‘Un se ne pole più!

Roma – Davanti alla platea di Federalberghi, il premier non parla solo di intercettazioni. Sulla Protezione civile, ad esempio, dice che non si recherà in Abruzzo finché dureranno le accuse per omicidio colposo avanzate nei confronti dei suoi dirigenti dalla magistratura. Secondo il premier, «se uno ha avuto un famigliare morto sotto le macerie ed è anche in una condizione di debolezza gli può anche venire di sparare un colpo… per cui la Protezione civile non andrà più in Abruzzo finché c’è l’indagine per omicidio colposo». Parlando di manovra poi il premier aggiunge che la tassa di soggiorno di Roma è stata fatta alle sue spalle. «Lobby dei magistrati e dei giornalisti ci hanno impedito di giungere ad un testo che difenda al 100% il nostro diritto di libertà. La sovranità nel nostro Paese – afferma – dovrebbe essere del popolo, che la conferisce al Parlamento, ma oggi non è più del Parlamento. La sovranità è passata a questa corrente della magistratura e ai suoi pm, che attraverso la Corte costituzionale abrogano le leggi» approvate dal Parlamento. Se l’è poi presa con i vincoli costituzionali: «Il presidente del Consiglio non ha nessun potere», i padri costituenti «hanno frammentizzato tutto il potere senza riservarne alcuno al Presidente del Consiglio». «Fare una legge in Italia è un calvario quotidiano. Quando una legge esce dal Consiglio dei ministri magari tu avevi pensato un cavallo e dall’iter parlamentare esce un dromedario».

Ecco, appunto, in Consiglio dei Ministri entra un cavallo ed esce un dromedario…

(corriere.it)