Il passato di un ozioso

Jerome_K._Jerome.jpgDiario 220 – 224

“Non si può tornare indietro, nella strada della vita. Il fragile ponte del Tempo sul quale camminiamo, torna a sprofondare nell’eternità ad ogni nostro passo. Il passato ci ha lasciati per sempre. E’ stato ordinato e riposto. Non ci appartiene più. Non una sola parola potrà essere cancellata, non un sol passo ricalcato. Perciò mi par giusto che noi, da leali cavalieri, si continui coraggiosamente il cammino e non si spargano lacrime vane perchè impossibile tornare indietro. Ogni giorno per noi comincia una nuova vita. Andiamole incontro con gioia. Dobbiamo continuare la strada, che ci piaccia o no, e cammineremo meglio se terremo gli occhi fissi avanti a noi anzichè perennemente rivolti indietro.”

Jerome K. Jerome (I pensieri oziosi di un ozioso, 1888)

 ***

Domani è già una domenica da emozioni forti con Fiorentina- Juve.
«Intanto vi anticipo che Cobolli Gigli, un uomo che conosco da trent’anni, sarà al nostro fianco. La Fiorentina adotterà il modello spagnolo. Presidenti seduti accanto durante la partita e a cena insieme al fischio finale. Sarebbe bello se tutto il calcio italiano adottasse questo sistema».
Il modo migliore per svelenire una partita storicamente calda.
«In campo ci deve essere tutto l’agonismo sportivo. Noi vogliamo battere la Juve per i prossimi 3.000 anni. Ma non dobbiamo dimenticare che stiamo parlando di una partita di calcio. Tra qualche anno voglio lo stadio di Firenze senza reti o vetrate. I nostri tifosi meritano di veder realizzato questo progetto ».

(dall’intervista odierna a Diego Della Valle sulla Gazzetta dello Sport)

 (Buon campionato a tutti! 🙂

Eccoci!

 Slavia Praha – Acf Fiorentina

0 – 0

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Pratica archiviata,
noi siamo in Champions League…
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Mi scuso con tutti se prima non si leggeva, ma il mio pc mostrava un carattere normale mentre in realtà ho scoperto che in rete finiva un alfabeto greco…. boh…

(ri) Andarsene così

Spesso mi sento così.

E oggi è uno di quei giorni. 

 

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Sarebbe splendido

Amare veramente

Riuscire a farcela

E non pentirsi mai

Non è impossibile pensare un altro mondo

Durante notti di paura e di dolore

Assomigliare a lucertole nel sole

Amare come Dio

Usarne le parole

Sarebbe comodo

Andarsene per sempre

Andarsene da qui

Andarsene così

 

 

 

 

Si vive già meglio…

1242034456.jpg985201480.jpgDiario 217 – 219

Appena ho rimesso piede sul pianeta Terra/Italia mi sono subito sentito meglio. Si vede che è successo qualcosa, che l’aria è più pulita, che la gente è più serena, che la vita è più sicura. I treni arrivano già in orario e le buche per strada sono un simpatico ricordo. Sono andato a comprare il pane e mi sono sentito anche più ricco, dovendolo pagare come l’oro. Abbiamo una manica di assenteisti in parlamento (vedi il Sole 24), ma in compenso il presidente del consiglio va a spazzare le strade di Napoli. In quale altro paese del mondo possono vantarsi di un tale primato? E poi agli assenteisti in parlamento ci penserà il ministro Brunetta! No? Loro non si toccano? Va be’, poveretti, lavorano per noi (???), glielo vogliamo riconoscere un po’ di tempo libero? Siamo o non siamo il popolo delle libertà? Certo, qualcosa di strano c’è ancora. Tipo quei giovani che ogni sabato sera continuano a spiaccicarsi contro qualche albero, o peggio, contro qualche altro ignaro automobilista, tutti ignari del cambiamento. Se continuano così, sabato prossimo gli toccherà a scendere in strada direttamente Lui, in versione presidente vigile urbano. E tutti quei clandestini che continuano a sbarcare senza ritegno? Ma giel’hanno detto, a casa loro, che qui è cambiata l’aria? Un messaggio tv a reti unificate potrebbe servire allo scopo, le reti e tutto il necessario lo mette a disposizione sempre Lui. Come? Non hanno le televisioni? E neanche l’elettricità? E allora, se dobbiamo fare tutto noi italiani, ditelo! Comunque, ciò che è cambiato veramente è la sicurezza personale. Avete visto i militari in piazza che successo hanno avuto? Quante foto gli hanno fatto, neanche la velina più famosa può vantare tanti scatti. Se non è un successo questo, ditemelo voi. A questo proposito ho letto una storiella molto esemplificativa del cambiamento. L’ha scritta un tal Eugenio Scalfari al quale è stata raccontata da un suo amico con madre ottantenne residente in un minuscolo paese dell’agrigentino. L’amico racconta l’ultima telefonata avuta con l’anziana madre: “Era più tranquilla, mi ha detto, perchè stavano per arrivare i militari. Quali militari?, le ho chiesto. I soldati, quelli dell’esercito. Ma chi te l’ha detto? La televisione. Ma non arriveranno mai nel nostro paese. Invece sì, la televisione l’ha detto. E perchè sei più tranquilla? Perchè cacceranno gli zingari che rubano i soldi e anche i bambini. Ma non ci sono mai stati zingari da noi. No, ma sono pericolosi e rubano tutto. Mamma, hai mai visto uno zingaro in vita tua? No, però la televisione dice che sono pericolosi, ma adesso che arrivano i militari mi sento rassicurata. Da noi però c’è la mafia, le ho detto io. Sì, mi ha risposto, ma quelli li conosciamo, sono del paese.”

