Giustizia è fatta (datele il narcan!)

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Giustizia di serie “A”

Il mio amico, nonché collega, Paolo T. è stato finalmente prosciolto dalle accuse che lo avevano sorprendentemente colpito 13 mesi fa. Il Gip ha infatti accolto la richiesta di archiviazione presentata dal Pm “perché estraneo ai fatti”. Chiunque sappia di legge e procedura penale comprende quanto fossero infondate le accuse se a richiedere l’archiviazione è stata la stessa pubblica accusa. Per chi conosce Paolo invece non c’era certo bisogno del provvedimento del Gip per sapere com’erano andate le cose. Fa specie che chi doveva valutare inizialmente l’accaduto non l’abbia fatto, quanto meno, con la dovuta attenzione. In attesa del risarcimento che lo Stato (o i magistrati che, eventualmente, saranno ritenuti responsabili di aver causato un’ingiusta detenzione per “colpa grave”) dovrà a Paolo e alla sua famiglia, condividiamo con lui la soddisfazione per la conclusione della vicenda che l’ha visto inopinatamente coinvolto. In calce sottolineiamo che, nonostante tutto e anche se dopo troppo tempo, alla fine tutto si sia concluso bene senza ricorsi a prescrizioni, decreti ad hoc o marchingegni simili, così come si dovrebbe aspettare ogni cittadino qualsiasi che si sappia, e si sa, innocente.

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Giustizia di serie “B”

Gilardino è stato squalificato per aver tratto vantaggio da una spinta di un avversario che lo mandava a incocciare il pallone con un braccio. Lampante la volontarietà del giocatore Viola che niente faceva per tagliarsi il braccio ovvero cedere all’abbraccio fraterno del collega rosanero che da tergo, in fondo, cercava solo amore. Il Gila è un nazionale, un esempio per tutti, soprattutto per quei poveri bambini che, allevati in scuole calcio italiche dove vige la più ferrea moralità, trarranno dalla sua squalifica una lezione indelebile: se fate gol di mano, a fine partita chiedete scusa a Maurizio Mosca e a tutta Mediaset, altrimenti sono guai.

Intanto Moggi è stato assolto nel procedimento sportivo (cd. “Calciopoli 2”) aperto a seguito della scoperta della rete parallela con la quale il predetto, mediante l’uso di schede telefoniche estere, “gestiva” gli arbitri prima dopo e durante le partite del campionato 2004/2005.

Si attende a momenti la penalizzazione di 10 punti alla Fiorentina per: 1. aver acquistato un personaggio falso e immorale come Gilardino; 2. aver usato i cellulari per telefonare senza chiedere il permesso di Moggi; 3. continuare, da 4 anni, a restare nelle prime posizioni della classifica di seria A senza aver sede a Roma, Milano o Torino.

L’America negli occhi, le foto

Finalmente le foto de “L’AMERICA NEGLI OCCHI”, rivisitazione di Silvia Rizzo del monologo di Alessandro Baricco “Novecento”. Il monologo è stato interpretato da 12 attori che si sono scambiati continuamente i ruoli durante le varie scene (tutti tranne Tommaso, il bravissimo ragazzino che ha interpretata Novecento bambino). Il tutto con la cornice dell’accompagnamento musicale in diretta di quattro musicisti nascosti da una tenda. Un vero avvenimento.

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Refusi

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Dopo l’ultima smentita di se stesso, in merito alla polizia nelle scuole, abbiamo scovato lo stralcio di un memorandum dell’ufficio stampa del presidente del consiglio, che proverebbe come, il vizio del simpatico Premier, non sarebbe solo pubblico ma anche privato. Nel memorandum sono state infatti annotate alcune delle cose che il premier avrebbe detto ai suoi collaboratori per poi negarle dopo 24 ore, facendoli impazzire. Il memorandum farebbe parte di un dossier raccolto per citare il presidente del consiglio davanti a un giudice (l’ennesimo) del lavoro.

