Pausa

20130607_204954Ti sei mai fermato
su un prato per sentire l’erba sotto la testa e il cielo sopra?

Ti sei mai fermato
ad ascoltare il vento mentre scuote le fronde tra le proteste dei passeri,
nella pioggia per apprezzare ogni singola goccia?

Ti sei mai fermato
a riempirti di una musica che non conoscevi,
ad accarezzare un animale senza pretendere nulla,
a guardare un treno passare lento?

Ti sei mai fermato
davanti a un tramonto ringraziando il sole?

Ti sei mai fermato
con la neve a scricchiolare sotto gli scarponi e la montagna a ricordarti come sei,
di fronte al mare chiedendoti chi sei,
sotto un manto di stelle a chiedere perché ci sei?

Ti sei mai fermato
a riconoscere i battiti del tuo cuore?

Ti sei mai fermato?

Ho fatto un viaggio

Io
fui acqua

E pioggia
E fiume
E mare

E ancora pioggiaacqua_femmina-enrico_blasi-iria_seta.jpg
E ancora fiume
E ancora mare

Accogliente
purificante
rigenerante
acqua

Io
fui acqua
e poi fuoco

E scintilla
E incendio
E sole

E ancora scintillafire_590_buona.jpg
E ancora incendio
E ancora sole

Severo
illuminante
sincero
fuoco

Io
fui acqua
poi fuoco
e poi terra

E polvere
E zolla
E montagna

E ancora polvereMontagna%2520fiabesca.jpg
E ancora zolla
E ancora montagna

Solida
rassicurante
nutriente
terra

Io
fui acqua
poi fuoco
poi terra
poi aria

E soffio
E vento
E uragano

E ancora soffiofatadeibaci1.jpg
E ancora vento
E ancora uragano

Imprevedibile
inafferrabile
ingovernabile
aria

Iolibro_della_vita.jpg
fui acqua
poi fuoco
poi terra
poi aria

 

Infine fui tutti

E vita
E spirito
E universouniverso.jpg

Nell’attesa

Il_tempo.JPG

 

 

Occhi che non si dimenticano
e occhi che si dimenticano di te
troppo presto

 

Parole
frasi
discorsi
che non si odono

Gesti
silenzi
idee
che non si realizzano

Vedere
per non ascoltare
e ascoltare
per non vedere

Un contatto
Uno sguardo
Un pensiero
che vola via
con il giorno

Sogni che si ricordano
e sogni che non si ricordano di te

Nell’attesa

Di nuovo

primavera.jpgE’ di nuovo primavera
quando
scalzo
cerca terra
e vagando
nel profumo del sole
percepisce
la brezza
di un antico inganno

E’ di nuovo primavera
quando
lascia
un pezzetto di cuore
sulla strada
che l’ha condotto
a stazioni
già conosciute
e pure si stupisce
del dolore
che ancora ne segue

E’ di nuovo primavera
quando
spalanca porte e finestre
serra gli occhi
e senza domandare
ritrova il coraggio
di sognare

 

(a coloro che sanno che l’impossibile è possibile)

(l’ultimo) Cirano

 
cyrano.jpghttp://luca-p.myblog.it/media/02/00/1991144577.mp3
 
Venite pure avanti, voi con il naso corto, signori imbellettati, io più non vi sopporto,
infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio perchè con questa spada vi uccido quando voglio.

Venite pure avanti poeti sgangherati, inutili cantanti di giorni sciagurati,
buffoni che campate di versi senza forza avrete soldi e gloria, ma non avete scorza;
godetevi il successo, godete finchè dura, che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura
e andate chissà dove per non pagar le tasse col ghigno e l’ignoranza dei primi della classe.
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna, però non la sopporto la gente che non sogna.
Gli orpelli? L’arrivismo? All’amo non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

Facciamola finita, venite tutti avanti nuovi protagonisti, politici rampanti,
venite portaborse
, ruffiani e mezze calze, feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte, coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese in questo benedetto, assurdo bel paese
.
Non me ne frega niente se anch’ io sono sbagliato, spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

Ma quando sono solo con questo naso al piede
che almeno di mezz’ ora da sempre mi precede
si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore
che a me è quasi proibito il sogno di un amore;
non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute,
per colpa o per destino le donne le ho perdute
e quando sento il peso d’ essere sempre solo
mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo
,
ma dentro di me sento che il grande amore esiste,
amo senza peccato, amo, ma sono triste
perchè Rossana è bella, siamo così diversi,
a parlarle non riesco: le scriverò dei versi, le parlerò coi versi

Venite gente vuota, facciamola finita, voi preti che vendete a tutti un’ altra vita;
se c’è, come voi dite, un Dio nell’infinito, guardatevi nel cuore, l’avete già tradito
e voi materialisti, col vostro chiodo fisso, che Dio è morto e l’ uomo è solo in questo abisso,
le verità cercate per terra, da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali;
tornate a casa nani, levatevi davanti, per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

Io tocco i miei nemici col naso e con la spada,
ma in questa vita oggi non trovo più la strada.
Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo,
tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo:
dev’ esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto
dove non soffriremo e tutto sarà giusto
.
Non ridere, ti prego, di queste mie parole,
io sono solo un’ ombra e tu, Rossana, il sole,
ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora
ed io non mi nascondo sotto la tua dimora
perchè oramai lo sento, non ho sofferto invano,
se mi ami come sono, per sempre tuo, per sempre tuo, per sempre tuoCirano

 

Vele (r.p.p.)