Senza commenti, non ce n’è bisogno.

Buona Italia a tutti!

Oro atletico!

Diario (olimpico) 206 – 216

Speravo di più nei capeli di Silvio però.. come promesso, sospendo il black out per festeggiare l’oro vinto da Alex Schwazer nella 50 km di marcia!

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Come volevasi dimostrare, per scrivere queste due semplici righe mi c’è voluto un pomeriggio… Se abitavo qui mi toccava chiudere il blog, è sicuro. Un saluto a tutti e a presto su nuove e più veloci linee… :)))

 

Pausa lettura

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Causa traferimento in campagna, con connessione a 2kb l’ora, nei prossimi giorni sarò in grado di leggere qualcosa, pubblicare poco e commentare ancora meno. Per questo, mentre completerò i miei racconti in privato, probabilmente sul blog non scriverò nulla, tranne in presenza di eventi eccezionali (tipo vittoria di una medaglia d’oro nell’atletica, dichiarazione di pace universale, sbarco di alieni, ricrescita naturale dei capeli di Silvio, ecc. ecc.), talmente eccezionali da non dover essere contraddetti da nessuno.

Auguro a tutti un buon proseguimento su questi canali.

A presto! 

Sicurezza? Ma mi faccia il piacere, mi faccia!

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Oggi sarò particolarmente polemico perchè la presa per il culo a cui stiamo assistendo è talmente grande che la reazione non può essere che di questa portata.
Allora, la questione è la famosa sicurezza pubblica che questa maggioranza di Governo, sin dalla campagna elettorale, sbandiera di voler garantire a tutta la nazione.
In questo ambito, gli atti concreti (non le chiacchere) fin qui messi in atto (e Dio ci scampi e liberi dai prossimi, se il buongiorno si vede dal mattino) sono stati:
– pattuglie di militari per strada;
– taglio di circa tre miliardi (3 miliardi!) di euro nei prossimi tre anni, sui capitoli di spesa per la “sicurezza”;
– riduzione del personale delle ff.pp. con il blocco del turn over per sostituire chi va in pensione;
– applicazione dell’ormai famoso articolo 71 del cd. decreto Brunetta, anche agli operatori delle forze di polizia.

Punto primo, i militari per strada. Tranne un bello spot, qualcuno crede davvero che una simile mossa sposti di una sola virgola la sicurezza nelle nostre strade? Ammesso e non concesso, che ce ne siano abbastanza da vigilare sulle intere città e non solo nei centri storici, da che mondo è mondo, se c’è qualcuno che delinque non lo fa di sicuro davanti alle pattuglie. Ciò che invece è necessario sarebbero degli uffici investigativi (così da far pensare ai border line “tanto mi beccano, meglio fare il gelataio”) e un pronto intervento efficenti che però possono essere assicurati solo con uomini e mezzi idonei (leggi: personale addestrato, auto e materiali moderni) e non con due pedoni, per di più in divisa da alpini! Sapete quel’è il vero risultato: che adesso ci saranno più persone a passeggiare in divisa (con i vigili urbani e i carabinieri o poliziotti di quartiere) impotenti. Poi, di sicuro, capiterà anche il caso (statisticamente capiterà per forza) del militare X che farà l’arresto Y da sbattere in prima pagina e in tv (e il popolo bue dirà stupefatto – nel senso largo del termine -: “ooooh, hai visto che bravo il bersagliere! ora sì che ci sentiamo sicuri”… almeno fino a quando qualcuno non gli entrerà in casa di notte… ma tanto in centro ci sono i militari!)
Punti due e tre, strettamente collegati all’uno. Tranne che con i soldatini (che dovrebbero servire ad altro), con cosa la facciamo realmente la lotta alla delinquenza se ci tagliate i fondi? Tagliare i fondi vuol dire, per esempio, non riparare le volanti incidentate, oppure non adeguare l’armamento e il materiale in dotazione (vi farei vedere con cosa si lavora, altro che CSI!), non ristrutturare caserme e commissariati vecchi di decenni (e la 626? boh…), non comprare computer o scanner, non effettuare corsi di aggiornamento, non premiare i sacrifici… con cosa la creiamo la sicurezza? Con le barzellette dei militari in piazza? Ah be’, allora…. E se il personale qualificato se ne va in pensione (ogni tanto succede, per fortuna) e non viene sostituito, chi andrà materialmente a fare servizio? I ministri Brunetta e 3monti?
Punto quattro, l’articolo 71. Un impiegato pubblico che si assenterà per malattia perderà, con il decreto Brunetta, circa 6 euro al giorno. Un poliziotto o un carabiniere dai 20 ai 25!! E’ questa la famosa attenzione che la destra diceva di avere per le forze dell’ordine?!? Meglio il disinteresse allora! Un agente colpito da un febbrone improvviso, magari preso dopo essere stato ore sotto la pioggia a fare ordine pubblico, dovrà stare a casa per curarsi e perdere i soldi necessari a vivere (sapete, anche i poliziotti mangiano e hanno delle famiglie da mandare avanti) oppure dovrà andare a lavoro lo stesso, con rischio suo e dei cittadini (chi vorrebbe mai incontrare una persona armata in preda alla febbre)? E su questo argomento non mi dilungo oltre ma v’invito a leggere gli esempi molto chiari ed efficaci, elencati in coda a questa lettera ai ministri (!) del segretario Coisp, uno dei tanti sindacati di polizia incazzati (leggere soprattutto il caso nr. 3).

