Guardie e ladri, quadri: SMS

Il quinto quadro di Nora Buxareu ispirato dai racconti.

Short Message System

sms

Fatti pochi metri sul viale principale, fu affiancata da una moto con un poliziotto che la guardò. Claudia trattenne il respiro, Cazzo vuole questo adesso?
Proseguirono la marcia affiancati per qualche metro poi l’agente si passò la mano sinistra in tralice sul busto e gridò: «Si allacci la cintura.»
Nello stesso istante dalla borsa uscì soffocato il solito suono.
Simulando un’espressione di sbadataggine, Claudia sorrise e si legò ben bene alla Cooper. Fatti pochi metri, non appena l’agente e il suo collega che gli era comparso accanto furono ingoiati dal traffico, accostò e prese il cellulare.
Finalmente sorrise convinta. L’SMS era il più corto e il più bello del pomeriggio.
[…]

Chi è Claudia? Quale SMS? Chi glielo ha mandato? Perché? Ma soprattutto, come?!?

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Guardie e ladri, quadri: Sincronismi

Il quarto quadro di Nora Buxareu ispirato dai racconti.

Sincronismi

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«Buonasera, ispettore Mulini», mi accolse il capo pattuglia della volante di zona, un agente precisino con la divisa impeccabile.
«Il corpo è sull’ambulanza, purtroppo non c’è stato nulla da fare.»
«Rottura del collo?» gli domandai.
«Forse.»
«Come forse?»
«Forse l’uomo si è anche rotto l’osso del collo», rispose il sapientone.
«Spiegati» ordinai.
«Che si tratti di un suicidio non sembrerebbero esserci dubbi. Abbiamo trovato un biglietto d’addio sgrammaticato e dal palazzo di fronte un testimone ha visto l’uomo arrampicarsi sul parapetto e gettarsi nel vuoto alle venti in punto, c’era la sigla d’apertura del TG1, ha detto.»
«Il TG1 fa davvero schifo», considerai, «chissà quanti morti ci vorranno ancora prima che cambino il direttore. Alla Rai se la prendono sempre comoda…»
«Non credo che il TG1 c’entri», proseguì il perfettivo, «il problema è un altro.»
«Quale?»
[…]

Quale????

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Buona la prima

La prima uscita di presentazione è andato molto, molto bene. Grazie alla Feltrinelli per lo spazio, molto suggestivo e simbolico. Grazie a Maurizio Gori per l’impeccabile e riuscita presentazione. Grazie a Margherita, alle Edizioni La Gru e a Francesca Zannella che, ognuno con la propria enorme fetta di merito, hanno permesso tutto questo. Infine, last but not least, un enorme grazie a tutti i partecipanti, così tanti che sembrava di essere a un matrimonio con il suo bell’effetto sorpresa e l’occasione di rivedere, dopo anni, l’antico amico…
grazie davvero a tutti.

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L’intervista

intoscana.itEcco l’introduzione all’intervista realizzata con Simona Bellocci, che ringrazio sinceramente, per Intoscana.it


Pagnini racconta “Guardie e ladri” La scrittura? Un lettino d’analisi


L’intervista allo scrittore fiorentino che ci presenta il suo libro. 15 racconti tra il giallo, il poliziesco e un viaggio introspettivo nella realtà, tra bene e male

di Simona Bellocci


“Guardie e Ladri” è l’ultimo libro del fiorentino Luca Pagnini, da vent’anni in Polizia ma con la passione per la letteratura. Lui stesso ci racconta che la scrittura ha sempre rappresentato un po’ una cura per l’anima: “La penna è stata un po’ il mio lettino d’analisi e la poesia il mio analista” – ci confessa in questa intervista. “Guardie e ladri” è un libro di 15 racconti, a metà tra il giallo e il poliziesco ma che affonda poi, seguendo le storie dei personaggi, nell’aspetto psicologico, interiore. Quel che ne esce è un viaggio nell’anima di chi difende la giustizia e di chi – invece – la calpesta. Anche se – come in tutte le cose della vita – è sempre difficile distinguere il bianco e il nero, il bene dal male e qui, Pagnini, riesce a stupire con le sue storie, mai scontate.

Leggi l’intervista qui

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Guardie e ladri, quadri: L’appello

Il terzo quadro di Nora Buxareu.

L’appello

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 Escluso l’imputato distratto da qualcosa al soffitto, tutti i presenti fissarono il magistrato allargare le braccia per sistemarsi la toga, come un corvo che ripiega le ali appena giunto sul ramo.

