Quello che sento

ilcuore.
http://luca-p.myblog.it/media/00/00/1439944741.mp3

Quello che penso così in un momento
è in corto circuito con quello che sento

Nel tempio maledetto della mia memoria
ci sono alcuni punti oscuri che non ho sbrogliato ancora:
vortici, buchi neri nel mio passato
che cancellano, risucchiano tutto ciò che è stato.
C’è una parte di me che sa benissimo cosa è successo,
l’altra fa finta di niente per poter vivere lo stesso.
Ma guarda un po’ che fatto strano,
quali mostri è in grado di creare il cervello umano,
mi sembra di vedere il dottor Jekill arrivare da lontano
… vuole la mia mano?
La realtà è evanescente e come lei niente,
ma i sentimenti restano condensati dentro l’aria
come nuvole che attendono di partorire, gravide
come il mio passato, e qui mi perdo ma una cosa resta:

io preferisco il cuore alla testa

Corto circuito

99 posse

Come ci si innamora?

36e5a5ef5a7d4ae291e21ce16daad1cd.jpg“Come ci si innamora? Si casca? Si inciampa, si perde l’equilibrio e si cade sul marciapiedi sbucciandosi un ginocchio, sbucciandosi il cuore? Ci si schianta per terra, sui sassi? O è come rimanere sospesi oltre l’orlo di un precipizio, per sempre?” (La lettera d’amore – Cathleen Schine)

Come ci si innamora?

E’ aperto il dibattito…

Elogio della fuga

veliero40x50.jpgDiario 244 – 247

“Quando non può più lottare contro il vento e il mare per seguire la sua rotta, il veliero ha due possibilità: l’andatura di cappa (il fiocco a collo e la barra sottovento) che lo fa andare alla deriva, e la fuga davanti alla tempesta con il mare in poppa e un minimo di tela. La fuga è spesso, quando si è lontani dalla costa, il solo modo di salvare barca ed equipaggio. E in più permette di scoprire rive sconosciute che spuntano all’orizzonte delle acque tornate calme. Rive sconosciute che saranno sempre ignorate da coloro che hanno l’illusoria fortuna di poter seguire la rotta dei carghi e delle petroliere, la rotta senza imprevisti imposta dalle compagnie di navigazione.”   Henri Labort

Meno male che.

 

20.JPGDiario 242 – 243

Gli amici del quartierino hanno ritirato l’offerta per la cosiddetta nuova Alitalia. La trattativa è saltata per colpa dei sindacati, dei piloti e di Mourinho. Non si preoccupino i lavoratori licenziandi e non si preoccupino neanche i patrioti che paventavano la vendita della compagnia di bandiera (ma quale bandiera? Quella che Bossi ci si…? Ah, va be’) agli odiati francesi (a proposito, ieri sera grazie per la sportività, chez Lyonnais), dategli un po’ di tempo e risolverà tutto il presidente netturbino, per l’occasione trasformatosi in presidente pilota, hostes e steward. Nell’attesa della magia, invito tutti ad ascoltare e cantare in coro la hit qui sotto lanciata durante l’ultima tornata elettorale. In un attimo i vostri cuori si riempiranno di speranza e ottimismo e anche se “chi visse sperando, morì non si può dire” vedrete che la vita vi sorriderà. Soprattutto se non siete (ex) dipendenti Alitalia.02.JPG

P.S. A tutti coloro che in coda al mio post precedente hanno evidenziato il particolare (per me ininfluente) che questo Governo starebbe “lavorando” (eufenismo) da pochi mesi, chiedo:

1- perchè se il Governo Prodi fu attaccato ancor prima di essere insediato per i presunti brogli (in merito consiglio di leggere il libello “Armi di distruzione di massa – Come inventarsi una guerra preventiva in tre lezioni” di G.W. Bush) e nessuno degli opionion maker brizzolati si è sognato di aspettare un po’ per vedere gli effetti delle leggi allora approvate (come, per esempio, il 1° decreto Bersani che fu massacrato dai media dei soliti noti non appena varato nel luglio 2006), non è permesso fare lo stesso con questo Governo?08.JPG

2- se in una partita di calcio (per restare in tema con me stesso), nei primi dieci minuti, l’arbitro s’inventa due rigori contro ed espelle tre giocatori della vostra squadra del cuore, condannandovi quindi alla sconfitta certa, bisogna aspettare la fine della partita per dire che è un cornuto oppure è lecito incazzarsi subito? – Per anticipare eventuali contestazioni, preciso che nella metafora, la mia squadra è l’Italia intera e non il centrosinistra.

E ora cantate con loro….