La lettura di alcuni post mi ha convinto a riproporre oggi questa poesia pubblicata sulla mia prima raccolta e apparsa su questo blog più di due anni fa. Per laVale, A., giugno27 e tutti coloro che hanno bisogno di un po’ di vento per ripartire, qualsiasi sia la loro attuale zavorra.

VELE
 
Spiega le tue vele
fa che la tempesta
non ti sorprenda
ancora in acque ostili

Prendi il largo
alla ricerca di quelle spiagge
di cui tanto mi parlavi

Segui le rotte
che ti guideranno
dove solo tu, sola
puoi arrivare

Spiega le tue vele
non lasciare che un carico
ormai avariato
affondi i tuoi sogni

Il ruolo (Feel)

anima%2520gemella.jpghttp://luca-p.myblog.it/media/01/00/1639860150.mp3

Vieni e prendimi per mano
Voglio contattare la vita

Not sure I understand
This role I’ve been given
Mi siedo e parlo con Dio
E lui ride di gusto dei miei piani

My head speaks a language
I don’t understand

Voglio solo provare
Il vero amore che riempia la casa in cui vivo
Cos I got too much life
Running through my veins
Going to waste

volo.jpgI don’t wanna die
Ma non sono neanche tagliato per vivere
Prima di innamorarmi
I’m preparing to leave her

Scare myself to death
That’s why I keep on running
Prima di essere arrivato
Posso vedermi arrivare

I just wanna feel
Real love fill the home that I live in
Perchè ho troppa vita
Che scorre nelle mie vene
Andandosene sprecata

And I need to feel
Real love and the love ever after
anima%2520persa.jpgI can not get enough

I just wanna feel
Real love fill the home that I live in
I got too much love
Running through my veins
To go to waste

Voglio solo provare
Il vero amore e tutto l’amore che viene dopo

Il_Vortice_dell_anima.jpgC’è un buco nella mia anima
You can see it in my face
It’s a real big place

Come and hold my hand
I wanna contact the living
Non sono sicuro di capire
Questo ruolo che mi è stato dato

Not sure I understand

Feel – Robbie Williams

Nella poesia

01_23_51---Rabbit_web.jpgI conigli
Mangiano

I conigli
Sotto la finestra
Incuranti
Del vento
Mangiano

Il vento
Ovunque da nord
Incurante
Del sole
Soffia

Il sole
Stampato in cielo
Incurante
Dei conigli
E’

Il tipo
Alla finestra
Osserva

Nella poesia
Osserva

E
Ancora una volta stupito
Sogna

Io céro!

impropoesie.jpgVisto che capita così raramente di vivere una serata realmente memorabile (tipo: “toh, mi hanno eletto presidente degli Stati Uniti, sono molto contento”, B.O.), oggi vi tedierò un paio di minuti ripercorrendo quello che, secondo il mio modesto parere, è stato un vero e proprio evento artistico culturale. Che subito qualcuno penserà “culturale? Che palle!”, e invece niente di più sbagliato. Mettere insieme poesia, musica e teatro, è stata una mossa azzardata che però alla fine ha pagato per intero la scommessa. E anche chi era venuto, magari solo per un favore al sottoscritto (pochissimi, per la verità), pronti a sdraiarsi sulle poltrone del teatro nell’attesa dell’agognata fine, si è dovuto ricredere. Per farvi un’idea, vi basti sapere che alla fine, invece di andarsene tutti di corsa, è stato richiesto pure un bis (!) che, se si parla di Ligabue o Vasco, si sa già dove si va a parare, ma se si tratta di poesia e improvvisazione, è un vero e proprio salto nel buio. Riuscito. Lo spettacolo è stato un’alternanza tra l’interiore irrequietezza delle mie poesie e l’esteriore allegria delle improvvisazioni, tutte brillanti e ad alta gradazione di risata. I complimenti finali per tutti (dai due bravissimi musicisti – che, semplicemente con un contrabbasso e un corno, hanno dato una lezione di sonorità inimmaginabile in questa società del rumore -, alla voce narrante, la quale mi ha talmente affascinato che a un certo punto ho chiesto all’amico mio vicino di posto se la poesia che era stata appena letto l’avevo davvero scritta io -?!?-; dagli attori – che hanno improvvisato in maniera impeccabile, partendo dalle poesie e, soprattutto, dai suggerimenti impossibili del pubblico -, alla perfetta anfitrione della serata, nonchè organizzatrice e ideatrice della stessa; dalla regia luci, imprescindibile, alle poesie del sottoscritto – che quindi non ha fatto nulla -) sono stati un premio tanto inaspettato quanto meritatissimo. Peccato che soltanto i presenti potranno avere un ricordo di quanto accaduto, essendo gli spettacoli d’improvvisazione teatrale, per definizione, irripetibili. Il format, onestamente, intelligente e propedeutico (ripeto, chi mai avrebbe tenuto per 70 minuti, un pubblico non particolarmente scelto, attaccato alle poltrone per ascoltare poesie inframezzate da musica minimale?!?), si spera venga riproposto. Dell’evento di ieri sera però non resterà neanche un’immagine fotografica nè, tanto meno, sonora. Ma in fondo è il suo bello. Sarà come un miracolo che solo i presenti potranno testimoniare, tra l’incredulità e l’invidia degli assenti, vantandosi con il più sincero tra i sinceri: “io c’ero!”

Un grazie a tutti ma, soprattutto, a colei che ha reso tutto ciò possibile, grazie Silvia, grazie amica.