E per ora tralascio la paventata riforma delle intercettazioni telefoniche, che se approvata come minacciato dal premier, chiuderebbe del tutto il problema giustizia, dato che decine di reati potrebbero essere scoperti solo in caso di flagranza  e cioè, in pratica, mai (vi voglio vedere a incappare per strada in dei trafficanti di droga o di armi che si scambiano i contratti di vendita, oppure trovare le prove per indagare sfruttatori di prostitute o corruttori di giudici, oppure estorsori, basisti di rapine e rapimenti, mandanti di omicidi, ecc. ecc.)

Questi sono i fatti, poi ci vengono pure a prendere per il sedere (eufenismo toscano), e con noi tutta l’opinione pubblica, con discorsi del tipo: “[La sicurezza] si tratta di una priorità assoluta dell’agenda politica del Pdl, che passa anche per il mantenimento di due impegni precisi: il riconoscimento della ‘specificità” del ruolo delle Forze armate e delle Forze dell’ordine nell’ambito della pubblica amministrazione; la revisione dell’articolo 71 (malattia), con l’introduzione dell’esenzione per militari e forze dell’ordine. Due impegni assolutamente prioritari per il governo” (Gasparri). Roba da chiedersi: ma ci fa o ci è? Lo sa il senatore, che il decreto Brunetta è già legge? Ma quale agenda? Quali impegni?!? Si vergognino e basta!

Il problema è che di tutto questo nessuno ne sarà mai informato. Come in un gioco di prestigio, davanti vi fanno vedere una sicurezza finta (i militari in piazza, ‘sticazzi!) mentre con l’altra mano fanno sparire quella vera (i fondi necessari, il personale qualificato, lo spitito di sacrificio che a quel personale dovrebbero riconoscere con i fatti e non con le parole o le corone ai funerali) e alla fine la colpa sarà tutta….? Ma dei rom e dei clandestini, ovviamente!

Tutto brucia

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Tutto brucia

Bruciano i ponti

alle spalle

Bruciano le strade

a venire

Bruciano rifugi

e ricoveri

Bruciano i templi

dei riti vuoti

e i palazzi

del potere vano

Bruciano le foreste

e le pianure

Bruciano

le carte

le parole

le menti

i pensieri

i principi

le speranze

i cuori

i sentimenti

Brucia la pietà

Tutto brucia

Niente resta

Una missione per i militari

repubblica_italiana1.jpgDiario 200 

Giro pari pari  un articolo di “peace report”, a voi la valutazione.

“I numeri degli incidenti sul lavoro sono quelli di una guerra.

Mandiamo i militari ad una vera missione di pace

Lo dice il Censis: è di gran lunga il Paese europeo dove si muore di più sul lavoro.
 
Sono 918 casi in Italia in un anno. Un morto ogni 23 mila lavoratori, a fronte di 678 in Germania (un morto ogni 53 mila lavoratori), 662 in Spagna (un morto ogni 24 mila lavoratori), 593 in Francia (un morto ogni 50 mila lavoratori).
Senza contare che in Italia sono decine di migliaia gli incidenti sul lavoro non denunciati. E che sono decine, o forse più, i morti sul lavoro fatti passare per incidenti stradali o incidenti domestici.
 
Le città italiane, sempre secondo il Censis, sono tra le più sicure d’Europa.
Eppure il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha deciso di utilizzare i militari per pattugliare le strade.
 
Noi, cittadini italiani stufi di questa “strage bianca”, chiediamo a Lei, ministro della Difesa, di spostare le risorse umane ed economiche impiegate per pattugliare le città perché vigilino sui cantieri e sui luoghi di lavoro. I numeri degli incidenti sul lavoro, signor Ministro,sono quelli di una guerra. Mandi, per favore, i nostri militari in una vera missione di pace.”
sos.ico

 

SO.S. sottoscrive.