 

 

Le foto sono prese da Corriere.it

Noi, gli imbecilli.

d84bd5268d48ebd77c455f198570d7e8.jpegDiario 239 – 241

Siamo noi sbagliati. Intendo io ed i miei amici imbecilli. In meno di 5 mesi, secondo un sondaggio IPR Marketing per Repubblica, il governo Berlusconi ha aumentato la propria popolarità. Il premier netturbino è passato da una fiducia riconosciutagli a luglio dal 55% degli intervistati, a quella del 60% di metà settembre. Il governo nella sua fulgida interezza è passato dal 52 al 54% dei giudizi positivi. Ministri in netta ascesa sono la Maria Stella Gelmini che sta smantellando la scuola pubblica, passata dal 35% al 39%, e la ministra delle pari opportunità (di chi?) che dopo il decreto anti-concorrenza (copyright Anninotchka)  è passata dal 38% al 42%. Certo, le due ministre sono ancora in coda nella classifica dei gradimenti espressi dagli intervistati sui ministri, tutti intorno al 50%, chi più chi meno, da Maroni e Frattini al 60% a Ronchi e Calderoli al 42% (e se non sapete di cosa sono ministri, beh, credeteci sulla parola, lo sono). Tradotto, una persona su due ritiene che il governo ed i suoi ministri meritino “molta o abbastanza fiducia”. Evidentemente la falsa pulizia di Napoli, con sversamento dei rifiuti nel resto della Campania, è solo un’invenzione di qualche blogger a cui crediamo solo io ed i miei amici. Così come lo dev’essere l’aumento degli sprechi da parte dei soliti noti della casta (ma ora che non se ne parla più, mi viene il dubbio che sia mai esistita, ‘sta casta) con ripristino di alcuni benefit e l’assunzione di amici e parenti in enormi e indaffarati uffici stampa. Non parliamo poi della falsa sicurezza garantita da quattro o cinque militari per strada e il contemporaneo taglio ai fondi per le forze dell’ordine, tutto chiaramente inventato dai sindacati (quei comunisti!) dei poliziotti, altri nullafacenti come tutti gli altri statali. Il quasi fallimento dell’Alitalia (per colpa dei soliti sindacati, ovviamente) dopo che erano state promesse soluzioni avveniristiche, è un altro bel successo. Chi si ricorda poi le altre promesse di campagna elettorale? Via le tasse? Non ancora, se c’è la crisi mondialgalattica, non è mica colpa di 3monti. E poi l’Ici l’hanno tolta o no? Sì, ma i tagli necessari a coprirla, qualcuno sa dove sono stati fatti? No, e poi l’importante è stato, per chi una casa ancora ce l’ha, ritrovarsi con 2-300 euro in più in tasca a giugno, se poi a dicembre saranno 8-900 in meno per l’aumento delle rette degli asili nido o il taglio di qualche servizio per anziani con conseguente assunzione di una brava donna a ore (adesso, badante), che importa? Siamo noi, io ed i miei amici, che non capiamo i vantaggi di tornare al maestro unico. Così come siamo sempre noi che non capiamo come si possano velocizzare i processi dividendo le carriere dei magistrati e creando un secondo CSM… boh!?! E vogliamo parlare del decreto Brunettadeiricchiepoveri? La panacea di tutti i problemi della pubblica amministrazione? No, non ne parliamo, perché io ed i miei amici non lo capiamo e quindi non siamo degni neanche di parlarne. Bene, detto questo, non mi resta che chiedere scusa per la mia ignoranza, per il mio non capire quanto stia migliorando questa bella Italia e non voglia allinearmi al pensiero unico. Vorrei congedarmi. Potessi lo farei letteralmente, purtroppo anch’io ho da campa’ e per ora mi limiterò a restare in quel 44% che ha “poca o nessuna fiducia”, sperando, prima o poi, di cambiare idea… o paese, se il paese non cambierà idea.

Grazie

Ci sono uomini che non verranno mai ricordati sui libri. La loro opera d’arte è consistita nell’essere stati semplicemente onesti, spaventevolmente di cuore, tremendamente normali.

Ci sono uomini che non sono mai andati in televisione a svelare i propri guai o a scandagliare quelli altrui e il loro spessore morale non ha mai dovuto essere misurato da un pubblico. Non sono neanche mai entrati in un tribunale e i giornali non hanno mai avuto ragione di interessarsi a loro.