Martedì 15 aprile, a risultati definitivi delle elezioni, il Premier fa sapere che: “Da oggi chiamatemi: Primo Roboante Eccellentissimo Superuomo dell’Italia e Dell’Europa Nonché della Terra e per l’Eternità”. Mercoledì 16, dopo le proteste dei collaboratori che, prevedendo uno spreco di carta necessaria per le sole intestazioni dei comunicati ufficiali di Palazzo Chigi e la richiesta di trasferimento presentata da tutti gli stenografi, si rifiutano di aderire alla richiesta, il premier dichiara indispettito: ”Avete travisato il mio pensiero, io intendevo solo l’acronimo. Perché sono circondato da imbecilli?”

Lunedì 6 agosto. In vacanza sul lago Maggiore il Premier, indicando lo specchio d’acqua di fronte alla sua nuova villa, confida: “Visto che da quest’anno ci abito io, direi che Maggiore è poco. Da domani il lago si chiamerà: Lago Generale di Corpo d’Armata!”. Appena appresa la notizia, i sindaci leghisti di tutto il bacino si sono subito riversati al cospetto del presidente per protestare contro l’infelice idea che avrebbe messo a dura prova i loro uffici toponomastici. Il premier quindi dichiarava ufficialmente a reti unificate: “Vedo che le malelingue comuniste non smettono mai di mettere zizzania nella nostra solida coalizione. Io non ho mai parlato del “lago”, io mi riferivo a “l’ago” che segna il carburante del mio elicottero nuovo. Dato che è molto importante, ho consigliato al pilota di cambiarne il nome, tutto qui. Non capisco come possa essere circondato da così tanti imbecilli.”

Mercoledì 8 ottobre. In vista della conferenza stampa da tenere nel pomeriggio assieme al ministro della Pubblica Amministrazione e dell’Innovazione, il presidente dispone che: “Visto che l’ho fatto ministro solo perché è più basso di me, oggi fateci fare un sacco di foto quando siamo accanto e da soli. Sai che invidia Sarkozy!” Venuto a conoscenza del piano, il ministro fantino sarebbe subito corso a Palazzo Chigi a cavallo, per rimostrare al capo del governo il proprio disappunto. Per non perdere l’occasione d’oro, il premier avrebbe dissuaso il ministro dal non partecipare alla conferenza stampa con queste parole: “Cara Brunetta, che bel nome… Dicevo, cara Brunetta, mi stupisco della sua mancanza di fiducia nel sottoscritto. Come può credere a certe dicerie? Lo sanno tutti che io sono alto, cosa vuole che me ne importi se lei è un po’ più basso del presidente francese? Aaah Parigi… c’è mai stato lei a Parigi? Bella Parigi, vero? E la Carla Bruni? Eeeeh, la Bruni… bella figliola. Comunque, non capisco tanto allarmismo da parte degli imbecilli che mi circondano. Ormai devo farmene una ragione, nessuno mi capisce, quando parlo io fanno tutti orecchie da mercante. E’ mai stato al mercato, lei, ministro? Ho intenzione di chiudere quello di Milano, sa… come si chiama… sta in quella piazza…. Piazza fffff… Affari! Bravo!, proprio quello! Chiudo il mercato delle bancarelle di piazza Affari e così risolvo il problema dei derivati e dei mutui. Che genio sono! Come dice? Non ci sono bancarelle da chiudere a piazza Affari? Ah no?! Ma che mercato è allora? Mah, questi comunisti le inventano una al giorno…. Ma mi dica, mi dica, cara Brunetta, lei come farebbe per il problema di cibo della Mara… Il cibo, ha presente, vero? Quella roba che si mangia… no, i comunisti no, loro mangiano i bambini…”

 

Un paese diverso

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Rapidi appunti da una breve trasferta in un paese “diverso”.

