il professore

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Il professor Cardi non amava gli animali, e probabilmente nemmeno il suo lavoro.
Andrea Marsi l’aveva sospettato fin dalla prima ora di scienze naturali tenuta dall’insegnante. In seguito, con il trascorrere delle settimane, mentre quasi tutto il resto della quarta B del liceo scientifico Galileo Galilei di Poppi si persuadeva del contrario, il suo sospetto si era trasformato in convinzione.
Sfogliando il testo di chimica nella sua camera, Andrea pensò che quell’uomo aveva un lato storto, un qualcosa di nascosto difficile da afferrare. Una volta, durante una lezione di anatomia dei mammiferi, gli era sembrato di cogliere nello sguardo del professore un barlume di sadismo, ma era stato solo un attimo.
Subentrato quell’anno al vecchio titolare di scienze, chimica e geografia, Cardi aveva detto alla classe di provenire da un liceo fiorentino dove aveva insegnato per un lustro da precario. Secondo Andrea la gentilezza del professare era al limite dell’ipocrisia e, forse perché demotivato o distratto, a volte gli sfuggiva qualche tipica, stupida espressione di superiorità che tanti cittadini credono di possedere rispetto agli abitanti di provincia. I suoi colleghi parevano oscillare tra l’indifferenza e la tolleranza, molti studenti invece lo deridevano alle spalle senza scrupolo.
Alto e magro, col cranio calvo che terminava a cuspide, gli occhi obliqui amplificati dalle spesse lenti degli occhiali, per alcuni suoi allievi – verso i quali si era dimostrato oltremodo severo – il professor Cardi era semplicemente i’ Serpe.
«’Affanculo i’ Serpe e la chimica», borbottò Andrea, e gettando il libro sul letto uscì per andare all’allenamento di basket. (continua)

– Il resto sarà pubblicato su carta –

La legge 180 ha fallito?

Dopo la votazione di giovedì scorso alla Camera sul presidente del consiglio, che avrebbe telefonato alla Questura di Milano per evitare una guerra con l’Egitto (dagli atti risulta che ci hanno creduto in 315, giuro, 315 deputati hanno certificato che S.B. ha tirato fuori dai guai Ruby Rubacuori, perchè temeva la reazione di Mubarak, e non perchè la giovincella frequentava casa sua da tre mesi), e dopo il presidente del consiglio stesso che ieri comunicava: “Farò una causa allo Stato” (cioè a lui stesso in quanto presidente del consiglio, e a lui stesso in quanto cittadino che paga le tasse, forse), oggi il ministro degli esteri rilancia con “La privacy del premier è stata violata, possibile ricorso alla corte diritti umani di Strasburgo (in effetti, tutti gli indagati d’Italia dovrebbero fare ricorso a Strasburgo, e non si può mica indagare sulla privacy delle persone così, solo per scovare le prove contro chi commette reati, e no eh!).

images?q=tbn:ANd9GcSnz3UoUF3RuDRpHbJGOFuUzYp-fe-Xg3dtOuaMvxt_ZjSe4EMplwA questo punto ci chiediamo e vi chiediamo: la follia è infettiva? E, la riforma Basaglia ha fallito?

Attendiamo le vostre risposte al numero verde 180 180180. I primi dieci saranno premiati con un seggio al consiglio regionale della Lombardia.

La sai l’ultima?

«Egli ha telefonato, sì, è vero, ha telefonato a un funzionario della Questura, lo ha fatto senza esercitare pressioni di sorta, per chiedere un’informazione, nella convinzione, vera o sbagliata che fosse, che Karima El Mahrouq fosse parente di un presidente di stato». (Roma, 3.2.2011 – Maurizio Paniz, deputato PDL durante il dibattito sulla richiesta di perquisizione presentata alla Camera dalla Procura di Milano – youtube)

«L’Italia è un Paese con un debito alto, ma i suoi cittadini sono “ricchi”». (Roma, 9.2.2011 – Silvio Berlusconi nella conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri che ha approvato il decreto legislativo sugli incentivi e le modifiche degli articoli 41, 97 e 118 della Costituzione – corriere.it)

pdl_big.jpg?v=20110209122019«Alla fine nessuno pagherà, alla fine come al solito pagherà lo Stato. Farò una causa allo Stato visto che non c’è responsabilità dei giudici… Io non sono preoccupato per me, sono un ricco signore che può passare la sua vita a fare ospedali per i bambini del mondo…» (Roma, 9.2.2011 – Silvio Berlusconi, ibidem – corriere.it)

«Gli italiani sono tutti molto intelligenti e svegli». (Firenze, 9.2.2011 – io, mentre dormivo)