tocca da vicino, perché conosco i luoghi, come tutti i toscani, e perché i temi della Resistenza mi sono cari. Per forza di cose, quindi, “Camerati” è il mio racconto preferito. Ho immaginato Altero (e quale nome migliore per un ex fascista?) mentre sale la scalinata di San Miniato, con il viso rivolto a un sole primaverile ancora acerbo ma ricco di promesse e speranze, e una rinnovata voglia di vivere nelle gambe, nelle mani. Salire la scalinata è come salire il patibolo, e lui lo sa, ma il senso di libertà che lo anima è più alto di qualsiasi altra cosa abbia mai provato, e per la prima volta in decenni sente qualcosa dentro di sé sciogliersi, renderlo leggero come l’aria che respira, dissipare anni di polverose e inquiete riflessioni, di tormenti e garbugli. Ed ho immaginato le pur non raccontate lacrime del vecchio partigiano che leggerà la lettera. Anche lui si sentirà meno solo, e una volta tanto, la Giustizia della storia sarà fatta.
La raccolta dà poi spazio a tante altre voci spesso inascoltate: ci sono quelle di chi combatte contro una gerarchia sociale difficile da sovvertire nelle aule di tribunale. Penso all’amaro “L’appello”: quale destino ha un popolo che non crede alle istituzioni?. Ma ci sono anche nemici ancora più pericolosi perché invisibili, intoccabili, impunibili e impuniti, punte di iceberg contro cui la nostra frustrazione si scontra così spesso da farci, quasi tutti, cadere nella disillusione, nella rassegnazione (“Progetto Galileo” e soprattutto “Ordine pubblico”). La resistenza a questa apatia è un dovere che pochi si sentono di assolvere, e a cui tanti rinunciano prima ancora di aver cominciato..
Ultima cosa prima di chiudere. In tutti i racconti sembra di immergersi nella realtà narrata, le “scene” sono nitide e precise, pur senza essere descritte nei dettagli, a volte sembra di sfiorare certe immagini, come (uno su tutti) il vestito di seta verde scuro di Azadeh mentre si prepara prima di uscire, il fruscio che fa in una casa in cui lei, e lo si comprende bene ma non si sa come, è estranea. Ma nell’ultimo racconto, che secondo me è pazzesco, si va oltre, perché ciò che si immagina è un tumulto interiore, sensazioni di infinita angoscia che si riflettono all’esterno, nell’autostrada deserta e buia, nell’autogrill abbandonato, nei cartelli stradali che indicano destinazioni irreali. Mi ha fatto venire in mente la scena in macchina di “Lost Highway” di David Lynch, una discesa allucinatoria nell’inferno da cui non si riesce a staccare gli occhi fino alla fine. E, visto che è uno dei miei film preferiti, ho decisamente detto tutto.”

Cosa mai potrei aggiungere?

Grazie, Betta.

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Guardie e ladri, quadri: Ordine pubblico

Ecco la seconda “idea” di Nora Buxareu.

Ordine pubblico

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 Da quando sul lungotevere Marzio la situazione era precipitata, intorno avevamo più fotoreporter e cameraman che sbirri. Scansando una macchina fotografica dietro l’altra iniziai a cercare Fabio dove ero certa fosse, al centro del disordine.

 Lo trovai con Josif che guardava bruciare uno dei furgoni in via del Corso. Appena gli fui accanto, alle nostre spalle, da via Brunetti, comparve un drappello di sbirri incazzati neri.

Eravamo in trappola. […]

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Eccolo: GUARDIE e LADRI

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“Luca Pagnini si affaccia alla narrativa con quindici racconti di non facile definizione. Non sono gialli, non sono noir, non sono pulp. O forse sono tutto questo. Di certo sono storie. Belle storie. Avvincenti, ben caratterizzate anche grazie all’esperienza sul campo che l’autore porta avanti da due decenni. Pagnini è autore poliedrico in grado di dare colore alla narrazione grazie ad una proprietà di linguaggio assolutamente superiore alla media. Si passa dal crollo psicologico interiore, all’indagine vera e propria, scivolando attraverso la sua Firenze che è presente anche nel linguaggio. L’illustrazione di copertina è stata realizzata dall’artista spagnola Nora Buxareu.”

Prossimamente nelle librerie di tutto l’Universo, per adesso acquistabile tramite la pagina sul sito dell’editore, cioè qui:

Edizioni La Gru – Guardie e ladri

il professore

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Il professor Cardi non amava gli animali, e probabilmente nemmeno il suo lavoro.
Andrea Marsi l’aveva sospettato fin dalla prima ora di scienze naturali tenuta dall’insegnante. In seguito, con il trascorrere delle settimane, mentre quasi tutto il resto della quarta B del liceo scientifico Galileo Galilei di Poppi si persuadeva del contrario, il suo sospetto si era trasformato in convinzione.
Sfogliando il testo di chimica nella sua camera, Andrea pensò che quell’uomo aveva un lato storto, un qualcosa di nascosto difficile da afferrare. Una volta, durante una lezione di anatomia dei mammiferi, gli era sembrato di cogliere nello sguardo del professore un barlume di sadismo, ma era stato solo un attimo.
Subentrato quell’anno al vecchio titolare di scienze, chimica e geografia, Cardi aveva detto alla classe di provenire da un liceo fiorentino dove aveva insegnato per un lustro da precario. Secondo Andrea la gentilezza del professare era al limite dell’ipocrisia e, forse perché demotivato o distratto, a volte gli sfuggiva qualche tipica, stupida espressione di superiorità che tanti cittadini credono di possedere rispetto agli abitanti di provincia. I suoi colleghi parevano oscillare tra l’indifferenza e la tolleranza, molti studenti invece lo deridevano alle spalle senza scrupolo.
Alto e magro, col cranio calvo che terminava a cuspide, gli occhi obliqui amplificati dalle spesse lenti degli occhiali, per alcuni suoi allievi – verso i quali si era dimostrato oltremodo severo – il professor Cardi era semplicemente i’ Serpe.
«’Affanculo i’ Serpe e la chimica», borbottò Andrea, e gettando il libro sul letto uscì per andare all’allenamento di basket. (continua)

– Il resto sarà pubblicato su carta –