Ci sono uomini dei quali l’unico esempio lasciato al mondo è stata la propria vita. Hanno sopportato la fame e il freddo quando la vita non era un’autostrada dritta. Hanno lasciato il paese e la famiglia d’origine quando era l’unico modo per sopravvivere. Hanno lavorato senza lamentarsi quando il lavoro era davvero duro e il salario era settimanale perché la settimana successiva non era certo. Poi hanno amato, sposato e onorato una sola donna. Sono riusciti a costruire una casa, spesso con le loro mani, senza diventare schiavi di una banca. Hanno cresciuto nel modo migliore possibile dei figli che una volta diventati uomini e donne hanno dimostrato, semplicemente con il loro modo di essere, quanto quel “migliore possibile” sia stato eccezionale. Hanno rispettato tutti e da tutti hanno ricevuto rispetto. Hanno donato se stessi alla vita e dalla vita hanno ricevuto in premio di poter realizzare se stessi.

Qualcuno potrà pensare che sono passati inosservati e quindi la loro esistenza non abbia avuto valore. In una società basata sull’immagine ciò potrebbe essere anche vero, in una società basata sui rapporti umani concreti invece saranno gli unici che hanno lasciato memoria, meritevoli di memoria.

Non esiste un modo giusto per ricordare questi eroi sconosciuti. Anzi, il modo migliore sarebbe un rispettoso silenzio che con queste poche righe ho voluto momentaneamente rompere solo per rendere il dovuto omaggio a due di queste fantastiche persone che ho avuto la fortuna di conoscere. Due amici che anche nell’amicizia dimostravano il loro riserbo e nella morte spero si siano ritrovati. Mio padre se n’è andato 22 anni fa, Ezio se n’è andato sabato. Entrambi ci hanno lasciato un vuoto che è stato, è e sempre sarà riempito dal loro nobile ricordo.

Ciao Mario, ciao Vezio, a voi il nostro eterno grazie.

 

Un ringraziamento a tutti coloro che hanno espresso solidarietà su queste pagine.

La morte del calcio

106451-1.jpg1386505Diario 237

Il CASMS (Comitato Assistenti Sua Maestà Silvio) ha deciso che alla gara Fiorentina Bologna, del prossimo 21 settembre, possano assistere solo gli abbonati Viola. A prescindere dal fatto che non si capisce nemmeno perché non possano venire i bolognesi, per quale motivo si vieta l’ingresso anche ai fiorentini col biglietto? Si ha paura che ci si picchi tra di noi per i gelati? Perché se si accoltellano a Roma e a Napoli, devono chiudere lo stadio di Firenze? A Firenze non succede più niente da anni. E gli ultimi incidenti sono stati sempre causati dalle tifoserie ospiti (auto della Polizia incendiata dai laziali, sfondamento dei tornelli da parte dei napoletani), qual è la logica del provvedimento? Logica?!? Scusate, siamo in Italia, me n’ero quasi dimenticato. La logica, come la responsabilità, non abitano in questi luoghi. Un provvedimento punitivo assurdo e inutile verso quella che, loro stessi l’hanno detto (e qui è dimostrata la schizzofrenia di certi apparati), è una tra le migliori tifoserie italiane, come si spiega? In realtà in questo caso, a essere maligni (neanche poi tanto), potremmo leggere un movente politico. Firenze è città di sinistra come Bologna (abbastanza di sinistra, diciamo) e la proprietà della Fiorentina è notoriamente antagonista dell’attuale premier che magari… Ma no dai, cosa vai a pensare! Va be’, allora torniamo ai fatti (che non sono i tossicodipendenti che abitano il ministero). Vogliono gli stadi vuoti, tutto qui. Non c’è altra spiegazione. I biglietti nominativi, i tornelli, il divieto di vendita dei biglietti ai gruppi, ecc. ecc., a cosa servono se alla fine neanche i tifosi di casa possono andare allo stadio. Vogliono che diventiamo tutti ancora di più (perché ormai intossicati lo siamo tutti) tele dipendenti, e non intendo lavoratori della televisione. Chissà, anche qui magari c’entra il fatto che una delle società che trasmettono le partite sul digitale si chiama Mediaset… E allora se ce l’hai con Lui, dillo! Lasciamo perdere. Effettivamente 20 anni fa con i bolognesi accaddero fatti gravi, negli anni però la ferita è stata più che rimarginata. Se vincesse questa logica (della memoria perenne e dell’astio a prescindere), anzitutto a Firenze non potrebbe più venire nessuna tifoseria (perchè in 40 anni di storia ultras, di incidenti ce ne sono stati con tutti), ma poi non si capirebbe perchè continuiamo a far entrare in Italia i tedeschi in vacanza… Personalmente inviterò i bolognesi a venire lo stesso a Firenze, che se non ci faranno entrare allo stadio ci organizzeremo fuori con una tavolata a tortellini e bistecca, lambrusco e chianti, poi voglio vedere se verranno a vietarci anche di mangiare e bere! Voi dite di sì, eh?