Senza alzare lo sguardo, il giudice portò il foglio che teneva in mano all’altezza del petto e iniziò a leggere: «Nel nome del popolo italiano…» […]

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Guardie e ladri, quadri: Ordine pubblico

Ecco la seconda “idea” di Nora Buxareu.

Ordine pubblico

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 Da quando sul lungotevere Marzio la situazione era precipitata, intorno avevamo più fotoreporter e cameraman che sbirri. Scansando una macchina fotografica dietro l’altra iniziai a cercare Fabio dove ero certa fosse, al centro del disordine.

 Lo trovai con Josif che guardava bruciare uno dei furgoni in via del Corso. Appena gli fui accanto, alle nostre spalle, da via Brunetti, comparve un drappello di sbirri incazzati neri.

Eravamo in trappola. […]

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Guardie e ladri, quadri: Il libro bianco

Ecco come Nora Buxareu ha “rivisto” alcuni dei racconti.

Il libro bianco

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 «Che devi fare al buio?» domandò allora Zanobetti, con un tono da educanda.

«Vedrai», rispose l’altro risoluto, poi frugò nella sua valigia e tirò fuori un paio di occhiali con delle spesse lenti verdi che indossò. Un paio identico lo dette all’impiegata, ancora in trance.

«Guardi, Passamano, lo vede ora?» chiese Vegliardi, dopo aver acceso una lampada arancione che accostò allo scaffale.

«No», abbozzò quella stringendo le palpebre e piegando di lato la testa per vedere ciò che non vedeva, «Non vedo nulla.»

«Infatti!» affermò entusiasta Vegliardi, «È qui che l’essere barbuto ha cercato il libro bianco, stamattina. Non c’era, non l’ha trovato e ora non ce n’è traccia», terminò fiero.

Tutti i poliziotti annuirono. La bibliotecaria invece sospettò di essere finita in un programma televisivo e, guardandosi intorno con gli occhiali verdi, cercò le telecamere nascoste. […]

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Burocrazia

(un raccontino per le feste)

5947764-nei-meandri-della-burocrazia.jpg«Bene, mi faccia vedere».

L’uomo con la barba bianca si avvicinò, appoggiò la voluminosa scatola a terra e la aprì.

Palesemente scocciato, l’impiegato posò il panino che stava mangiando, guardò dentro e subito disse: «No, guardi, lei ha sbagliato ufficio. Deve andare prima al Piano Generale di Sviluppo e poi ai Progetti…»

«Ma ci sono già stato», lo interruppe l’uomo con la barba…

«Guardi, io non posso farci nulla. Provi allo Sviluppo Alternativo, allora», concluse l’impiegato.

Spossato, l’uomo con la barba andò all’ufficio Sviluppo Alternativo, da dove fu indirizzato alle Verifiche e quindi all’Economato. Dopo la pausa pranzo, entrò all’ufficio Esecuzioni e infine alla Segreteria della Presidenza dove ripeté, per l’ennesima volta, la sua presentazione.

Non era ancora arrivato a metà che il Segretario lo fermò: «Dia retta a me, lasci perdere».

«Dice?»

«Certo, sa quanti ce ne sono già a giro?»

«No».

«E poi, lei non ha rispettato le leggi».

«Quali leggi…» balbettò l’uomo con la barba.

«Quelle alla base di tutto il sistema. Se vuole può ricominciare da capo e…»

«Ma c’ho messo un’eternità ad arrivare fino a qui, non posso ricominciare dall’inizio, e poi ormai si è fatto tardi, tra poco è mezzanotte!»

«Veda lei, o lascia perdere, o ricomincia».

«Io pensavo…»

«Lei pensa troppo, caro il mio Lei. Alla sua età, poi… se lo lasci dire, pensi di meno, vedrà che bella la vita!»

«E se lo girassi?»

«Provi, ma deve ricominciare lo stesso».

«Parallelo?»

«Da capo».

«Da capo?»

«Sì».

«Arrivederci, allora».

«Arrivederla».

Appena fuori, l’uomo con la barba bianca cercò il primo cassonetto e gettò la scatola. Mentre si allontanava sulla sua slitta scuotendo la testa, tra sé e sé brontolò: «Mai più, non accetterò mai più una richiesta così! Un intero universo, ma ancora da brevettare, bah…»