Nelle strade la circolazione è tranquillamente caotica, ovvero il caos è circolante tranquillo. Nessuno si è sognato di svegliarmi con il clacson o mandarmi a fare in culo nonostante il tom tom mi abbia fatto sbagliare più di una svolta. (Sarebbe bello fosse lo stesso in Italia, nel frattempo, non userò mai più un navigatore scadente che nel Belpaese mi potrebbe costare un soggiorno in clinica ortopedica.)

I mezzi pubblici funzionano, davvero. Il metrò, come da noi i bus, è gestito sulla fiducia. Paghi il biglietto, tra le tante possibilità che si adatta alla tua necessità, e viaggi. Nessun tornello, nessun controllore. Ci saranno sicuramente sanzioni per i furbi, ma non ci sono avvisi esposti, se ne deduce che i furbi sono l’eccezione e non la regola. Immagino che la stessa fiducia sia riposta sui cittadini quando sono chiamati a pagare le tasse. (Sarebbe bello poter pensare lo stesso degli italiani, nel frattempo manteniamo la Guardia di Finanza bella attiva.)

Per tre giorni, da tifosi ospiti, abbiamo girato tranquillamente per la città indossando sciarpe e maglia viola senza problema alcuno. Le uniche persone che ci hanno fermato sono state quelle che chiedevano una pronostico sulla partita, augurandoti poi buona fortuna o al massimo ribattendo, sempre con rispetto, il loro contro pronostico. Siamo arrivati, rimasti in fila ai cancelli e andati via dallo stadio, mescolati tranquillamente con i tifosi avversari. Nessuna discussione prima, a speranze intatte, nessuna discussione dopo, a seconda dei punti di vista, a speranze infrante o realizzate. Neanche uno sfottò, né tanto meno un insulto. (Sarebbe bello fosse lo stesso in una trasferta a Milano o a Roma, nel frattempo continuerò ad evitare Roma e ad andare a Milano sotto mentite spoglie.)

Lo stadio sembra una salotto. Seggiolini comodi poco meno di una poltrona. Vista ottimale da ogni settore. Determinata cortesia da parte di steward e poliziotti. Sportività da parte di tutti, giocatori biancorossi compresi, che alla fine hanno salutato entrambe le curve e hanno raccolto anche gli applausi dei tifosi ospiti, cioè noi. (Sarebbe bello accadesse anche in Italia, nel frattempo mi preparo ad un inverno al ghiaccio dell’Artemio Franchi e a ricevere l’astio degli juventini o dei genoani in trasferta.)

Benvenuti a Monaco di Baviera, Germania, Europa:

Fc Bayern Munchen 3 – Acf Fiorentina 0 (Deutschland 1000 – Italia 0)

 

PS Rientro in Italia, titolo principale su tutti i siti e giornali: “Berlusconi: la polizia liberi le scuole”.

Per favore, fatemi scendere…

Viola e basta.

 

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Dopo aver letto le dichiarazioni di Uolter contro Di Pietro e l’IdV, a “Che tempo fa”,  penso proprio che non ci resti che piangere. Indi per cui, mi dissocio da tutto e stacco per tre giorni. Io vado a Monaco (e chissà che non ci resti…),

buon inizio settimana a tutti. (sic)

 

Opa, opa, cavalluccio…

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Aderiamo:

