Brevetto

«Bene, mi faccia vedere».
L’uomo con la barba si avvicinò, appoggiò la scatola a terra e la aprì.
L’impiegato guardò dentro e subito disse: «No, guardi, lei ha sbagliato ufficio. Deve andare prima al Piano Generale e poi ai Progetti…»
«Ma ci sono già stato», lo interruppe l’uomo con la barba.
«Guardi, io non posso farci nulla. Provi allo Sviluppo, allora», concluse l’impiegato.
Spossato, l’uomo con la barba andò all’ufficio Sviluppo, da dove fu indirizzato alle Verifiche e quindi all’Economato. Dopo la pausa pranzo, entrò all’ufficio Esecuzioni e infine alla Segreteria della Presidenza dove ripeté per l’ennesima volta la sua presentazione.
Dopo un po’ di tempo, il Segretario concluse: «Dia retta a me, lasci perdere».
«Dice?»
«Certo, sa quanti ce ne sono già a giro?»
«No».
«E poi, lei non ha rispettato le leggi.»
«Quali leggi…» balbettò l’uomo con la barba.
«Quelle alla base di tutto il sistema. Se vuole può ricominciare da capo e…»
«Ma c’ho messo un’eternità ad arrivare fino a qui, non posso ricominciare dall’inizio!»
«Veda lei, o lascia perdere, o ricomincia».
«Io pensavo…»
«Lei pensa troppo, caro il mio lei. Se lo lasci dire, pensi di meno, vedrà che bella la vita!»
«E se lo girassi?»
«Provi, ma deve ricominciare lo stesso».
«Parallelo?»
«Da capo».
«Da capo?»
«Sì».
«Arrivederci, allora».
«Arrivederla».
Appena fuori, l’uomo con la barba cercò il primo cassonetto e gettò la scatola. Mentre si allontanava si ripromise che non avrebbe mai più provato a brevettare un universo in vita sua.

(racconto presentato all’edizione di settembre 2010 del concorso Minuti Contati)