“L’Offerta Pubblica di Acquisto, o OPA, è un’offerta finalizzata all’acquisto di prodotti finanziari.
Se l’azione di una società vale poco o nulla, lanciare un’OPA è conveniente, si offre una cifra superiore alla quotazione e si rastrellano le azioni sul mercato fino a raggiungere la maggioranza.
L’azionista che preferisce l’uovo oggi alla (possibile) gallina domani può vendere le sue azioni (di solito lo fa) a chi ha lanciato l’OPA e incassare molto di più di quanto valgono.
Per fare un esempio a caso, la Mediaset dello psiconano è a rischio OPA. Ieri il suo valore in Borsa era di 3,990 euro per azione. Il 41,11% in meno da inizio 2008.
Da inizio 2007 Mediaset è scesa da 9,501 euro a 3,990. Se un anno fa per comprarla bisognava pagare 100, oggi costa circa 40. Un affarone.
Un’OPA su Mediaset porterebbe numerosi vantaggi. La Presidenza del Consiglio e in futuro quella della Repubblica. Togliersi dalle balle Emilio Fede e Paolo Liguori e Clemente Mimun. Guadagnare un patrimonio grazie alla pubblicità incassata da Publitalia. Veline senza limiti.
E non solo. Ci sarebbe vera informazione. Travaglio direttore del telegiornale. Saviano inviato speciale (e non emigrato all’estero). Dario Fo responsabile della cultura.
Quanto costa liberarci dalla camicia di forza di Testa d’Asfalto? Poco, bisogna solo trovare chi ci mette i soldi.
Ci sono tutti i presupposti per lanciare un’OPA. Ho bisogno di un partner industriale. La BBC per esempio. Io sono a disposizione per la comunicazione dell’asta pubblica. A una condizione: condividere e rendere pubblici palinsesto e conduttori prima dell’OPA.
Aspetto una telefonata, un fax, una mail. Astenersi perditempo.”

Beppe Grillo

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In aggiunta, oggi consiglio la lettura di un post che potrà aiutare tutti, soprattutto i patrioti con la memoria corta, a comprendere le odierne  ragioni altrui. Dei corsi e ricorsi storici by Rossomoleskine

Scuola privat.a

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15 ottobre 2028

Interno giorno.

– Chi di voi sa cos’è una scuola?
– Io, io!
– Kevin, dimmi.
– La scuola era quel posto dove i bambini imparavano le cose.
– Bravo! La scuola era proprio quello. E cosa imparavano i bambini a scuola. Chi me lo dice?
– Io, io, io!
– Ancora Kevin.
– I bambini a scuola imaparavano a scrivere e a leggere con il pc, a telefonare con le mani e a farsi i disegni da soli con i fogli.
– Sei proprio bravo. E dov’erano le scuole? Te, Cindy.
– Le scuole?! Le scuole… erano… dove c’erano i poveri!
– Solo lì, sicura? Non suggerire Kevin.
– Sì, mia mamy dice che quando era piccola lei, i poveri andavano a scuola e lei no, perchè lei era ricca e la scuola andava da lei.
– Non è proprio così, sei sicura?
– Mia mamma dice così.
– Non è vero, mamy dice che lei andava nella scuola dei ricchi, non che la scuola andava da lei come ora viene da noi. Sei sempre la solita scema.
– E te sei sempre il solito brutto, oh.
– Calma, calma, non litigate. Non è importante, tanto non ne esistono più. Adesso facciamo pausa. Riprendiamo tra mezzora, va bene?

Esterno giorno.

– Senti Cindy, ma perchè la maestra ci ha chiesto di quella cosa…. della… della scuola?
– Boh.
– Secondo me ha paura che papy la butta fuori.
– Boh. Lei è povera, Kevin?
– Sì, non vedi come va vestita, non ha neanche una borsa di pelle umana. Ma ora basta, andiamo a giocare in piscina o in palestra?
– In palestra che voglio rinforzare i glutini.
– Cosa?
– I glutini, lo dice sempre la mamma che bisogna rinforzare i glutini perchè sennò non si trova marito.
– Ah, allora va bene. Io però vado nel simulatore di volo. Alla maestra mandiamo un sms che torna domani.
– Yuppì!

Come

Amore%2520e%2520psiche.jpgPensiero

apparso alla sprovvista

 

Sguardo

afferrato nella folla

 

Profumo

fiutato nell’aria

 

Lampo

esploso in lontananza

 

Battito

sovrapposto alla mente

 

un pensiero

sfuggito

senza memoria

 

uno sguardo

smarrito

senza nome

 

un profumo

svanito

senza direzione

 

un lampo

spento

senza tuono

 

un battito

scandito

senza fiato

 

lasciandoti  sognare

 
solo per un istante